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Suor Lucia di Fatima rivelò il Terzo Segreto al veggente delle Tre Fontane Bruno Cornacchiola?

Prezioso estratto da: Saverio Gaeta, Il veggente. Il segreto delle Tre Fontane, Salani, Milano 2016, pp. 71-75

***

Cornacchiola annotò nei suoi diari numerosi appunti relativi a suor Lucia e alle apparizioni di Fatima. Non è sempre chiaro se siano eventi realmente accaduti, oppure esperienze mistiche, come il significativo esempio del 18 gennaio 1948:

«La mattina presto viene don Sfoggia e mi dice che devo recarmi a San Pietro perché mi attende il Papa con un’altra persona che viene da lontano. Dico: ‘Ma sono le 3, possibile che il Papa mi aspetta?’ Vado, c’è una macchina davanti alla chiesa di Ognissanti e don Risi. Eccoci a San Pietro, don Risi con me, don Sfoggia resta in auto. Andiamo al portone detto di bronzo, saliamo le scale, si prende l’ascensore, ecco il Papa sorridente che mi abbraccia, sono frastornato. Tutti restano fuori, io entro e trovo una suora in un angolo a pregare. Il Papa mi dice: ‘È la nostra suor Lucia di Fatima’. Si alza e ci facciamo un inchino, abbiamo parlato del messaggio e di quello che dovrà passare la Chiesa per colpa di preti che deviano dalla via giusta... Riceviamo la benedizione. Ora sono a casa. Ma è vero o un sogno? Dio e Maria lo sanno» (1)

Particolare interesse riveste un testo, vergato da Cornacchiola a mano su tre facciate di foglio protocollo, che descrive quanto gli accadde il 24 febbraio 1968, da lui stesso definito «un sogno, o non so che possa essere». La descrizione è molto vivida:

«Mi vedo sopra un’alta collina, dove c’è un convento, non saprei dire quale. Suono e mi viene ad aprire un vescovo, che mi sorride e mi dice: ‘Quanto tempo ci hai impiegato a venire, ma ora ne sia fatta lode a Dio per la Vergine Maria’. Mi fa entrare e mi conduce dentro una cappella con Gesù esposto. Mi indica, con modi gentili, un inginocchiatoio. Sono solo, mi guardo attorno e vedo una religiosa, questa si gira e riconosco in lei Lucia di Fatima. Mi sorride, poi piange: ‘Avvicinati’ mi dice. Ubbidisco. ‘Da quanto tempo ti aspetto. So che è molto difficile potermi vedere, ma per te vedi quanto è stato facile? Qui tutti ti aspettavamo. Ora scrivi quello che ti detto’».

Il discorso di suor Lucia è articolato e drammatico:

«Parla e rendi pubblico il messaggio della Madonna bella, non aver paura, come mi dice lei stessa tante volte. Questa volta è tramite me che ricevi quello che lei vuol dire al mondo. Quanti uomini non ricevono il perdono delle loro colpe perché non vengono istruiti nella conoscenza della Parola vivente di Dio Padre, Gesù! Quando parlerai sarai perseguitato: non badare a niente e vai avanti nell’opera voluta dalla Madre bella. Tutti devono chiedere perdono dei peccati commessi, laici, sacerdoti, suore e tutti gli uomini viventi sulla Terra per il Cielo. Tu esorta, scrivi e consiglia con amore! Tu vedi quanta confusione è riuscito a fare in tutti gli spiriti Satana, ed è lui che ormai regna in tutti i posti più alti di comando e lavora indisturbato adoperando tutti i suoi affiliati: facendo secondo il suo volere, porta tutte le cose al suo fine. Specialmente, e questo non lo crederanno, Satana entrerà nei posti guida della Chiesa seducendo tutti con le sue mire vanagloriose, specialmente nel togliere la devozione alla Madre bella e raffreddando la fede in tutti.Il potere sarà esteso sopra coloro che, responsabili del bene dei popoli, saranno spinti con armi potenti a distruggersi tra di loro in un modo spaventoso. Scrivi che, se non si convertono alla verità e non distruggono le armi per far fiorire la pace e l’amore nel mondo, come l’erba verde e i fiori per dare frutto di vita, tutti saranno distrutti e periranno, maggiormente cadrà sopra i responsabili. Sono tempi di disubbidienza e ribellione. Chi ubbidisce più all’autorità celeste? Chi ubbidisce alla Santità del Padre? Chi all’autorità della Chiesa? Tutti si ribellano, i cardinali al Papa, i vescovi ai cardinali, i sacerdoti ai vescovi e i fedeli ai sacerdoti. Satana, nel caos e confusione religiosa, trionferà nel cuore, nella mente e nella volontà di tutti! Chi aspetta il ritorno di Gesù Cristo? Chi crede più alla fine del mondo? Chi invita a fare penitenza? Pochi sono coloro che ancora restano fedeli. Le tentazioni saranno terribili, il mondo vivrà in una confusione tale che gli eletti stessi sosteranno nel dubbio! Non c’è scampo, il suono delle trombe della distruzione l’udranno tutti, e tutti vivranno momenti terribili di guerra, distruzione e il caos politico, religioso e culturale. Tutti riceveranno le conseguenze disastrose sataniche e periranno. Quanti errori e quante eresie serpeggiano in ogni nazione, in ogni convento e in ogni stato in cui si trova l’umanità. Chi ama la vita la perderà, chi ama la scienza inventerà per la morte, e chi ama il pericolo in esso cadrà per il peccato! Evangelizzare le anime non significa mettergli un giogo che non sia quello di Cristo e insegnargli cose che non sono di Cristo, ma dare alle anime non serpenti ma il pane quotidiano, cioè l’Eucaristia, la Parola di verità, l’Evangelo della luce e dell’amore. Quello che occorre è l’apostolato individuale e non apostolato monopolizzato, cioè non è un monopolio esclusivo, ma un lavoro per la conversione di tante anime. Bisogna che si lavori tra le anime nell’apostolato individuale: chi conosce e sa fare, senza alcuna previa autorizzazione, deve lavorare, altrimenti pecca».

Alcuni mesi prima, in coincidenza con la visita di Paolo VI a Fatima per il cinquantesimo della prima apparizione (13 maggio 1967), Bruno aveva assistito alla proiezione del film del regista Elio Piccon Fatima, speranza del mondo, commentando sul diario:

«Molti particolari sono coincidenti con i nostri. Penso spesso a Lucia, che ha molto sofferto e soffre ancora, e la comprendo in quanto sono nella stessa posizione e il film, se è esatto, mi ha fatto vivere quegli istanti del 12 aprile 1947 e delle altre apparizioni che ho avuto in seguito. Almeno Lucia non ha più persecuzioni morali, ma io e i ragazzi sì, è un continuo martellamento. Si soffre e si offre continuamente, offrendo al Signore, unito a te Lucia».

Nel decimo anniversario dell’attentato a Giovanni Paolo II, con il Papa a Fatima per ringraziare Nostra Signora per la protezione concessagli (13 maggio 1991), fra il luogo delle apparizioni portoghesi e quello delle Tre Fontane si instaurò un clima di comunione di preghiera e di offerta. Wojtyla aveva infatti chiesto al cardinale Andrzej Maria Deskur, fraterno amico sin dai tempi del seminario, di recarsi a pregare la Vergine della Rivelazione in contemporanea con la propria celebrazione alla Cova da Iria. C’era attesa nel mondo cattolico, poiché qualcuno aveva pronosticato che sarebbe stato svelato il terzo segreto. Commentò Cornacchiola sul diario:

«IL MESSAGGIO LUCIA NON LO HA COMPLETO, PER COMPLETARLO DEVE LEGGERE QUELLO DEL 12 APRILE 1947 E I SUCCESSIVI CHE INDEGNAMENTE HO RICEVUTI. È grande responsabilità il vedere e ricevere dal Cielo editti per il mondo che perirà».

Ma sin dal giugno 1948 aveva scritto:

«LA VERGINE MI HA FATTO CAPIRE CHE IL MESSAGGIO DI FATIMA CONTINUA ALLE TRE FONTANE».

Note:

1) In data 8 luglio 1983 viene riportato un episodio simile, anche se in questo caso Cornacchiola non ha dubbi che si tratti di un sogno: «Di nuovo con il Papa, e questa volta cerano Bernadette e Lucia. Il Papa ci interroga: ‘Ditemi, come va il mondo?’ Fanno parlare a me, dopo un rapido sguardo fra noi, e dico: ‘Santità, del mondo che va male non importa, sono le anime che, per la freddezza dei sacerdoti, si perdono. Ritorni lo spirito primitivo’». E il 6 novembre del medesimo anno aggiunse qualche particolare al ricordo del 1948: «Venni chiamato da don Mario Sfoggia di notte per andare da Pio XII, e lì monsignor [Salvatore] Capoferri mi aspettava con un’altra persona che poi mi diceva essere suor Lucia di Fatima. Tutt’e due davanti a Pio XII abbiamo parlato dell’esperienza dei fatti accadutici e del messaggio. Alcune cose corrispondevano. Era un segno o un sogno?»

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