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Il segreto del peccato originale... scoperto da un cinese!!! - risposte sulla fede del servo di Dio mons. Pier carlo Landucci

Leggendo «Importanza di vivere » di un autore cinese vi ho trovato una nuova e sorprendente spiegazione del peccato originale. I progenitori non sono stati cacciati per un atto di superbia e di ribellione commesso, ma perché Dio ebbe «paura » che essi mangiassero anche deWalbero della vita e vivessero in eterno. D'altra parte Cristo non disse parola né del peccato originale, né della redenzione. (T. R.).

Le dirò subito, gentile lettrice, quale infortunio è successo al suo ardimentoso autore cinese - perché non me ne ha scritto il nome ? Con una scoperta di tal fatta meritava degna pubblicità. . . - andando alla scoperta del peccato originale, dopo quei pochi annetti di sforzi compiuti dai teologi occidentali per capirci qualcosa.

Egli ha letto dunque che, dopo il peccato, disse il Signore Iddio : « Ecco l’uomo divenuto come uno di noi, conoscendo il bene e il male. Ebbene, che ei non possa, allungando la mano, cogliere anche dell’albero della vita e mangiandone vivere eternamente. Pertanto il Signore Iddio lo mandò via dal giardino di Eden » (Genesi 3, 22-23).

Più chiaro di così ! - avrà pensato il suo autore cinese. - Quando Dio vide che quelle creature da lui create si erano messe a far carriera e mangiando del frutto proibito già erano diventate « come lui » e avevano acquistato la scienza universale e che, poco poco che addentassero l’albero della vita si sarebbero anche eternizzati, fu preso da invidia per quei concorrenti della sua gloria e li cacciò via. Fece insomma come un Re che caccia un temuto pretendente al trono.

L’infortunio del suo cinese autore è stato, prima di tutto, di non accorgersi che la sua interpretazione combaciava, nientemeno, con quella attribuita dallo stesso sacro testo al demonio tentatore, o meglio che il demonio insinuò perfidamente ad Eva, per farla cadere, inducendola a prendere il frutto dell’albero del bene e del male, proibito sotto pena di morte, dicendole: «No, che non morireste.

Anzi Dio sa che quando ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diverreste come Dio, conoscendo il bene e il male » (3, 4-5). Il che è quanto insinuare che Iddio, per invidia, non voleva la loro grandezza e temeva che diventassero come lui. E con tale presupposto è chiaro che non poteva volere nemmeno che mangiassero dell’altro albero della vita e diventassero immortali.

Sicché - ammettendo le attenuanti e la . . . condizionale - è interpretazione diabolica, che è quanto dire superlativamente falsa, essendo il diavolo il « padre della menzogna » (Giovanni 8, 44).

Intrinsecamente l’infortunio poi consiste nel non essersi accorto - il suo autore cinese - chi fossero i protagonisti della grande tragedia: da una parte quelle debolissime creature umane uscite dalle mani di Dio e dall’altra l’infinito Iddio, che non poteva certo temere la concorrenza di quegli essermi, la cui sorte, comunque andassero le cose, sarebbe dipesa tutta dalla sua libera e onnipotente
volontà.

Consiste, in particolare, nel non essersi accorto che le parole di Dio sopra citate, ossia la cacciata dall’Eden, non sono che l’esecuzione della sentenza fin dall’inizio preannunciata (2, 17), e dopo il fallo comminata (3, 17-18), proprio come punizione della disobbedienza; non essersi accorto che quelle parole « Ecco l’uomo divenuto come uno di noi » (si noti il suggestivo riferimento al plurale trinitario), hanno un tono probabilmente ironico, il bel risultato della scienza acquisita essendo stato lo sprigionamento della concupiscenza (tanto è vero che si coprirono vedendosi nudi); non essersi accorto che l’impedimento a mangiare dell’albero della vita poteva benissimo essere un modo di esecuzione della sentenza di morte, senza tuttavia che, se ne avessero mangiato, potessero sottrarsi invincibilmente al dominio assoluto di Dio sulla vita e la morte, giacché come Dio aveva dato a quell’albero il potere prodigioso, glielo poteva anche togliere.

Ma c’è ora l’altra domanda: perché Gesù non parlò mai del peccato originale e della Redenzione ? Come ? Non si è presentato come Messia ? E il Messia non era concepito essenzialmente come riconciliatore dell’umanità decaduta con Dio ? Tanto è vero che il suo primo preannuncio fu dato dal Signore stesso subito dopo il peccato, dicendo al serpente: « Porrò inimicizia fra te e la donna, e fra il tuo seme e il seme di lei. Esso schiaccerà la tua testa e tu morderai il suo calcagno » (3, 15). Ah ! Questi cinesi ! Ma perché il suo autore, prima di scrivere, non ha fatto un quesito alla Rocca ?
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Mi cha el
L'Anticristo arriverá da Oriente.Cosí è scritto.Per evitare ció
Aracoeli
Tra un po', in vaticano ci arriveranno a proclamare questa novità, pur di eliminare tutto quanto dice la Scrittura!!!