Perché un seme
reginadipace 27/12/2011 09:46:04
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di Stefania Consoli
Piccolo. Spesso insignificante. Quasi anonimo e poco attraente. Non offre un uso immediato né soddisfa il nostro bisogno di ottenere presto un risultato. Un seme non mostra affatto il suo valore e se per caso viene buttato via, quasi non ce ne accorgiamo.

Perché allora l’immagine del seme è così ricorrente nel linguaggio spirituale, cara anche a Gesù che spesso ne fa uso nelle sue parabole? Perché invece di indicarci come modello una realtà compiuta ed eloquente, Dio ci mostra una briciola di materia, talvolta così minuta che appena si intravede?
Perché un seme contiene una promessa, un piccolo spazio di futuro. Per sua natura, infatti, un seme ha già in se stesso un programma di crescita ben ordinato e sapiente che sa farsi strada da solo, con tenacia ed incredibile potenza. Dice Gesù: «Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa. Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga» (Mc 26-29).

La struttura di un seme in qualche modo rivela questa realtà dinamica, ed è sorprendente pensare che nella sua parte centrale il seme contiene in miniatura un piccolo abbozzo di ciò che sarà una volta giunto a maturità.
Proviamo a guardarci dentro. Un seme è composto da tre parti: l’embrione, che come dicevamo riproduce perfettamente la struttura della pianta adulta, e in cui sono riconoscibili il futuro fusto, la radice e una o più foglie. Poi c’è il tessuto nutritivo che favorisce la crescita di tutti gli elementi; e infine delle membrane che proteggono le parti vitali del seme dall’azione degli agenti esterni, mentre lui “dorme” prima di iniziare il suo processo di sviluppo e crescita. Un seme, allora, sebbene chiuso e apparentemente secco, pulsa di vita che attende solo di esplodere in pienezza: “Cari figli, come Madre sono con
voi per aiutarvi con il mio amore, preghiera ed esempio a diventare seme di ciò che avverrà, un seme che si svilupperà in un forte albero ed estenderà i suoi rami nel mondo intero“, diceva la Madonna a Medjugorje il 2 dicembre scorso in un messaggio alla veggente Mirjana.Qualcosa di importante ci attende nel futuro, qualcosa che avverrà, ma che potrà attuarsi solo se anche noi partecipiamo all’opera di Dio, sembra dirci Maria. E per capire cosa dovrà accadere non dobbiamo ricorrere alle arti divinatorie di chissà quale chiromante, ma soltanto guardarci dentro, nel profondo, dove sono già presenti tutti gli elementi futuri, già delineati, in trepida attesa di iniziare il loro percorso di sviluppo per realizzare quello che Maria ci annuncia. Se accettiamo l’invito e ci immergiamo nelle profondità del nostro spirito, di certo riusciremo a comprendere.
La Madre stessa ci guiderà, se lo vogliamo, per mostrarci quello che sicuramente troveremo nel fondo della nostra anima: l’immagine di Dio impressa in noi, Dio-amore, purissimo e perfetto. Un amore che però per crescere ed espandersi fino ai confini della terra come un forte albero, aspetta di essere liberato dalla prigione del nostro egoismo, dalle sbarre dei nostri ripiegamenti su noi stessi, delle nostre omissioni generate dall’indifferenza, dalla superficialità, spesso dalla paura. L’amore di Dio è completo dentro di noi, c’è già tutto, ma noi lo costringiamo a “dormire”, come un seme che non trova le giuste condizioni per germinare in piena libertà. “Per divenire seme di ciò che avverrà, seme dell’amore, pregate il Padre che vi perdoni le omissioni finora compiute. Figli miei, solo un cuore puro, non appesantito dal peccato può aprirsi e solo occhi sinceri possono vedere la via per la quale desidero condurvi. Quando comprenderete questo, comprenderete l’amore di Dio ed esso vi verrà donato. Allora voi lo donerete agli altri come seme d’amore…” (2 dicembre).
Un cuore pulito, aperto, occhi sinceri che sanno riconoscere la via da percorrere… Queste sono le condizioni propizie perché il seme si risvegli. E il terreno buono che lo deve nutrire sarà un’anima capace di combattere dentro di sé il male e le sue radici dannose che generano continuamente peccato: “Figli miei, vi
invito a rinnovare il vostro pensiero, il vostro essere, il vostro agire, il vostro parlare. Desidero che immergiate in me tutto il vostro essere affinché sia completamente rinnovato. Allora, dal vostro essere puro nascerà l’agire puro: tutto quello che farete, attraverso i pensieri, le parole e le opere, sarà un vero canto di lode a Dio” (Maria SS.ma a Stefania Caterina, 8 dicembre).Un canto di lode all’Amore, che così finalmente potrà rompere dentro di noi l’involucro che lo racchiude, per librarsi con lievità e forza fino a raggiungere chi ancora attende l’annuncio del Verbo che si è fatto carne: di Gesù Cristo, uomo della terra e Dio di tutto l’universo.
La Vergine è con noi. Ci aiuta con il suoesempio, ci nutre con la sua preghiera, ci protegge con il suo amore. Proprio come avviene in natura per un seme. Non potrà che essere presto primavera. E poi verrà l’estate, con i suoi frutti di salvezza. Un forte albero estenderà i suoi rami nel mondo intero e lo «coprirà con la sua ombra» perché sia concepito in ogni uomo di buona volontà il Figlio dell’Altissimo, come accadde a Maria. È una promessa, è cosa certa. E sarà sarà rinnovata la faccia della terra! ♦
“Figli miei vi benedico affinché abbiate la forza, il coraggio e la tenerezza per affrontare tutti gli avvenimenti che vi attendono. Non abbiate paura! Non vi annuncio catastrofi o fatti terribili, ma cose grandiose. Ripeto a voi ciò che ho detto per me stessa: grandi cose farà in voi l’Onnipotente, se sarete uniti a lui attraverso il mio Cuore, e se sarete capaci di accogliere la sua potenza e la sua luce”. (Maria SS.ma a Stefania Caterina, 8 dicembre 2011)

