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Conciliabolo diabolico all'Inferno convocato da Lucifero – rivelazioni dalla "Mistica Città di Dio"

Dopo l'incarnazione del Verbo divino, il tirannico impero di Lucifero nel mondo non fu più incontrastato come nei secoli precedenti. Infatti, dall'ora in cui il Figlio dell'eterno Padre scese dal cielo e s'incarnò nel talamo verginale di Maria, questo essere forte e bene armato sentì un'altra forza più grande e dall'origine più potente che l'opprimeva e l'atterrava; in seguito sperimentò la stessa forza quando il bambino Gesù e la sua santissima Madre vissero in Egitto e in molte altre circostanze in cui fu oppresso e vinto con la potenza divina per mano della nostra gran Signora. Si aggiunse a questi fatti la meraviglia da lui provata per le opere, già narrate nel capitolo precedente, che il Salvatore incominciò a compiere. Tutte queste cose generarono nell'antico serpente grandi sospetti e timori che nel mondo vi fosse qualche altra gran causa, ma, siccome il mistero della redenzione umana gli era nascosto, rimaneva sbalordito nel suo furore e non riusciva a cogliere la verità, pur essendo stato fin dalla sua caduta dal cielo sempre sollecito e vigilante per indagare quando e come il Verbo eterno si sarebbe incarnato; quest'opera meravigliosa era, infatti, la più temuta dalla sua arroganza e superbia. Tale preoccupazione lo obbligò a radunare tutti i consessi che in questa Storia si sono riferiti e si riferiranno.

Il dragone, dunque, trovandosi pieno di confusione per ciò che con Gesù e Maria succedeva a lui e ai suoi ministri, cominciò a chiedersi tra sé e sé che forza fosse quella con cui essi lo abbattevano ed opprimevano quando tentava di avvicinarsi agli agonizzanti. Non potendo investigare il segreto, determinò di consultare i ministri delle tenebre più insigni in astuzia e in malizia. Lanciò un urlo assai tremendo nell'inferno, al modo in cui i demoni s'intendono fra loro, e con esso, per la loro subordinazione nei suoi riguardi, li convocò tutti. Una volta radunati, fece loro questo ragionamento:

«Ministri e compagni miei, che avete sempre seguito la mia giusta causa, sapete bene che nel primo stato in cui ci pose il Creatore di tutte le cose noi lo riconoscemmo principio del nostro essere e come tale lo rispettammo. Ma poiché a scapito della nostra eminenza e bellezza, che contiene tanta deità, ci ordinò di adorare e servire la persona del Verbo nella forma umana che voleva assumere, noi resistemmo alla sua volontà. Infatti, malgrado sapessi di dovergli questa venerazione come a Dio, essendo egli anche uomo, di natura vile e tanto inferiore alla mia, non potei sopportare di assoggettarmi a lui e di non vedere compiuto in me ciò che si decideva di fare con costui. E non solo ci ordinò di adorare lui, ma anche di riconoscere come nostra Signora una donna che sarebbe stata pura e semplice creatura terrena. Io - e voi altresì - considerai troppo ingiurioso tutto ciò, insieme ci opponemmo e decidemmo di resistere al comando dell'Altissimo; fummo quindi castigati con quest'infelice stato e con le pene che soffriamo. Intanto, non conviene che riconosciamo queste verità dinanzi agli uomini, per quanto le confessiamo con terrore qui fra noi. Io ve lo ingiungo, perché essi non vengano a conoscenza della nostra ignoranza e debolezza».

«Se questo uomo-Dio e sua Madre devono causare la nostra rovina, è evidente che la loro venuta sarà il nostro tormento e che perciò devo adoperarmi con tutto il mio potere per impedirlo e per distruggerli, fosse anche necessario sconvolgere e scompigliare il mondo intero. Sapete quanto sinora io sia stato invincibile, giacché tanta parte del mondo ubbidisce al mio impero ed è soggetto alla mia volontà ed astuzia. Da alcuni anni a questa parte, tuttavia, in molte occasioni ho visto voi oppressi, indeboliti e vinti; inoltre io, da parte mia, sperimento una potenza superiore, che sembra mi leghi e mi renda codardo. Più volte ho percorso la terra con voi, cercando di sapere se vi fosse qualche novità alla quale attribuire questa perdita di forza e quest'oppressione che sentiamo e se per caso vi fosse già il Messia promesso al popolo eletto di Dio; ma non lo abbiamo trovato in nessun luogo e neppure abbiamo scoperto indizi certi della sua venuta, né del rumore che farà tra gli uomini. Nonostante ciò, sospetto che già si avvicinino i tempi della sua discesa dal cielo e quindi conviene che tutti noi ci sforziamo con grande furore di distruggere lui e la donna che egli si sceglierà per madre. A chi si affaticherà di più, darò maggiore ricompensa. Sinora in tutti gli uomini ho trovato delle colpe e i loro effetti: nessuno mostra la maestà e la grandezza che il Verbo incarnato porterà con sé per manifestarsi agli uomini e indurli ad adorarlo e ad offrirgli sacrifici e venerazione. Questo sarà il contrassegno infallibile della sua venuta e da questo riconosceremo la sua persona, come anche dal non vederlo toccato dalla colpa e dagli effetti che i peccati causano nei mortali figli di Adamo».

«Per tali motivi - proseguì Lucifero - la mia confusione è grande. Infatti, se non è sceso nel mondo il Verbo eterno non so come spiegarmi le novità che sperimentiamo; d'altra parte, non so da chi esca questa forza che ci abbatte. Chi ci cacciò dall'Egitto? Chi distrusse quei templi e rovinò gli idoli di quella terra, dove eravamo adorati da tutti? Chi adesso ci opprime in Galilea e nei suoi confini e ci impedisce di avvicinarci a molti uomini per traviarli nell'ora della morte? Chi solleva dal peccato quanti - e sono molti - escono dal nostro potere? Chi fa sì che altri migliorino la propria vita e si occupino del regno di Dio? Se questa situazione che non comprendiamo perdura, siamo minacciati di grande rovina. È necessario dunque impedirla e investigare nuovamente se vi sia qualche profeta o santo che stia cominciando a distruggerci; io per il momento non sono riuscito a scoprirne alcuno a cui attribuire tanta potenza. Solo verso quella donna nostra nemica nutro un odio mortale - soprattutto dopo che l'abbiamo perseguitata nel tempio e poi nella sua casa di Nazaret -, perché siamo sempre stati vinti dalla virtù che la fortifica e con cui ella ci ha resistito, rimanendo invincibile e superiore alla nostra malizia; mai ho potuto esaminare il suo cuore o toccarla nella persona. Costei ha un figlio, ed entrambi assistettero alla morte del padre di lui; in quella circostanza non fu possibile a nessuno di noi avvicinarsi a dove stavano loro. È gente povera e abbandonata ed ella è una donnicciola ritirata e solitaria, ma presumo che figlio e madre siano giusti, perché ho sempre cercato di spingerli ai vizi comuni agli uomini e non ho mai potuto ottenere da loro il minimo disordine o un qualche movimento vizioso di quelli tanto frequenti e naturali in tutti gli altri. So che l'onnipotente Dio mi nasconde lo stato di queste due anime e il fatto di avermi celato se sono giuste o peccatrici senza dubbio è indice di qualche mistero imperscrutabile contro di noi. Infatti, sebbene sia già successo che ci sia stato nascosto lo stato di altre anime, ciò è accaduto molto raramente e l'occultamento non è mai stato tanto come adesso. Se anche quest'uomo non fosse il Messia promesso, egli e sua madre sarebbero per lo meno giusti e nostri nemici e tanto basta perché li perseguitiamo, procuriamo di farli cadere e di scoprire chi sono. Seguitemi tutti in quest'impresa con grande impegno, perché io sarò il primo nella lotta contro di loro».


Con tale esortazione satana terminò il suo lungo ragionamento, nel quale aveva proposto ai demoni molte altre considerazioni e ammonimenti di malvagità, che non occorre riferire; infatti in questa storia tratterò a più riprese di tali segreti, oltre a ciò che ho già scritto per sventare l'astuzia del velenoso serpente. Il principe delle tenebre uscì subito dall'inferno, seguito da innumerevoli legioni di demoni, che si sparsero per tutto il mondo, percorrendolo molte volte e cercando con la loro malizia i giusti. Tentarono quelli che riconobbero tali e provocarono questi ed altri a iniquità ordite dalla loro scaltrezza. Ma la sapienza di Cristo nostro Signore nascose per molti giorni alla superbia di Lucifero la sua persona e quella della sua Madre santissima, e non permise che egli le vedesse né che le conoscesse finché sua Maestà non se ne andò nel deserto, dove, al termine del suo lungo digiuno, volle essere tentato.

Al Maestro divino era tutto manifesto, e quando si riunì questo conciliabolo sua Maestà si rivolse all'eterno Padre con una speciale preghiera contro la malizia del diavolo. Disse fra l'altro: «Eterno Dio altissimo e Padre mio, io vi adoro e magnifico il vostro essere infinito ed immutabile; vi confesso immenso e sommo bene e mi offro in sacrificio alla vostra divina volontà per vincere e schiacciare le forze infernali e i loro consigli perversi contro le mie creature. Io combatterò contro i miei e loro nemici, e con le mie opere e le mie vittorie sul dragone sarò per loro un esempio di ciò che devono fare contro di lui; egli sarà indebolito e non potrà più afferrare con la sua malvagità quelli che mi serviranno di cuore. Difendete, o Padre mio, le anime dagli inganni e dall'atavica crudeltà del serpente e dei suoi seguaci; concedete ai giusti la forza onnipotente della vostra destra, affinché per la mia intercessione e la mia morte trionfino sulle tentazioni e sui pericoli che incontreranno».

Nello stesso tempo, la nostra gran Signora e regina conobbe l'iniquità e gli ammonimenti di Lucifero, vide nel suo Figlio santissimo tutto ciò che stava succedendo e la preghiera che egli pronunciava; come coadiutrice di queste vittorie, rivolse all'eterno Padre la stessa orazione e le medesime richieste. L'Altissimo esaudì Gesù e Maria e concesse loro grandi aiuti e premi per quelli che, chiedendo il loro soccorso, avrebbero combattuto contro il demonio; in tal modo, colui che avesse invocato il loro nome con riverenza e fede avrebbe schiacciato i nemici infernali e li avrebbe allontanati da sé in virtù della preghiera e delle vittorie che Gesù Cristo nostro salvatore e Maria santissima conseguirono. Con la protezione che Figlio e Madre ci lasciarono contro questo superbo gigante e con tanti altri rimedi che il Signore ha raccolto nella sua santa Chiesa, non abbiamo nessuna scusa se non combattiamo legittimamente e coraggiosamente, vincendo il demonio come nemico di Dio e nostro, seguendo il Salvatore ed imitando il suo esemplare trionfo.

Venerabile Maria d'Agreda

Tratto da:

La Mistica Città di Dio, libro 5, capitolo 20, paragrafi 933-938 (medjugorje.altervista.org/…/index.php)

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Altri tre concilaiboli diabolici rivelati alla venerabile Maria d'Agreda:


Conciliabolo tenuto all'inferno da Lucifero e dai suoi demoni dopo la morte di Cristo, nostro Signore

I demoni tengono un Conciliabolo all'Inferno contro Maria Santissima - dalle rivelazioni della Venerabile Maria di Gesù d'Agreda

Conciliabolo diabolico avvenuto all'Inferno dopo la nascita di Gesù – Il Salvatore confuse la superbia di Satana con la sua umiltà [Rivelazioni a Maria d'Agreda]
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Mistica città di Dio, è un libro bellissimo ma credo poco conosciuto al di fuori di conventi e monasteri. A mio avviso ogni cristiano che voglia approfondire la conoscenza di Gesù e Maria dovrebbe leggerlo.
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