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Nostra Signora di Aparecida, il Santuario mariano più visitato al mondo dopo Guadalupe


Storia dell'evento prodigioso

Un gruppo di pescatori gettarono le reti per la pesca, le gettarono tutta la notte nel fiume Parnaíba, nei pressi di Guaratinguetá, ma quella notte niente pesci. Delusi, quasi tutti ormeggiarono le loro imbarcazioni, tranne tre di loro, più ostinati, che vollero prendere di nuovo il largo in cerca di pesci. Ma inutilmente.

Era la prima volta che il fiume negava loro da mangiare, quel Rio Parnaíba che, a quei tempi, era il principale, se non l’unico, sostegno economico per la gente del posto. Proprio quando si presentava una giornata di vendita proficua poiché il Governatore della regione aveva organizzato un banchetto. I pescatori perciò non si arresero. Nelle prime ore dell’alba uno di loro, di nome João Alves, tirò dalla rete una minuscola statua di terracotta, decapitata. Una “pesca” inaspettata e alquanto singolare.

João l’avvolse nella sua camicia, adagiandola in un angolo della barca. Gettò ancora le reti, e questa volta emerse dalle acque una piccola palla di creta: era la testa della piccola statua di argilla nera, che rappresentava una figura di donna. A questo punto un senso di stupore colse i tre pescatori che gettarono nuovamente le reti. E lo stupore fu ancora più grande quando a fatica tirarono su le reti vedendovi impigliati un gran numero di pesci, e per di più anche di ottima qualità.

La pesca fu talmente abbondante che a stento la barca si manteneva in equilibrio sulle acque. Era il 17 ottobre 1717. I pescatori, prima di andare al mercato, pensarono di lasciare la statua rinvenuta nel fiume nelle mani di Silvana, la moglie di João, che subito ne incollò la testa al corpo e la tenne con sé per circa dieci anni.

Tutti i giorni la famiglia di João Alves, alla fine del lavoro, recitava insieme il Rosario davanti alla prodigiosa statua. Nel 1726 questa venne affidata ai figli Atanasio e Pedroso che la deposero in una piccola nicchia di legno, e subito cominciarono i miracoli, e con i miracoli la storia della devozione alla Madonna “Aparecida”, che nel corso di quasi tre secoli ha conquistato i cuori di milioni e milioni di latino-americani.

“Madonna nera” del Brasile

La Vergine Maria occupa un posto speciale nel cuore del popolo brasiliano. Il culto mariano in Brasile è legato alla prima evangelizzazione dell’America Latina. Sono stati i missionari, infatti, provenienti soprattutto dall’Europa, a diffondere questa devozione, tramandata poi di generazione in generazione.

Alla Madonna il popolo brasiliano ricorre sempre con grande fiducia filiale perché “Nossa Senhora”(Nostra Signora), come loro chiamano rispettosamente Maria, è sempre la “Mãe querida”, la madre amorosa, che accoglie, protegge e sostiene tutti coloro che la invocano con fede sincera. Molte chiese in Brasile sono dedicate alla Madonna, invocata sotto i più svariati titoli: Nostra Signora di Nazareth, della Concezione, dell’Esilio, dei Dolori, del Perpetuo Soccorso, del Parto, della Croce, della Resurrezione… Una litania quasi interminabile di invocazioni verso Colei che è portavoce della speranza di tutto il popolo di Dio, in ogni circostanza lieta e triste della vita. Ma, fra tutti, il titolo che è indubbiamente più caro al popolo brasiliano è quello di Nossa Senhora Aparecida.

Subito dopo la “pesca miracolosa” di quel lontano ottobre 1717, fu la gente semplice, incolta, ma con una fede profonda, a ricevere per prima dei grandi miracoli. Si racconta, fra gli altri, di uno schiavo di nome Zaccaria che viveva in una piantagione di caffè e, non riuscendo più a sopportare la ferocia dei suoi padroni, era scappato verso la città di São Paulo. Il responsabile degli schiavi gli aveva dato la caccia, e alla fine lo aveva trovato inun bosco. Gli aveva messo alle mani e ai piedi delle catene pesanti sette chili e lo aveva trascinato per la strada. Sennonché, passando davanti alla Cappella della “Madonna Aparecida” lo schiavo aveva implorato con tutto il cuore il suo aiuto e subito si erano aperte le catene che portava alle mani e ai piedi. Di fronte a tale fatto il suo aguzzino lo lasciò andare. Ecco perché la tradizione dice che la Madonna è nera: perché vuole essere accanto ai poveri e agli oppressi; e a quel tempo gli oppressi erano i negri.

Capitale mariana della fede

La Basilica di “Nostra Signora Aparecida” è lunga 173 metri e larga 168, è a forma di croce e può contenere fino a 45.000 persone. I mattoni forati di terracotta, dalla suggestiva forma di fiori, nella struttura architettonica costituiscono le finestre e sono tanti spazi di luce filtrata dall’esterno che invitano il Pellegrino al raccoglimento interiore e alla preghiera silenziosa a Dio e alla Vergine. Questi può addirittura contemplare, da qualsiasi punto della Chiesa egli si trovi, la statua nera di terracotta della “Madonna Aparecida”, del peso di circa tre chili e alta 30 cm, al cui rinvenimento miracoloso è legata la storia di questo venerato Santuario.

Il Brasile è il Paese con il maggior numero di credenti Cattolici al mondo. Ma anche se il Cattolicesimo continua ad essere la religione ufficiale, la sua popolarità è in forte calo, a causa del diffondersi del sincretismo e delle numerose sette e religioni diffuse sul territorio, capaci di “intercettare” i bisogni dei loro seguaci con grande flessibilità. E, tuttavia, il popolo brasiliano tutto si riconosce sotto le insegne di questa devozione mariana alla “Vergine Aparecida”, radicata profondamente nella sensibilità religiosa dei latino-americani.

Il Santuario di “Nostra Signora Aparecida” è chiamato “Capitale della fede”, ed anche “Capitale mariana del Paese”. Qui pulsa il cuore cattolico del Brasile e ad esso accorrono senza sosta milioni di devoti, desiderosi di incontrare Cristo attraverso Maria, Madre ed Evangelizzatrice del Brasile.

Moltiplicandosi in questo luogo le grazie e i benefici spirituali, si rese necessario la costruzione di un Tempio più grande e più adeguato, per rispondere alle esigenze dei Pellegrini sempre più numerosi; un Tempio che poté vedere la luce dopo anni di incessante lavoro e fu consacrato il 4 Luglio 1980 da Papa Giovanni Paolo II, che affidò alla “Madonna Aparecida” la cura dell’intero popolo brasiliano.

Nel Santuario di Nossa Senhora il Pontefice osservò che, un po’ di tempo prima, per un increscioso incidente, aveva saputo che la piccola statua della Madonna si era rotta in tanti pezzi. “Mi dicono – soggiunse allora il Papa – che tra tanti frammenti furono trovate intatte le due mani della Vergine, unite in preghiera. Ciò è come un simbolo: le mani giunte di Maria, in mezzo alle rovine, sono un invito ai suoi figli a dare spazio nella loro vita alla preghiera e all’ascolto di Dio, senza il quale – concluse il Pontefice – tutto il resto perde senso e valore”.

FONTI:

www.mariadinazareth.it/link%20santuari… -autore di Maria Di Lorenzo

Rivista “Madre di Dio”, maggio 2005
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Marziale
"tra tanti frammenti furono trovate intatte le due mani della Vergine, unite in preghiera. Ciò è come un simbolo: le mani giunte di Maria".
Sempre nei secoli a chiunque sia apparsa, la Vergine aveva le mani giunte quando si mostrava in preghiera. Oggi è veramente ridicolo vedere alla Messa durante la recita del Pater i fedeli a braccia spalancate spesso con i palmi sudaticci in forma …
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"tra tanti frammenti furono trovate intatte le due mani della Vergine, unite in preghiera. Ciò è come un simbolo: le mani giunte di Maria".
Sempre nei secoli a chiunque sia apparsa, la Vergine aveva le mani giunte quando si mostrava in preghiera. Oggi è veramente ridicolo vedere alla Messa durante la recita del Pater i fedeli a braccia spalancate spesso con i palmi sudaticci in forma benedicente , come se avessero le mani consacrate dei Sacerdoti.
Imitate la Santissima: ognuno al suo posto.
Marziale
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