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E’ ancora valido l’ “extra Ecclesiam nulla salus”?

Certamente… ecco, in modo semplice, perché

Chi è più anziano ricorderà che al catechismo si diceva che al di fuori della Chiesa non vi fosse possibilità di salvezza. Adesso sembra che le cose siano cambiate, nel senso che un’affermazione di questo tipo non la si ascolta più.

Ma la dottrina cattolica non può cambiare. Piuttosto si è da tempo diffusa, anche all’interno degli ambienti cattolici, una mentalità di tipo relativista (tutte le religioni sono buone).

Eppure l’extra Ecclesiam nulla salus (fuori la Chiesa non vi è possibilità di salvezza) è un’incontestabile verità di fede, e lo è perché è stata continuamente ripetuta dai Padri e dal Magistero. Di esempi se ne potrebbero fare tanti.

Pio XII scrive: “Ora tra le cose che la Chiesa ha sempre predicate e che non cesserà mai dall’insegnare, vi è pure questa infallibile dichiarazione che dice che non vi è salvezza fuori della Chiesa.” (Lettera al Sant’Officio, dell’8.11.1949). Queste parole sono importanti perché un papa dice chiaramente che la verità dell’extra Ecclesiam nulla salus non solo sarà sempre insegnata, ma che è anche una dichiarazione infallibile.

Il Beato Giovanni XXIII, il Papa del Concilio, dice: “(…)gli uomini possono sicuramente raggiungere la salvezza, solamente quando sono a lui (Romano Pontefice) congiunti, poiché il Romano Pontefice è il Vicario di Cristo e rappresenta in terra la sua persona.” (Omelia nel giorno della sua incoronazione, 4.11.1958).

E lo stesso Concilio Vaticano II afferma: “Il santo Concilio (…), basandosi sulla sacra Scrittura e sulla Tradizione, insegna che questa Chiesa peregrinante è necessaria alla salvezza.”(Lumen gentium, 14).

Diciamolo francamente: è un problema di logica. Se la Chiesa non fosse necessaria per la salvezza, quale sarebbe il motivo per cui Gesù ha comandato di andare fino agli estremi confini della Terra? (Matteo 16, 15-16).

Rimane però una domanda: ma chi si trova senza colpa personale fuori della Chiesa, può, per questo, essere condannato? La Chiesa Cattolica da sempre (non è una novità degli ultimi tempi) ha affermato che chi si trova fuori della Chiesa senza colpa, non può, per questo, essere condannato. S’ipotizzano pertanto due possibili “ignoranze”: la la dotta ignoranza e l’ignoranza invincibile.

Per dotta ignoranza (significativa contraddizione: “dotta”/“ignoranza”) s’intende quella situazione in cui non si è mai ricevuto l’annuncio cristiano, per cui si è in uno stato d’ignoranza incolpevole, ma nello stesso tempo si desidera intimamente (ecco perché si parla d’ignoranza “dotta”) aderire alla Verità che purtroppo non si conosce.

Per ignoranza invincibile s’intende invece quella situazione in cui si è ricevuto l’annuncio cristiano, ma lo stato d’ignoranza è tale (invincibile appunto) che non si può superare. Il beato papa Pio IX, un papa non certo del periodo post-conciliare, afferma nell’enciclica Singolari quidam del 17.3.1856: “(…) nella Chiesa Cattolica, per il fatto che essa conserva il vero culto, vi è il santuario inviolabile della fede stessa, e il tempio di Dio, fuori del quale, salvo la scusa di una invincibile ignoranza, non si può sperare né la vita né la salvezza.”

Si presenta adesso una questione: se ci si può salvare perché senza colpa si è fuori della Chiesa Cattolica, allora viene meno il “fuori della Chiesa non c’è salvezza”

E invece non c’è contraddizione. Condizione necessaria per far parte della Chiesa è ricevere il battesimo. Ma non esiste solo il battesimo-di-acqua (quello che viene amministrato ordinariamente), esistono anche il battesimo-di-sangue e il battesimo-di-desiderio. Il battesimo-di-sangue riguarda il martirio subìto senza che ancora si è ricevuto il Battesimo. Il battesimo-di-desiderio invece è quando un adulto in attesa di ricevere il battesimo dovesse morire improvvisamente. Prendiamo in considerazione quest’ultimo tipo di battesimo. Colui o colei che si trova nella situazione della dotta ignoranza o dell’ignoranza invincibile ha un desiderio di aderire al vero Dio; è un desiderio implicito e non esplicito, ma è ugualmente un desiderio. Dunque, non è formalmente nella Chiesa, ma lo è sostanzialmente. E lo è sostanzialmente grazie ad una sorta di battesimo-di-desiderio. In questo modo viene tanto salvaguardato il principio giusto che possano salvarsi coloro che in buona fede non sono cattolici, quanto il principio dell’extra Ecclesiam nulla salus.

A proposito del desiderio implicito, papa san Pio X, nel suo celebre Catechismo, dice: “Chi, trovandosi senza sua colpa, ossia in buona fede, fuori della Chiesa, avesse ricevuto il Battesimo, o ne avesse il desiderio almeno implicito; cercasse inoltre sinceramente la verità e compisse la volontà di Dio come meglio può; benché separato dal corpo della Chiesa, sarebbe unito all’anima di lei e quindi in via di salute.”

Rimane ancora un’altra questione: qual è il criterio che il Signore utilizza per capire se un’anima desidera davvero aderire a Lui? Vi è da dire che qui c’è molta confusione. Spesso si dice: se qualcuno senza colpa non è cattolico, è importante che pratichi “bene” la propria religione. Ciò è invece sbagliato. Se il desiderio implicito di aderire al vero Dio si deve esprimere con lo sforzo di praticare bene la propria (falsa) religione, allora ciò significherebbe che ogni religione è di per sé “via di salvezza”; e se così fosse, verrebbe meno l’esclusivismo salvifico della Redenzione di Cristo. Piuttosto il criterio è un altro: lo sforzo riguarda non la pratica della propria religione, ma l’adesione alla legge naturale.

Certamente possono salvarsi anche i musulmani, gli induisti, i buddisti… incolpevoli per il loro non essere cristiani, ma non grazie all’essere musulmani, induisti e buddisti, bensì malgrado siano musulmani, induisti, buddisti…

Corrado Gnerre

Fonte:

itresentieri.it/e-ancora-valido…
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Trovo che l’articolo di Corrado Gnerre sia soddisfacente. La perenne attualità del Dogma “Extra Ecclesiam nulla salus” è stata ripetuta dal Magistero della Chiesa anche di recente. E’ a questo che ci si deve attenere. Alle sue numerose citazioni aggiungerei infatti la DOMINUS IESUS: n° 20: Innanzitutto, deve essere fermamente creduto che la «Chiesa pellegrinante è necessaria alla salvezz…More
Trovo che l’articolo di Corrado Gnerre sia soddisfacente. La perenne attualità del Dogma “Extra Ecclesiam nulla salus” è stata ripetuta dal Magistero della Chiesa anche di recente. E’ a questo che ci si deve attenere. Alle sue numerose citazioni aggiungerei infatti la DOMINUS IESUS: n° 20: Innanzitutto, deve essere fermamente creduto che la «Chiesa pellegrinante è necessaria alla salvezza. Infatti solo Cristo è il mediatore e la via della salvezza; ed egli si rende presente a noi nel suo Corpo che è la Chiesa. Ora Cristo, sottolineando a parole esplicite la necessità della fede e del battesimo (cf. Mc 16,16; Gv 3,5), ha insieme confermato la necessità della Chiesa, nella quale gli uomini entrano per il battesimo come per una porta». Questa dottrina non va contrapposta alla volontà salvifica universale di Dio (cf. 1 Tm 2,4); perciò «è necessario tener congiunte queste due verità, cioè la reale possibilità della salvezza in Cristo per tutti gli uomini e la necessità della Chiesa in ordine a tale salvezza» - n° 21: Certamente, le varie tradizioni religiose contengono e offrono elementi di religiosità , che procedono da Dio e che fanno parte di «quanto opera lo Spirito nel cuore degli uomini e nella storia dei popoli, nelle culture e nelle religioni». Di fatto alcune preghiere e alcuni riti delle altre religioni possono assumere un ruolo di preparazione evangelica, in quanto sono occasioni o pedagogie in cui i cuori degli uomini sono stimolati ad aprirsi all'azione di Dio. Ad essi tuttavia non può essere attribuita l'origine divina e l'efficacia salvifica ex opere operato, che è propria dei sacramenti cristiani. D'altronde non si può ignorare che altri riti, in quanto dipendenti da superstizioni o da altri errori (cf. 1 Cor 10,20-21), costituiscono piuttosto un ostacolo per la salvezza. - n° 22 : Con la venuta di Gesù Cristo salvatore, Dio ha voluto che la Chiesa da Lui fondata fosse lo strumento per la salvezza di tutta l'umanità (cf. At 17,30-31) [90]. Questa verità di fede niente toglie al fatto che la Chiesa consideri le religioni del mondo con sincero rispetto, ma nel contempo esclude radicalmente quella mentalità indifferentista «improntata a un relativismo religioso che porta a ritenere che “una religione vale l'altra”».La parità , che è presupposto del dialogo, si riferisce alla pari dignità personale delle parti, non ai contenuti dottrinali né tanto meno a Gesù Cristo, che è Dio stesso fatto Uomo, in confronto con i fondatori delle altre religioni.
Termino osservando che:
1 - la ricerca sincera della verità e la vita rispettosa della legge morale naturale (decalogo) possono essere ritenuti un “battesimo di desiderio” (anche desiderio inconsapevole) che rende partecipi della comunione con Cristo, Unico Salvatore, e della Chiesa (anche se non nella forma sacramentale visibile)
2 - senza sottovalutare gli errori possibili nell’ambito del “dialogo interreligioso”, oggi dovremmo preoccuparci ancor più del “dialogo" con gli stessi "cristiani eretici e apostati”, purtroppo coltivato dagli stessi Pastori d’oggi ma rifiutato invece, anzi combattuto con vigore già dai Padri della Chiesa e dagli Apologisti!
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Quanta confusione!
"Extra Ecclesiam nulla salus" vale per i morti e non per i vivi, cioè se al posto della parola latina "salus" scriviamo la parola "Paradiso" tutto diventa subito chiaro. Il non battezzato (extra Ecclesiam) non può entrare immediatamente dopo la sua morte nel bel Paradiso (nulla salus) ma vi può entrare dopo ed ha tre possibilità , come il battezzato, ma una è diversa: il …More
Quanta confusione!
"Extra Ecclesiam nulla salus" vale per i morti e non per i vivi, cioè se al posto della parola latina "salus" scriviamo la parola "Paradiso" tutto diventa subito chiaro. Il non battezzato (extra Ecclesiam) non può entrare immediatamente dopo la sua morte nel bel Paradiso (nulla salus) ma vi può entrare dopo ed ha tre possibilità , come il battezzato, ma una è diversa: il limbo.
L'anima battezzata ha tre possibilità dopo che lascia il corpo mortale:
1) Va in Paradiso
2)Va in Purgatorio
3)Va all'Inferno.
L'anima non battezzata ha tre possibilità dopo che lascia il corpo mortale:
1) Va in Purgatorio
2)Va all'Inferno
3) Va nel Limbo

Nel Limbo , luogo di pace ma senza la visione beatificante di Dio, va l'anima non battezzata meritevole del Paradiso, ad esempio il bambino figlio di genitori musulmani e che poi muore ed il bambino figlio di genitori musulmani o cattolici abortito . Oppure nel Limbo può andare anche l'anima non battezzata di un adulto che nella sua vita ha vissuto la Dottrina di Cristo seppur non conoscendola affatto, ad esempio il selvaggio che si è sempre comportato da buon samaritano con il suo prossimo ma entrambi, il bambino e l'adulto non possono entrare subito in Paradiso perché carichi ancora della Colpa: vi entreranno dopo l'Ultimo Giudizio quando NS Gesù Cristo farà nuove tutte le cose ed esisteranno per sempre solamente il Paradiso e l'Inferno.

Il non battezzato, ragazzo od adulto, non malvagio al punto di meritare da subito l'Inferno e non buono a sufficienza per meritarsi la pace del Limbo va nel Purgatorio, infatti non può entrare da subito nel bel Paradiso perché carico e della Colpa e dei propri peccati, esattamente come il battezzato che invece è carico dei peccati e non della Colpa, e lì rimane a purgarsi finché la Volontà divina lo vorrà.
Si potrebbe scrivere: " Chi non appartiene alla Chiesa Cattolica non può entrare subito dopo la morte nel Paradiso" e tutto sarebbe più semplice.

Esiste poi, fondamentale, la predestinazione dei buoni " quelli che Tu, Padre, Tu mi hai dato" ma non posso scrivere per ore, magari un'altra volta.
Marziale
Ottimo. Concordo!
Christoforus78 likes this.
Ottima disamina. La Sacra Scrittura è limpida: esistono due genealogie i figli della Luce ed i figli delle Tenebre. I primi sono scritti nel libro della Vita. Cristo è la via e ad ognuno si da a conoscere. Ai Cristiani è chiesto di più perchè sono quelli che più sanno, a tutti è chiesto di vivere rettamente cercando Dio.
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