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Papa Francesco e le sue cartoline del sud

Prima di tutto, ci si sente un po' geloso. Quando questo papa, che non ha mai attraversato le Alpi in più di sei anni, vuole dire una preghiera nella nostra lingua [francese], va..... in Madagascar.

Quando vuole rendere omaggio ad una figura del cattolicesimo francese, va..... a Mauritius, dove si venera uno dei nostri beati.

Padre Jacques-Désiré Laval "imparò il linguaggio degli schiavi che furono recentemente liberati e insegnò loro in modo semplice la Buona Novella della salvezza", ricorda François, evocando il "dinamismo missionario" dello Spiritano normanno, nato nel 1803.

Aggiungiamo che, quando si reca in Mozambico, il Papa visita un centro medico fondato dai nostri amici della comunità di Sant'Egidio.

E noi, allora? Noi cristiani in Francia, che ci fatichiamo, dubitiamo, combattiamo, non abbiamo anche noi bisogno di essere incoraggiati lì dove siamo? Dobbiamo accontentarci delle cartoline papali che ci manda dal sud?

Da un editoriale di Jean-Pierre Denis, pubblicato il 10 settembre su LaVie.fr.
Chers amis Français, ne vous découragez pas: vous n'avez rien perdu!
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