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Profezie ad Anguera, misteri sul futuro: "Un uomo giusto aiuterà la Chiesa... contribuirà al Trionfo"

« Un uomo giusto aiuterà la Chiesa del Mio Gesù. Condurrà il gregge in mezzo a grandi tribolazioni. Lui contribuirà al Trionfo della Chiesa, sebbene lui stesso non vedrà il Trionfo » (messaggio 4.471, 18.5.2017).

Non bisogna sorprendersi se il linguaggio appare “criptico”: si tratta di una modalità comunicativa da sempre in vigore della Chiesa e che trova un suo vero e proprio genere letterario nella stessa Sacra Scrittura, vale a dire il genere profetico in cui sono stati redatti diversi libri della Sacra Bibbia.

La profezia non è una didascalia ma necessita di una didascalia.

L
a profezia è sempre preannuncio e richiamo: preavvisa circa il futuro e allo stesso tempo impone un cambiamento nel presente.

La profezia è luce e fuoco; luce che rischiara le tenebre dell’errore e della menzogna, fuoco che accende gli animi e, liberandoli dalla sterile mediocrità e dall’accomodamento in uno stato di tiepidezza stomachevole (cf Ap 3, 15-16), li spinge efficacemente ad amare di più Dio osservandone i Comandamenti di vita.

E’ questo, potremmo dire, il “contesto remoto” di tutte le profezie mariane dei nostri tempi. E’ questo il contesto anche delle straordinarie profezie della Regina della Pace di Anguera che dal 1988 ad oggi ha trasmesso vaticini profetici sorprendenti, delineando il quadro del futuro in maniera così completa che se si volesse confrontare questo evento mariofanico con tutte le apparizioni mariane recenti e non recenti, forse difficilmente se ne troverebbe una che presenti un quadro profetico così dettagliato che, sebbene sia presente e anche molto accentuato in numerosissime epifanie degli ultimi secoli, con Anguera sembra veramente di essere giunti all’apoteosi.

Ciò detto proviamo a penetrare il significato di questa originalissima profezia.

Il contesto biblico remoto riporta all'Antico Testamento, in particolare alla figura e alla missione di Mosè.

A sua volta questo contesto remoto rimanda ad un contesto prossimo, quello dei due testimoni del libro dell'Apocalisse di San Giovanni (se ne parla al cap. 11)

Innanzitutto abbiamo facile gioco nel rapportare la profezia della Regina della Pace di Anguera alla missione di Mosè.

Come il legislatore e duce di Israele condusse il popolo neo-costituito sul Sinai alle porte della Terra promessa ma egli stesso non vi entrò, così la Regina della Pace prospetta una simile situazione in rapporto a questo “uomo buono” che avrà l'onore e l'onere di traghettare la Chiesa di Cristo conducendola alle porte della nuova Era del mondo e della Chiesa a lungo profetizzata e preconizzata, quella da Lei definita a più riprese “Trionfo del Cuore Immacolato”.

Riflettiamo innanzitutto su un primo parallelismo, quello tra la Terra promessa ed il Trionfo del Cuore Immacolato.

La tradizione esegetica sia patristica che successiva vede nella Terra Promessa una realtà-simbolo della Gerusalemme celeste, del Regno beato dei Cieli che compirà le figure antiche e soddisferà le aspettative e le brame dell'uomo di eterna felicità.

Questo senso della Sacra Scrittura si dice anagogico perché svela il significato di una realtà alla luce della realtà escatologica da essa adombrata (il senso anagogico della Chiesa, per es., è la Gerusalemme celeste, quella della risurrezione di Cristo la resurrezione di tutti i fedeli nell’ultimo giorno, ecc.), meta finale della storia della salvezza.

Il Paradiso è il premio per coloro che avranno pellegrinato nel deserto di questa vita terrena – simbolicamente racchiuso nello spazio dei 40 anni del pellegrinaggio degli ebrei nel deserto – conservandosi fedeli a Dio e alla sua legge, tra prove e tentazioni, tra travagli e persecuzioni.

La Regina della Pace, ad Anguera, propone indirettamente un nuovo avvincente parallelismo tra la Terra promessa e il Regno di Maria: esso può a ragione dirsi una neo-terra promessa attesa dai giusti o, più precisamente, il più perfetto pegno, in questo mondo, di quella definitiva Terra promessa che attende i santi e gli amici di Dio nell'altra vita.

Si tratta di una “realtà escatologica” perché si affermerà negli ultimi tempi (per delucidazioni sugli ultimi tempi vedi qui: Le profezie di Kibeho: guerra in Rwanda, aids, "fine dei tempi": «sono venuta per preparare la strada a Mio Figlio») allo stesso tempo è una “realtà storica” perché si compirà nella storia e non al di fuori di essa; immanente e trascendente allo stesso tempo, qualcosa che si inserisce in questo ordine cosmico ma che avrà il suo sbocco e il suo compimento al di là di esso, quando » i cieli nuovi e terra nuova » (cf Ap 21, 1) soppianteranno quelli vecchi.

Verso questa neo-terra promessa la Chiesa sarà condotta da un misterioso “uomo buono” che, alla stregua di Mosè, accompagnerà il popolo ma non entrerà in questa nuova epoca del mondo. Il perché resta un mistero conosciuto a Dio solo.

Si può inoltre riflettere che, se la profezia cattolica indica il trionfo del Cuore Immacolato come una realtà prossima e gli attuali segni dei tempi ne danno più che sufficiente conferma, allora a rigor di logica anche la figura e la provvidenziale missione di questo uomo buono non devono essere lontani…

Ma chi sarà costui? E’ possibile saperne qualcosa in più?

Personalmente me ne sono fatto un'idea alla luce di quanto la rivelazione pubblica e le rivelazioni private suggeriscono in proposito.

All'inizio parlavo di un contesto prossimo della profezia di Anguera a cui rimanda la stessa figura e missione di Mosè.

Questo contesto prossimo è costituito dalla figura dei due testimoni del libro dell'Apocalisse (Ap 11, 1-13) e, presumibilmente, la Regina della Pace stava riferendosi ad uno dei due.

Tanto è stato detto e scritto su costoro. Numerosi Santi, beati e altri testimoni ne hanno parlato in termini di due restauratori, per la fattispecie un capo politico ed uno religioso, il cosiddetto « Papa santo e grande monarca » che condurranno, muniti di carismi e virtù eminenti, il mondo e la storia in una nuova epoca di Pace e Giustizia per un grandioso trionfo storico e visibile della Chiesa e della Fede cattolica.

Già san Cesario Di Arles (sec. VI), monaco di Lerins e poi vescovo di Arles, con spirito profetico attraversò i secoli e vide, nella luce di Dio, un tempo di unificazione dei popoli nella vera Fede e di risanamento morale, spirituale, culturaledella Chiesa e del mondo, sotto la guida di un capo religioso e un capo politico, santi e restauratori:

« Verrà in soccorso delle province un principe che è stato esiliato in gioventù e che riacquisterà la corona dei gigli. Questo principe estenderà il suo dominio sull’intero universo. Nello stesso periodo ci sarà un grande Papa che sarà eccelso in santità e perfetto in ogni qualità. Questo Papa avrà al suo fianco il Grande Monarca, un uomo di grandi virtù, che sarà un discendente della santa stirpe dei re francesi. Il Grande Monarca assisterà il Papa nella riforma di tutta la terra. Molti principi e nazioni che stanno vivendo nell’errore e nell’empietà si convertiranno e una mirabile pace regnerà fra gli uomini per molti anni, perché l’ira di Dio sarà stata placata con il loro pentimento, la penitenza e le buone opere. Ci sarà una legge comune, una sola fede, un battesimo, una religione. Tutte le nazioni riconosceranno la Santa Sede di Roma e tributeranno il giusto omaggio al Papa... »[1].

E nel XVII sec., il Venerabile Bartolomeo Holzhauser scriveva:

« Il quinto periodo della Chiesa, che iniziò attorno al 1520 (proprio il periodo di Lutero…!!, ndr.), terminerà con l’arrivo del Papa Santo e del potente Monarca che è chiamato “Aiuto da Dio” perché ripristinerà ogni cosa...

(…)
Il sesto periodo inizierà con il potente Monarca e il Pontefice Santo (…) e durerà fino alla rivelazione dell’Anticristo. In questo periodo, Dio consolerà la Sua Santa Chiesa per le afflizioni e le grandi tribolazioni che ha patito durante il quinto periodo. Tutte le nazioni diverranno cattoliche. Le vocazioni saranno abbondanti come non mai, e tutti gli uomini cercheranno solo il Regno di Dio e la Sua giustizia. Gli uomini vivranno in pace e questa verrà concessa perché la gente farà pace con Dio (…).

Con la grazia di Dio, con la potenza del Grande Monarca, con l’autorità del Santo Pontefice e con l’unione di tutti i prìncipi più devoti, l’ateismo e ogni eresia saranno banditi dalla terra »[2].

In conclusione:

Come si sarà facilmente notato, la Regina della Pace parla però solo di un uomo buono e, del resto, non precisa se si tratterà di un ecclesiastico o di un laico e così, presumibilmente, nel caso in questione sarebbe preannunciando la venuta di uno dei due “ad modum unius” (cioè come ad uno solo, in rappresentanza anche dell’altro).

A mio modestissimo parere, con queste parole la Regina della Pace stava confermando la promessa fatto cinque secoli prima in una terra non lontana dal Brasile ad una sua figlia prediletta. La terra: l’Ecuador; la figlia prediletta: la Venerabile Mariana de Jesus Torres; la profezia straordinaria:la seguente:

« Pregate insistentemente senza stancarvi e piangete con lacrime amare, nel segreto del vostro cuore, implorando il nostro Padre Celeste il Quale, per l’amore del Cuore Eucaristico del mio Santissimo Figlio e per il Suo Prezioso Sangue versato con tanta generosità e per la profonda amarezza e sofferenza della Sua crudele Passione e Morte, Egli potrebbe avere pietà dei Suoi ministri e porre rapidamente fine a questi tempi infausti, mandando alla Sua Chiesa il Prelato che ristorerà lo spirito dei suoi sacerdoti. Il Mio Santissimo Figlio ed Io ameremo questo figlio privilegiato con un amore di predilezione, e Noi gli faremo dono di rare capacità: umiltà di cuore, docilità alla divina ispirazione, forza per difendere i diritti della Chiesa, e di un cuore tenero e compassionevole, cosicché, come un altro Cristo, egli assisterà i grandi e i piccoli, senza disdegnare le anime più sfortunate che gli chiederanno un po’ di luce e di consiglio nei loro dubbi e sofferenze. Con divina soavità, egli guiderà le anime consacrate al servizio di Dio nei Conventi, alleggerendo il giogo del Signore il Quale ha detto: “Il mio giogo è dolce, e il mio carico leggero”. Le bilance del Santuario saranno poste nelle sue mani, in modo che tutto sia pesato con dovuta misura e Dio sarà glorificato » (apparizione della Madonna del 2 febbraio del 1634).

Note

[1] Riportata in profezie3m.altervista.org/not_found.html Si veda anche G. Culleton, The prophets and our times, TAN Books, Rockford 1974; D. A. Birch, Trial, tribulation and triumph, Queenship Publishing, Santa Barbara 1996.
[2] Ivi.
Io credo che il Papa Santo, capo religioso che nascerà dal popolo cristiano e il capo politico che fu esiliato in gioventù e che riacquisterà la corona dei gigli, già predetto da san Cesario Di Arles (sec. VI), monaco di Lerins e poi vescovo di Arles, rappresentano i due testimoni Enoc e Elia che non saranno presenti in forma umana ma spirituale, e sarà attraverso le loro sofferenze che Dio …More
Io credo che il Papa Santo, capo religioso che nascerà dal popolo cristiano e il capo politico che fu esiliato in gioventù e che riacquisterà la corona dei gigli, già predetto da san Cesario Di Arles (sec. VI), monaco di Lerins e poi vescovo di Arles, rappresentano i due testimoni Enoc e Elia che non saranno presenti in forma umana ma spirituale, e sarà attraverso le loro sofferenze che Dio riscatterà coloro che sono ciechi alla Verità.
Lo Spirito Santo li guiderà, attraverso i Suoi nuovi leader che sorgeranno tra di noi, guidati dai Suoi Due Testimoni, Enoc ed Elia, presenti nelle Chiese Cristiane sulla Terra e nella Casa d’Israele, presto influiranno sulla predicazione dei Vangeli, in tutto il mondo.

Dice Gesù: “Voi siete la Mia Chiesa Rimanente. Voi siete la Chiesa a cui si fa riferimento nel Libro della Rivelazione. Voi siete il frutto della donna che diede alla luce un maschio e che fu scacciata nel deserto, dove voi sarete isolati, ma uniti come un sol uomo, per proclamare la Mia Santa Parola e per predicare i Veri Vangeli. La donna partorisce la Mia vera Chiesa, il Mio gregge leale, che non sarà sviato dal falso profeta.
Voi, la Mia Chiesa, sarete abbandonati per 1260 giorni, nel deserto in cui troverete rifugio. Tuttavia, attraverso il Dono dello Spirito Santo, verrete nutriti con i Frutti del Mio Amore.
Saranno i membri leali delle Mie Chiese Cristiane (Ebrei e Occidentali), tra cui i Miei servitori consacrati ed i Miei seguaci, i quali rifiuteranno il falso profeta, che dovranno tenere insieme la Mia Chiesa. Dovrete onorarMi in segreto, perché la Messa diventerà irriconoscibile sotto il governo del falso profeta.
Gli Ebrei saranno il secondo dei “due testimoni”.
Le “due lampade” sono le Mie Chiese Cristiane, la Vera Chiesa tradizionale e quelle dei Miei seguaci, che saranno bandite da parte del falso profeta.
I “due alberi di olivo” sono l’Israele della Vecchia Gerusalemme ed il Nuovo Israele".

Colui che verrà in soccorso delle province, un principe che è stato esiliato in gioventù e che riacquisterà la corona dei gigli, rappresenta il “resto di Israele rimasto fedele al Signore”. La corona dei gigli rappresenta la corona dei figli i Israele che hanno fondato la Chiesa di Cristo.
Il Giglio Santo rappresenta Gesù Cristo, come è stato più volte nominato negli scritti di Maria Valtorta.

Valtorta - QUADERNETTI CAPITOLO 781 - 14 giugno 1953

«Mia ubbidientissima sempre e mia dilettissima perciò perché tu mi sei uguale in sommissione al mio Figlio, da quando nacque a quando ascese al Cielo, e ora, nel Cielo disfa l'orlo del fazzoletto che il giglio soprannaturale ha fatto telo miracoloso e danne dei pezzetti, dopo averli ben passati sul centro del fazzoletto, al M. T., all'E. R., a M. T., alla S. B. A., alla B. P. e ad altri o sofferenti o in fastidi morali. Metterai i pezzetti di tela in bustine di carta velina gialla, ne hai tanta, e su vi scriverai: "tela del giglio santo"».

Valtorta - QUADERNI DEL 1943 CAPITOLO 158 - 27 ottobre 1943

Dice Gesù:
“Questo è il canto di questa mattina. Lo vedi se Chi ti ha dato il giglio sa darti tutto quanto desideri? Ho dato Me, Giglio nato da Maria che è Giglio immacolato. Ora sono insieme a te in Corpo ed Anima, in Sangue e Divinità. Sono con te come su un altare”.

Valtorta - QUADERNI DAL 1945 AL 1950 CAPITOLO 570 - 2 giugno 1946

Dice la Divinità:
«Al giglio che si immola non desiderate altra rugiada fuorché quella di un sempre più perfetto amore. Neppure l'amore del sangue vi faccia uscire dalla giustizia. Non desiderate perciò per lei altro che il più perfetto. E state lieti perché la vergine prudente alimenta la sua lampada col suo perfetto amore, e quando lo Sposo si affaccerà nella via ella sarà pronta ad uscirgli incontro.»

Tra l’altro anche negli scritti di Maria Valtorta viene avvalorata quest tesi.

Valtorta - Evamgelo - VOLUME V - CAPITOLO 349 - 3 Dicembre 1945
«Ma non deve venire Elia per preparare al tuo Regno? I rabbi dicono così».
«Elia è già venuto ed ha preparato le vie al Signore. Tutto avviene come è stato rivelato. Ma coloro che insegnano la rivelazione non la conoscono e non la comprendono, e non vedono e riconoscono i segni dei tempi e i messi di Dio. Elia è tornato una volta. La seconda verrà quando il tempo ultimo sarà vicino per preparare gli ultimi a Dio. Ma ora è venuto per preparare i primi al Cristo, e gli uomini non lo hanno voluto riconoscere e lo hanno tormentato e messo a morte (il Battista). Lo stesso faranno col Figlio dell’uomo, perché gli uomini non vogliono riconoscere ciò che è loro bene».

Valtorta - EPISTOLA AI ROMANI Lezione 46ª – 2/11/1950 – (Rm 11, 25-36)

Dice Gesù: “Uno dei segni della venuta finale di Dio a del Giudizio che seguirà alla fine del mondo, è la conversione d’Israele, che sarà l’estrema conversione del mondo a Dio.

Perché loro gli ultimi, essi che furono i primi ad esser popolo di Dio? Per decreto eterno e per decreto umano.

Né paia ingiusto il decreto eterno. Essi, che già primi - anzi: unici - erano nel conoscere le verità soprannaturali, avrebbero dovuto essere i primissimi nel nuovo popolo di Dio: il popolo dei cristiani; così come Adamo e la sua compagna avrebbero dovuto essere i primissimi del popolo celeste. Ma la volontà non buona fece dei primi gli ultimi. E mentre è detto nella Scrittura (Genesi 5, 21-24; 2Re 2, 11-12; Ebrei 11, 5) che Enoc ed Elia furono, viventi, rapiti da Dio fuor dal mondo, in un altro mondo migliore, per tornare, al giusto tempo, a predicare penitenza e combattere l’Anticristo quando il mondo sarà fatto Babilonia e Anticristo (Ap cap. 17-18) - e ciò per la loro giustizia straordinaria - altrettanto nella Scrittura è detto che per i suoi peccati Israele sarà riprovato da Dio e da primo diverrà ultimo ad entrare nel Regno di Cristo (Isaia 27, 6-13).

Adamo è ben figura di ciò che vuol dire cadere nella riprovazione di Dio. Ben egli dovette attendere secoli e millenni negli inferi (Purgatorio), nonostante avesse già lungamente espiato sulla Terra il suo peccato, avanti di rientrare nel Paradiso almeno terrestre, dove Enoc ed Elia già da secoli godevano della letificante amicizia di Dio.

Anche per il popolo ebreo, pur non essendo per esso inesorabilmente chiuso il Regno di Dio per averlo respinto quando poteva accoglierlo, dovranno passare secoli e millenni prima che Israele torni amico di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Prima diverranno “popolo di Dio” gli altri popoli. Ultimi essi: i giudei. Ultimi, anche se sempre da Sion verranno coloro che saranno salvezza".
A mio insignificante parere, eccetto questa ultima profezia dell'Equador, interpreto il santo uomo e il santo papa collocarsi dopo la caduta dell'anticristo e del suo regno, cioè questi due personaggi saranno coloro che restaureranno la Chiesa e il mondo dopo la grande tribolazione nel millennio felice. Se si legge le frasi in grassetto infatti si possono collocare il tale periodo.