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Card Robert Sarah avvisa l'Europa sull'immigrazione: "Rischio autodistruzione"

Nella Chiesa c'è chi la pensa come la Lega e Matteo Salvini e si tratta di figure di primo piano del mondo ecclesiastico come il cardinale africano Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. “Bisogna fare di tutto perché gli uomini possano restare nel Paese nel quale sono nati”, questo il suo punto di vista messo nero su bianco nella sua terza interessante opera letteraria “Le soir approche et déjà le jour baisse” (“È quasi sera e il giorno già volge al declino”), una citazione tratta dall’episodio dei pellegrini di Emmaus nel Vangelo di San Luca.

Il porporato originario della Guinea, in linea col magistero di San Giovanni Paolo II e di Papa Benedetto XVI, lancia un grido d'allarme all'Europa su una inevitabile crisi culturale e identitaria conseguenza dei massicci fenomeni migratori degli ultimi tempi; un fenomeno incontrollato che, chiaramente ammonisce Robert Sarah, porterà l’Europa ad autodistruggersi. “L’Europa vuole essere aperta a tutte le culture e tutte le religioni del mondo, promette una migrazione sicura, ordinata e giusta”, ma ciò, secondo il cardinale, in realtà sta producendo e produrrà sempre più effetti esattamente opposti con timori tra i suoi abitanti e situazioni incontrollate.

Il cardinale manda un monito anche alla Chiesa: "La Chiesa non può collaborare con la nuova forma di schiavismo che è diventata la migrazione di massa". E poi per il cardinale, anche a causa dell calo di nascite, c'è il rischio che l'Europa invasa dagli stranieri scompaia come Roma invasa dai barbari. Robert Sarah nel suo libro assume quindi posizioni fortemente critiche nei confronti del Global Compact, lo scorso dicembre approvato con 152 voti a favore, cinque contrari e 17 astenuti, dai delegati all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l'Italia guidata dal ministro Salvini non votò a favore.

Un libro ricco di spunti di riflessione, da leggere e magari, perché no, da donare ai numeri parroci che ogni domenica non perdono occasione nella loro omelia di spendere parole a favore dell'accoglienza indiscriminata senza riflettere abbastanza sulle conseguenze nefaste che ciò sta producendo anche per la Chiesa che rappresentano e dovrebbero tutelare e diffondere nel mondo.

Fonte:

www.ilpopulista.it/…/il-cardinale-af…
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