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le relazioni tra Valtorta e le apparizioni mariane alle Tre Fontane: che scoperta!...

In rapporto alle Tre Fontane. 5 maggio [1947]. Visione di Maria Ss. di Fatima lanciante le rose d'oro, nelle quali si sono tramutate le Ave del Rosario che dico con Lei, su Roma, nei posti segnati sulla cartina che ho data. Di questi posti riconosco bene S. Pietro e il palazzo Vaticano per il portico di Piazza S. Pietro, il Gianicolo per il monumento a Garibaldi (e mi stupisco che cadano rose su quel colle), la basilica di S. Paolo fuori le mura per il mosaico del Buon Pastore. Gli altri luoghi di Roma per me sono: case, luoghi sconosciuti a me. Oltre S. Paolo, guardando verso sud (forse sud-ovest) col fiume alla mia destra e l'Appia Antica alla sinistra, avente alle spalle, dietro di me ma a sinistra, il mausoleo di Cecilia Metella, vedo cadere molte rose. Altre cadono qua e là per l'Italia, ma non comprendo bene su quali speciali luoghi, sulla Spagna e Portogallo (molte su questo, nel luogo di Fatima), una al Belgio, tre all'Irlanda, una presso Londra, altre qua e là sul globo, così come ho detto al R. P. Berti. La visione si ripete l'8 maggio.

Il 31 maggio leggo per caso su un giornale, che mi viene dato dai miei inquilini, dell'Apparizione alle Tre Fontane. Poche righe di stampa. Ne sono lieta. Mi pare così bello che la Vergine Ss. sia apparsa lì. Mi pare che debba fare del bene anche in favore dell'Opera. Il 10 giugno mio cugino, Giuseppe, mio ospite, mi porta "Oggi". Lo sfoglio. Trovo ripetuto in esteso il racconto dell'apparizione. Ho un sussulto leggendo la frase: «Io sono Colei che sono nella Trinità Divina. Sono la Regina della Rivelazione». Perché queste stesse parole mi furono dette da Maria Ss. in uno dei miei primi incontri con Lei, e mi sono rimaste impresse, come altre frasi speciali quali: «Io sono il compendio dell'amore dei Tre» detta di Gesù Cristo, e «La vendetta di Dio è il perdono» detta da Gesù Cristo, tanto per dare un esempio. Sento più fortemente ancora che l'Apparizione alle Tre Fontane non è estranea all'Opera che Gesù Ss. vorrebbe dei R. P. S. di M. se... (allora, in giugno, c'era ancora la condizione. Ora non c'è più, per grazia di Dio!).

Il 7 settembre [ottobre?] vedo la Gloriosissima Maria nel Cielo, e la Voce dell'Eterno Padre e un raggio di luce divina me la indicano come Beatissima dicendo: «Ecco Colei nella quale riposa ogni speranza di salvezza per la Chiesa e per l'Umanità: nella Madre della Parola che è Vangelo». La sera dell'8 settembre (nonostante sia la Natività di Maria Ss. non ho avuto alcun conforto spirituale, né visione o altro) mi dice il mio angelo custode: «Apri la Radio». Apro. Trasmettono una radiocronaca dalle Tre Fontane. Sento la gente cantare e pregare e narrare di miracoli. Mi commuovo e offro a Dio la rinuncia, che mi pesa tanto, di non poter andare io pure là. Tanto che Marta dice: «E che va a fare là se qui viene così sovente la Madonna coi suoi profumi e le sue parole?». «È vero... ma che voglia di andare là! ».

Il 12-13 ottobre passo la notte con Maria Ss. a Fatima. Vedo i pellegrini oranti nella Conca di Iria sparsa di lumi. Prego con loro, contemplo Maria alla quale sono molto vicina. Maria Ss., quasi all'alba, mi parla. Mi sprona a pregare molto col Rosario per il Santo Padre, il Clero, la pace e l'Italia, perché il S. Rosario è la valida difesa del Papato, Clero, pace, Italia. Dice che per questo è apparsa a Roma e per scuotere gli increduli, gli indifferenti, gli ostili e contrari al soprannaturale, gli increduli anche sull'Opera che è «gloria di suo Figlio e nella quale è salute per tanti».

Il 19 ottobre contemplo la visione che avviene fra cielo e terra di S. Michele Arcangelo e S. Gabriele Arcangelo sempre nel luogo fra il Tevere e l'Appia antica dove in maggio vidi cadere le rose(Vedere cartina che ho data la R. P. Berti). S. Michele grida tre volte, additando la Vergine gloriosa: «Opponete l'arme che è Maria al gran Serpente che avanza» e la saluta venerandola con queste parole: «Tu sola difesa! Tu sola vittoriosa! Tu sola speranza di salute contro il satanico veleno. Madre di Colui che non ha uguali, io ti saluto, mia Regina». Scende radiosissimo S. Gabriele, incensa Maria e dice con la sua voce musicale: «Ave Maria! Regina degli Angeli, salute degli uomini, amore di Dio Uno e Trino! Dopo Dio, chi come te, Maria? Salve, Regina gloriosissima in Cielo, medicina a tutte le malattie che uccidono gli spiriti e spengono Fede, Speranza, Carità negli uomini. Ave, Maria!». Il 23 ottobre ricevo il dettato di N. S. G. C. sull'Anno Santo.

Il 24 ottobre vedo il simbolo di ciò che è Maria in Dio: l'incandescente Triangolo della Ss. Trinità, nel quale è Maria. E la voce dell'Eterno Padre dice: «Così è Maria in Noi. Comprendano i sapienti in teologia ciò che questa visione vuoi dire, quanto è rinchiuso in essa sul potere e sapere di Maria alla quale tutto l'Amore si dona, tutta la Sapienza si rivela e tutto il Potere si piega a concedere». E questa è di stamane 9 novembre ore 10, dopo che ho scritto quanto sopra. È il mio Angelo che parla. Mi dice:

«L'Altissimo Signore ha voluto farti capire il senso delle parole di Maria Ss. alle Tre Fontane. Essendo Maria Ss. così abbracciata - potrei dire: contenuta - nella Ss. Trinità, nella quale Ella fu da prima che il tempo fosse, e della quale fu Tabernacolo, contenendo nel suo seno il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo col contenere il Frutto benedetto del seno verginale, Gesù, nel quale era unità del Verbo col Padre e lo Spirito Santo, essendo Ella, così, l'amore dell'Uno e Trino Iddio, la Rivelazione è suo Tesoro, e Lei ne è Regina amata e soave, dispensiera della Sapienza, datrice della Parola. La Sposa [e] la Madre della Sapienza e della Parola, la verginale Sorgente che un Dio feconda e che da i fiumi dell'Acqua viva che è Vita eterna a chi di Essa beve».

E così ho capito io pure qualcosa, ossia: e così ho potuto dire ai sapienti quello che avevo capito vedendo la visione del 24 ottobre ma non sapevo spiegare con le mie parole. Non so se le ho detto quello che Lei, P. R., voleva sapere. Ma non ho fatto che copiare i miei racconti di ciò che vedo e che mi pare abbia rapporti con le Tre Fontane. Ma se riusciste ad avere quel luogo, la statua di Maria fatela bella, bellissima... Perché è bellissima Maria. Ricordate che ho una immagine che si accosta (come lo può fare cosa umana) alla bellezza e somiglianza di Maria.

Ma mi faccia scrivere poco, per carità. È ormai una fatica superiore alle mie forze, che sono... sostenute da Dio solamente nei momenti di dettato o visione. Dopo, per tutte le altre cose, è una povera sfinita quella che si esaurisce a scrivere, e con caratteri così incerti...


[Scritto del 9 novembre 1947]

Fonte:

trefontane.altervista.org/…/09-11-1947-2.ht…
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