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Rivelazioni: il Purgatorio visto dai Santi

PADRE ANTONIO DI MONDA

Il Purgatorio visto dai Santi

Dopo i dati della Rivelazione, dei Santi Padri e teologi, non è senza interesse considerare il Purgatorio come è apparso ai santi, che, per permissione di Dio, hanno potuto vedere il Purgatorio o scendervi di persona.
Non sono pochi i santi o i candidati alla santità che hanno "visto" il Purgatorio. Ne presentiamo solo alcuni.

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La Venerabile Maria Rosa Carafa della Spina

La Venerabile Maria Rosa Carafa della Spina (1782-1890), napoletana, si distinse per una grande devozione al Preziosissimo Sangue di Cristo e alle anime del Purgatorio.
Una volta, nel giorno dei Defunti, Gesù le mostrò in visione il Purgatorio. Un mare di fiamme apparve al suo sguardo atterrito. Gesù le disse: "Figlia mia, hai un gran mezzo nelle tue mani per spegnere quelle fiamme. Prendi il Sangue del mio Cuore e versalo su di esse". Ella così fece e vide le anime sante salire al cielo come stelle luminose. Allora la Venerabile pregò Gesù: "Signore, voglio liberare tutte queste Anime!" e Gesù le rispose: "Se gli uomini pensassero al tesoro che hanno nelle mani, potrebbero liberare a migliaia le Anime che qui penano".
Abbiamo qui la rivelazione e la conferma che a liberare le anime dal Purgatorio è soprattutto il gran mezzo del Sangue di Cristo.

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Edvige Carboni

Edvige Carboni nacque a Pozzomaggiore, in provincia di Sassari, il 2 maggio del 1880 e morì a Roma il 17 febbraio del 1952.
La Carboni, pare, non abbia vissuto l'esperienza di "andare" in Purgatorio, bensì di ricevere la visione del fratello Giorgino, che, consumato dalle sofferenze, le disse di non spaventarsi. Era stato condannato dal Tribunale Celeste a otto anni di Purgatorio, e perciò era venuto a sollecitarle di pregare fervidamente per la propria liberazione. Poi la salutò e, stringendole la mano, Edvige la trovò talmente calda da scottarsi. I segni di questa ustione si conservarono visibili fino alla morte.

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Santa Faustina Kowalska

Santa Faustina Kowalska nacque il 25 marzo 1905 a Glogowiec, in Polonia, e morì a trentatrè anni, il 5 ottobre del 1938. Santa Faustina è famosa per aver ricevuto le visioni legate alla devozione della Divina Misericordia.
Ella scrive nel suo celebre Diario: "In quel tempo domandai al Signore Gesù: "Per chi ancora devo pregare?" Gesù mi rispose che la notte seguente mi avrebbe fatto conoscere per chi dovevo pregare. Vidi l'Angelo Custode che mi ordinò di seguirlo. In un momento mi trovai in un luogo nebbioso, invaso dal fuoco e, in esso, una folla enorme di anime sofferenti. Queste anime pregavano con grande fervore, ma senza efficacia per loro stesse: soltanto noi le possiamo aiutare. Le fiamme che bruciavano loro, non mi toccavano. Il mio Angelo Custode non mi abbandonò un solo istante. E chiesi a quelle anime quale fosse il loro maggior tormento. Ed unanimamente mi risposero che il loro maggior tormento era l'ardente desiderio di Dio. Scorsi la Madonna che visitava le anime del Purgatorio. Le anime chiamavano Maria "Stella del Mare" . Ella recava loro refrigerio. Avrei voluto parlare più a lungo con loro, ma il mio Angelo Custode mi fece cenno di uscire. Ed uscimmo dalla porta di quella prigione di dolore. Udii nel mio intimo una voce che disse: "La mia misericordia non vuole questo, ma lo esige la giustizia". Leggiamo ancora dal suo Diario: "Una volta venni citata al giudizio di Dio. Stetti davanti al Signore faccia a faccia. (...) Vidi immediatamente tutto lo stato della mia anima, così come la vede Dio. Vidi chiaramente tutto quello che a Dio non piace. Non sapevo che bisogna rendere conto al Signore anche di ombre tanto piccole. Che momento! Chi potrà descriverlo? Trovarsi di fronte al tre volte Santo! Gesù mi domandò: "Chi sei?" Risposi: "Io sono una tua serva, Signore". "Devi scontare un giorno di fuoco nel Purgatorio". Avrei voluto gettarmi immediatamente fra le fiamme del Purgatorio, ma Gesù mi trattenne e disse: "Che cosa preferisci: soffrire adesso per un giorno oppure per un breve tempo sulla terra?" Risposi: "Gesù, voglio soffrire in Purgatorio e voglio soffrire sulla terra sia pure i più grandi tormenti fino alla fine del mondo". Gesù disse: "È sufficiente una cosa sola. Scenderai in terra e soffrirai molto, ma non per molto tempo ed eseguirai la mia volontà ed i miei desideri ed un mio servo fedele ti aiuterà ad eseguirla. Ora posa il capo sul mio petto, sul mio Cuore ed attingivi forza e vigore per tutte le sofferenze, dato che altrove non troverai sollievo, né aiuto, né conforto. Sappi che avrai molto, molto da soffrire, ma questo non ti spaventi. Io sono con te".
Abbiamo qui la descrizione del Purgatorio: un luogo nebbioso, invaso dal fuoco e, in esso, una folla enorme, di anime sofferenti. E le anime purganti ad affermare che il loro maggior tormento è l'ardente desiderio di Dio. Un grande refrigerio è loro arrecato dalle visite della Madonna.

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Santa Francesca Romana

Santa Francesca Romana nacque a Roma all'inizio del 1384 e morì il 9 marzo 1440. Fondò le Oblate della Congregazione Benedettina di Monte Oliveto. La sua vita fu un tessuto di visioni, di rivelazioni e di estasi.
Ella vide il Purgatorio diviso in tre parti distinte. Nella regione superiore le anime che soffrivano la sola pena del danno (cioè la privazione della visione di Dio) o qualche pena mite e di poca durata, per renderle degne della visione e del godimento di Dio. Nella regione media vide che soffrivano le anime che avevano commesso in vita colpe leggere o che dovevano liberarsi dalle pene dei peccati mortali perdonati quanto alla colpa. In fondo all'abisso e in vicinanza dell'inferno vide la terza regione, ossia il Purgatorio inferiore, tutto pieno di un fuoco chiaro e penetrante, diverso da quello dell'inferno, oscuro e tenebroso.
Questa terza regione la vide divisa in tre scompartimenti, dove le pene andavano gradatamente aumentando a seconda della responsabilità delle anime del grado di gloria e di felicità alla quale dovevano giungere. Il primo lo vide riservato ai secolari, il secondo ai chierici non ordinati, il terzo ai sacerdoti e ai vescovi. Questo terzo scompartimento lo vide come un luogo più infimo, riservato ai religiosi e alle religiose, che, avendo avuto maggiori mezzi di santificazione e maggiori lumi da Dio, avrebbero una più grande responsabilità nelle loro colpe e, quindi, un più grande bisogno di espiazione.

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Santa Maria Maddalena de' Pazzi

Santa Maria Maddalena de' Pazzi nacque nel 1566 e morì nel 1607. Un lunedì ella si sentiva molto triste e angosciata. Sospirava spesso, chiamando Gesù, e le sue parole si riferivano quasi tutte alla grandezza delle pene del Purgatorio. Verso la sera, stando a lavorare con le altre suore, cominciò a piangere amaramente. Dopo aver pianto circa un quarto d'ora, si quietò e rimase rapita in spirito. Il Signore volle mostrarle di nuovo l'atrocità delle pene del Purgatorio. Ella fremeva in se stessa ed emetteva grandi sospiri e pareva che si consumasse. Parlava con Dio dicendogli che, con tale vista, non aveva più il coraggio di vivere in terra e conversare con le creature. E il Signore le mitigò la visione, mostrandole anche la gloria che seguiva a queste pene. Ella allora, piena di gioia, alzò gli occhi al cielo ed esclamò: "Non voglio chiamare atroci le pene del Purgatorio, ma piuttosto gloriose perché conducono a tanta gloria". C'è un altro significativo episodio nella vita di santa Maria Maddalena de' Pazzi. Un "viaggio" svoltosi nell'orto, e che le altre Suore poterono seguire in qualche modo, notandone i vari atteggiamenti che la Santa assumeva ad ogni dettaglio che vedeva. Si racconta che, entrando in questo viaggio, dopo aver fatto due o tre passi, la Santa cominciò a tremare, battendo le mani, col volto sconvolto e le carni divenute pallide e terree. Andava curva e rannicchiata come chi ha una grande paura. E in questo inizio camminava un po' e poi tornava indietro, dando segni di tale spavento e timore che a vederla "gettava grandissimo terrore". Atteggiamenti e gesti che, al ritorno in sé, la Santa spiegò. In sostanza ella vide il Purgatorio, le tante anime che soffrivano grandemente, e ripeteva: "Pietà, pietà, misericordia. O Sangue, discendi e libera queste anime. Poverine, voi patite pur tanto e state sì contente". Vide nei vari settori le pene dei vizi particolari, assieme alla gran quantità di fuoco. Ella diceva di non saper trovare parole adatte a spiegare quelle pene. Ad un certo punto del suo "viaggio", chiese a Gesù un altro aiuto oltre al suo angelo custode, tanto grandi erano le pene e tanto orribile la vista dei demoni. E il Signore le diede santa Caterina da Siena che Lei amava tanto. Al vederla esclamò: "O Caterina, vieni, vieni, aiutami a chiedere misericordia per queste povere anime e offrire il Sangue del tuo e mio Sposo per loro". Vedeva con terrore demoni di estrema bruttezza. Le fu poi domandato dalle sue consorelle se le anime del Purgatorio siano tormentate dai demoni.
Ella rispose di no: queste anime hanno una grandissima pena per l'orrenda e spaventosa loro vista. Ma qualche volta Dio permette, a maggior merito, che qualche anima venga tormentata dai demoni. Ad un bel momento cominciò a chiedere a Gesù un nuovo aiuto, e il Signore le dette il martire carmelitano sant'Angelo, di cui la Santa era devota. E le suore videro santa Caterina e sant'Angelo prenderla per mano per farle proseguire il "viaggio".
Vide gli ignoranti e quelli morti in piccola età: soffrivano poco a confronto degli altri, erano solo nel fuoco senza altre pene. Accanto ad ognuna di tali anime c'era l'angelo custode dal quale ricevevano refrigerio e conforto. Quel luogo era tenebroso e oscurissimo, ma vi era una certa luce provocata dalla presenza e splendore degli angeli. Proseguendo il suo "viaggio", diede segni di grande stupore e meraviglia per la scena orribile sia dei demoni sia delle pene che vedeva. Appressandosi, cominciò a dire: "Oh! Che luogo orrendo è questo, pieno di demoni sì spaventosi e brutti, le pene sì crudeli e intollerabili? Chi sono questi che sono tormentati sì aspramente?". E vedeva che, oltre alle altre pene, i tormentati erano passati con ferri da un parte all'altra e infilzati. E poi erano trebbiati e sminuzzati con coltelli molto crudeli e aspri. Chi erano? ... Gli ipocriti che erano molto vicino all'inferno. La Santa affermò pure che quelli che sono più vicini all'inferno partecipano agli strepiti e ai rumori, allo stridor di denti e alla confusione delle anime dannate. Proseguendo nel suo "viaggio", si fermò nel luogo dei disobbedienti: li vide gravati da un peso insopportabile e anche lapidati, attriti e trebbiati come gli ipocriti. Passò quindi agli impazienti: erano presi da un continuo consumarsi, finendo e tornando poi a vivere di nuovo. Erano torti e avvolti come quando si spreme qualche cosa per cavarne il succo, e tutti pativano la pena del fuoco. E qui cominciò di nuovo a chiedere aiuto e invocava sant'Agostino, di cui era devotissima, e anche questi venne in sua compagnia. Arrivò al settore dei bugiardi, appressandosi ai quali cominciò a dire forte: anche costoro sono vicini all'inferno e sono grandemente tormentati nella bocca. Vide che si versava loro in gola del piombo liquefatto e continuamente ardevano e tremavano. Anche quelli che hanno peccato per fragilità sono nel fuoco. Gli avari erano saziati di tutte le pene e tormenti, perché sulla terra non erano mai sazi delle cose materiali. Gli immondi e gli impuri erano in un luogo sozzo e immondo. Si cavavano loro gli occhi e soffrivano enormemente. In un altro luogo oscuro c'erano i superbi e gli ambiziosi. Erano circondati, serviti e onorati da demoni, per aver tanto cercato l'onore e la gloria in questo mondo. Essi venivano pure battuti e percossi crudelmente. Gli ingrati erano in un grandissimo e profondissimo caos, sommersi e annegati in un lago di piombo liquefatto, di pece e simili.
Volendo un giorno dire la grandezza delle pene, santa Maria Maddalena de' Pazzi affermò: "Tutte le pene che hanno patito tutti i martiri sono come un ameno giardino a confronto delle pene del Purgatorio".

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Beata Anna Schaffer

La beata Anna Schaffer (1882-1925) vide il Purgatorio in vari sogni. Vide le povere anime soffrire spaventosamente per la comprensione di tutto il male fatto e di non aver amato in pienezza il Signore.
Disse che la separazione dall'Infinito Bene per propria colpa è il massimo dei dolori di queste povere anime. Esse soffrono un lacerante fuoco di nostalgia verso l'Eterno Amore.
La Schaffer disse anche che in Purgatorio ci sono anime "dimenticate", perché si pensa che siano già in Cielo, e nessuno fa più, per loro, delle preghiere di suffragio. Purtroppo molti credono che il Purgatorio sia un semplice passaggio quasi indolore, ma la nostalgia di quel Dio intravisto nell'attimo del giudizio non può non far bruciare. Dio è santissimo e solo se l'anima è santissima può stare davanti a Lui. E poiché Dio è anche giustissimo, ogni debito deve essere pagato "fino all'ultimo centesimo" (Matteo 18,34)
Dalle 4 alle 6 del venerdì 19 aprile del 1918 Anna Schaffer sogna di trovarsi in chiesa: inginocchiata davanti all'altare maggiore, in adorazione di Gesù Eucaristia pregando a lungo. Improvvisamente s'illuminò tutto e vide il Cuore di Gesù avvolto in uno splendore indicibile, dal quale uscivano dei raggi di fuoco. Continuò a pregare per raccomandare a Gesù molte anime. Ogni volta che pregava per un'anima (sia conosciuta che sconosciuta), usciva dal Sacro Cuore un raggio che raggiungeva proprio quell'anima, che anch'ella in quel momento poteva vedere. Nel sogno pregava dicendo: "Gesù mio, misericordia!" D'un tratto si trovò circondata da tante anime; sembravano tutte abbandonate e le dicevano: "Anche per me!" ed erano molte, talmente tante che non riusciva a vederle tutte e provò una grande angoscia e continuava a ripetere: "Gesù mio, misericordia!" Ogni volta usciva dal tabernacolo un torrente di luce che sembrava illuminare tutta la terra; poi si svegliò.
Un altro sogno è del 22 luglio 1918. Le sembrò di andare a far visita ad una donna molto ammalata. Questa le disse che dalla sua stanza doveva attraversare altre sei stanze e poi fermarsi a lungo nella settima. Lo fece. Attraversò sei stanze e, quando giunse alla settima, si trovò davanti ad una porta di vetro attraverso la quale vide che al di là c'erano molte persone. "Certamente -pensò- queste sono delle povere anime". Senza esitare, aprì la porta e gridò: "Mio Gesù, misericordia per tutte voi" e tutte la ringraziarono con molta riconoscenza. Tra queste una ragazza che cominciò a parlare. Sul suo capo e sulle sue guance c'era una luminosità viva e chiara. Le disse che da viva era appartenuta alla nobiltà e che stava ancora espiando i suoi peccati, particolarmente quelli della lingua e della vanità (era orgogliosa della sua bellezza). Poi le prese la mano destra e la tenne davanti alla sua bocca per farle sentire quale calore doveva sopportare per quei peccati: dai suoi denti ne usciva talmente che, nel sogno, la Schaffer credette si fossero bruciate anche le ossa della mano. Ebbe paura e continuò a recitare delle giaculatorie che, a detta della ragazza, apportavano alle anime un gran conforto e sollievo. Poi la ragazza la prese per mano e la condusse alla finestra e disse: "Vedi, qui fuori c'è il mondo, e il mondo cieco non pensa quanto duramente dovrà essere tutto espiato ". La ragazza si mise poi a scrivere su di un foglio, nel cui primo rigo si leggeva: "Ho bisogno di una Messa".
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In ogni caso nel Purgatorio prevale la preghiera e la consapevolezza che la privazione della visione beatifica di Dio è solo temporanea, a differenza dell'inferno in cui prevale la bestemmia e la disperazione.
Eppure l'eresia della apocatastasi è così diffusa che, persino chi la combatte, come padre Cavalcoli, asserisce che le pene dell'inferno "non sono, in fondo, così terribili!"

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In ogni caso nel Purgatorio prevale la preghiera e la consapevolezza che la privazione della visione beatifica di Dio è solo temporanea, a differenza dell'inferno in cui prevale la bestemmia e la disperazione.
Eppure l'eresia della apocatastasi è così diffusa che, persino chi la combatte, come padre Cavalcoli, asserisce che le pene dell'inferno "non sono, in fondo, così terribili!"

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