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Francesco I

Anonimi della Croce: “Un’enciclica del 1755 di Papa Benedetto XIV: tentativi dei Luterani di spargere i loro errori anche presso le Chiese Orientali – un profondo spunto di riflessione sulla Transustanziazione”


Papa Benedetto XIV

“Un’enciclica del 1755 di Papa Benedetto XIV: tentativi dei Luterani di spargere i loro errori anche presso le Chiese (Scismatiche) Orientali – un profondo spunto di riflessione sulla Transustanziazione” Di Finan Di Lindisfarne



Pietro Bracci, Il monumento funebre di Benedetto XIV, Basilica di S.Pietro, 1763.


Carissimi lettori,
navigando questa sera sono giunto a trovare sul sito del Vaticano questa vecchia Enciclica.
Vi ho trascritto solamente le parti salienti.
Questa Enciclica è un profondo invito alla riflessione.
Vi confesso che non scrivo da qualche tempo perché sono nauseato dell’andazzo generale.
Nauseato, anche, di concentrare tutto lo scrivere su Papa Bergoglio. Concordo con un nostro caro lettore che ci ha invitato a non accanirci. Ho accolto il suo invito e per questo vorrei, a Dio piacendo, andare a caccia di cose che ci edifichino e ci sostengano, più che andare a caccia della frase storta del giorno.
Tanto ormai abbiamo compreso che l’attuale gerarchia non ha più orecchie per le Verità di Fede che interessano a tutti noi.
Si stanno davvero profilando due fazioni; e la cosa è terribile.
L’intervento dei polacchi mi ha dato una certa forza, lo ammetto.
Vado da tempo insistendo -mia opinione- che senza dei Vescovi che agiscano, possiamo abbaiare quanto vogliamo, ma rimaniamo solo dei blogger e degli internettiani.


André Gonçalves : l'Inferno

Torniamo all’Enciclica.

Nella Seconda metà del Settecento Papa Benedetto XIV (un altro Benedetto!) sentì l’esigenza di sottolineare questi punti chiave:
– I luterani hanno provato a spargere la loro eresia contro la Transunstanziazione anche presso gli Ortodossi Greci
– gli Ortodossi Greci però hanno resistito contro questi errori e il Papa afferma che questo è stato un segno di speranza di vedere riconciliati gli Ortodossi attraverso una loro conversione
– Il Papa chiama gli errori dei luterani con il loro nome: ERESIE
– a conferma di questi concetti invita a rispettare i riti orientali in quanto in essi è presente il Sacrificio di Cristo e la presenza reale nell’Eucaristia
– anche nel tentativo di far sopprimere le Messe Private i luterani sono stati respinti dagli Ortodossi
Ecco lo stralcio:

ENCICLICA
ALLATAE SUNT
DEL SOMMO PONTEFICE
BENEDETTO XIV

19. …i Luterani nel secolo scorso tentarono di trarre gli Orientali e i Greci nei loro errori. Lo stesso tentarono i Calvinisti, strenui nemici della presenza reale di Cristo nel Sacramento dell’Eucaristia e della transustanziazione del pane e del vino nel suo Corpo e nel suo Sangue, e attirarono dalla loro parte il patriarca Cirillo, come si dice. Tuttavia, come i Greci, ancorché Scismatici, si accorsero che con le eresie di Lutero andavano contro l’autorità dei loro antichi Padri, in particolare dei Santi Cirillo, Giovanni Crisostomo, Gregorio Nisseno, Giovanni Damasceno, e contro i veri argomenti che vengono dalle loro Liturgie per affermare la reale presenza e transustanziazione, non tollerarono di essere ingannati né vollero in alcun modo recedere dalla verità cattolica. Tutto ciò si deduce dallo Schelestrato nella dissertazione Del perpetuo consenso della Chiesa Orientale contro i Luterani sotto il titolo Della transustanziazione (tomo 2, p. 717), degli Atti della Chiesa Orientale. Gli stessi in due Sinodi condannarono unanimi il patriarca Cirillo, cioè i dogmi Calvinisti passati sotto il suo nome, come si può vedere presso Cristiano Lupo (parte 5, Concili generali e provinciali, e soprattutto nella dissertazione Di alcuni luoghi, cap. 9, in fine). Da ciò brilla innanzi tutto una speranza non lieve, che le opinioni dei vecchi Padri, sottoposte ai loro occhi, combattano i loro nuovi errori, favoriscano più che mai il nostro Dogma Cattolico, rendano facile la via del loro ritorno e li spingano a vera conversione. Poi si può dedurre una seconda conseguenza, cioè che non solo non è necessario agli Orientali e ai Greci, per essere richiamati sulla via dell’unità, che siano toccati e cambiati i loro Riti; in verità ciò fu sempre alieno dalle decisioni della Sede Apostolica, che in questa materia dei sacri Riti seppe distinguere la zizzania dal grano, quando fu necessario. Tentativi siffatti erano molto contrari alla desideratissima Unione, come ben disse Tommaso di Gesù Sulla conversione di tutte le genti (libro 7, cap. 2): “Si deve anche mostrare che la Chiesa Romana approva e consente che ciascuna Chiesa aderisca ai propri Riti e alle proprie cerimonie, dal momento che gli Scismatici sono attaccatissimi ai propri Riti. E perché il sospetto infondato di doverli perdere non li allontani dalla Chiesa Romana, si deve opportunamente lavorare perché si persuadano che si conservano le loro cerimonie”. Infine, da quanto abbiamo detto sopra si deduce questo terzo principio: il Missionario che desidera convertire lo Scismatico orientale, non cerchi di indurlo a seguire il Rito Latino; questo solo dovere viene affidato al Missionario: richiamare l’Orientale alla Fede Cattolica, non indurlo al Rito Latino.
39. Da questo Rito Greco e Orientale che fin qui abbiamo ricordato, alcuni colsero l’occasione di mettere in dubbio se per le Messe private, che si dicono da un solo Sacerdote, ci possa essere posto nella Chiesa Orientale e Greca del momento che, come abbiamo detto, nelle Chiese Greche esiste un solo altare, uno solo è offerto al sacrificio della Messa e i Sacerdoti concelebrano col Vescovo o con un Sacerdote che fa da primo Presbitero. I Luterani non trascurarono di mandare a Geremia, Patriarca di Costantinopoli, la Confessione di Augusta, nella quale si sopprimono le Messe private, sollecitandolo ad accettarla; ma siccome l’uso e la disciplina della Messa privata nella Chiesa Orientale si desumono e sono rivendicati dal Canone 31 del Concilio Trullano e dalle Note che su di esso compose Teodoro Balsamon, pertanto il Rito della frequente concelebrazione dei Sacerdoti col Vescovo rimase, e parimenti la consuetudine delle Messe private restò intatta nella Chiesa Orientale. Perciò i tentativi dei Luterani si conclusero nel nulla: ad essi fu risposto che era condannato dagli Orientali, come dagli Occidentali, l’uso malvagio di coloro che per l’immondo desiderio di ricevere l’offerta sono spinti all’altare, a differenza di coloro che, secondo pietà e religione celebrano le Messe private per offrire a Dio un sacrificio accettabile.
….
Roma, presso Santa Maria Maggiore, 26 luglio 1755, anno quindicesimo del Nostro Pontificato.

Fonte: www.vatican.va/…/rc_pc_chrstuni_…
Ho reputato importante condividere con voi questa lettura per confermare anche a me stesso quanto questo TEMA sia sempre stato importante per la Chiesa Cattolica.
Di certo noi ci auguriamo che i luterani un giorno possano fare la Comunione con noi, ma in quanto RITORNATI AD ESSERE CATTOLICI A TUTTI GLI EFFETTI.
Non basta l’entusiasmo.
Altrimenti, scusate, che senso avrebbe che noi facciamo la Prima Comunione e loro invece vengono accolti all’Eucaristia a casaccio?
E’ un Sacrilegio contro il Corpo di Cristo. E questo ce lo insegna la tradizione che parte da Cristo, passa per gli Apostoli, passa per questo Papa Benedetto XIV, e fino a oggi.
Chiesa di oggi…preoccupati anche tu di queste cose come lo faceva la Chiesa di ieri!
Finan Di Lindisfarne


Bergoglio accanto ad una orribile statua di Martin Lutero,