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Araldi Fede

La piccola Maria con Anna e Gioacchino. Sulle sue labbra è già la Sapienza del Figlio.

Dice Gesù:

Sento già i commenti dei dottori del cavillo:
"Come può una bambina di non ancora tre anni parlare così?
E' una esagerazione».

E non riflettono che loro mi fanno mostruoso alterando la mia infanzia ad atti da adulto.

L'intelligenza non viene a tutti nello stesso modo e tempo.

La Chiesa ha fissato la responsabilità delle azioni a sei anni, perché quella è l'età in cui anche un tardivo può distinguere, almeno rudimentalmente, il bene e il male.

Ma vi sono bambini che molto prima sono capaci di discernere e intendere e volere con ragione già sufficientemente sviluppata.

La piccola Imelde Lambertini, Rosa da Viterbo, Nellie Organ, Nennolina, vi diano base, o dottori difficili, per credere che mia Madre potesse pensare e parlare così.

Non ho preso che quattro nomi a caso nelle migliaia di santi bambini che popolano il mio Paradiso, dopo aver ragionato da adulti sulla terra per più o meno anni.

Cosa è la ragione? Un dono di Dio.

Dio la può dunque dare nella misura che vuole, a chi vuole e quando vuole darla.

La ragione è, anzi, una delle cose che più vi fanno somiglianti a Dio, Spirito intelligente e ragionante.

La ragione e l'intelligenza furono grazie date da Dio all'Uomo nel Paradiso terrestre.

E come erano vive quando la Grazia era viva, ancora intatta e operante nello spirito dei due Primi!

Nel libro di Gesù Bar Sirac è detto: "Ogni sapienza viene dal Signore Iddio ed è stata sempre con Lui anche avanti i secoli" (Ecclesiastico 1, 1).

Quale sapienza avrebbero perciò avuto gli uomini se fossero rimasti figli a Dio?

Le vostre lacune nell'intelligenza sono il frutto naturale del vostro decadimento nella Grazia e nell'onestà.

Perdendo la Grazia vi siete allontanata, per secoli, la Sapienza.

Come meteora che si nasconde dietro a nebulosità di chilometri, la Sapienza non vi è più giunta coi suoi netti bagliori, ma attraverso foschie che le prevaricazioni vostre rendevano sempre più gravi.

Poi è venuto il Cristo e vi ha reso la Grazia, dono supremo dell'amore di Dio.

Ma voi la sapete custodire, questa gemma, netta e pura?

No.

Quando non la frantumate con individuale volontà di peccato, la sporcate con le continue colpe minori, le debolezze, le simpatie al vizio, anche le simpatie, che, se non sono veri coniugi col vizio settiforme, sono indebolimento della luce della Grazia e della sua attività.

Avete poi, a indebolire la magnifica luce dell'intelligenza che Dio aveva dato ai Primi, secoli e secoli di corruzioni, che si ripercuotono deleterie sul fisico e sulla mente.

Ma Maria era non solo la Pura, la nuova Eva ricreata per gioia di Dio:
era la super Eva, era il Capolavoro dell'Altissimo, era la Piena di Grazia, era la Madre del Verbo nella mente di Dio.

"Fonte della Sapienza" dice Gesù Bar Sirac "è il Verbo".

Il Figlio non avrà, dunque, messo sul labbro della Madre la sua sapienza?

Se a un profeta, che doveva dire le parole che il Verbo, la Sapienza, gli affidava per dirle agli uomini, fu mondata la bocca coi carboni ardenti, non avrà l'Amore, alla sua Sposa infante che doveva portare la Parola, nettata ed esaltata la favella, perché non più parlasse da bambina e poi da donna, ma solo e sempre da creatura celeste, fusa alla gran luce e sapienza di Dio?

Il miracolo non è nell'intelligenza superiore mostrata in puerile età da Maria, come poi da Me.

Il miracolo è nel contenere la Intelligenza infinita, che vi abitava, negli argini atti a non trasecolare le folle e a non svegliare l'attenzione satanica.

Ancora parlerò su questo, che rientra nel "ricordarsi" che i santi hanno di Dio.

Tratto dall'Evangelo come mi è stato rivelato Libro 1