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Anche Clemente XIII e Pio VIII avevano detto “NO” alla apostasia che oggi vogliono imporre


L’enciclica di Pio VIII, del 24 maggio 1829 che potete leggere qui integralmente, possiamo definirla quasi “profetica”… se non altro per aver avuto il merito di come rispondere, oggi, alle stesse problematiche sollevate al suo tempo, seppur in modi diversi: ieri l’attacco era soprattutto esterno alla Chiesa, oggi è interno, parte dal suo interno! E non è una differenza di poco conto.

Link all'articolo originale qui.

Anche il LifeSiteNews ne ha parlato con un breve articolo qui. E’ normale giungere tutti alle medesime conclusioni quando, procedendo con una fede, un cuor solo ed una vera Chiesa sola, la si pensa allo stesso modo. Il LifeSiteNews osserva attentamente come dal 10 giugno 2019,

con la

Dichiarazione sulle verità riguardanti alcuni degli errori più comuni nella vita della Chiesa nel nostro tempo

firmata dal card. Burke, dal vescovo Schneider e da diversi altri vescovi – sia stato elaborato un vero “Nuovo Sillabo degli Errori” o forse “Syllabus dei Nuovi Errori” – ci si è sentiti spinti a pensare ai grandi documenti magisteriali dei Papi passati quando, regnando tra non poche difficoltà, conoscevano bene però la differenza tra verità e menzogna, sapevano come esaltare la prima e condannare quest’ultima, e possedevano sufficiente coraggio (onestà) e carità per diffondere questi giudizi in lungo e in largo tra clero, pastori e fedeli.

Tra i vari pontefici da poter citare hanno scelto Pio VIII con l’Enciclica Traditi Humilitati attraverso la quale sembra proprio che abbia anticipato le condanne alle derive di questi nostri tempi. Derive però non più sopraggiunte da nemici esterni alla Chiesa, ma quanto dall’interno. Qui, spiega LifeSiteNews, Pio VIII potrebbe anche parlare del documento firmato ad Abu Dhabi e del documento di lavoro del sinodo amazzonico che il card. Brandmuller ha definito “eretico e apostata“:

Tra queste eresie appartiene quella disgustosa invidia dei sofisti di questa età che non ammettono alcuna differenza tra le diverse professioni di fede e che pensano che il portale della salvezza eterna si apra a tutti da ogni religione. … Contro questi sofisti esperti si deve insegnare alla gente che la professione della fede cattolica è unicamente vera.

E ai vescovi:

Parliamo, o Fratelli, di quei mali noti, manifesti che deploriamo con comuni lacrime, e che con solidale impegno dobbiamo correggere, estirpare, sconfiggere. Parliamo degli innumerevoli errori, delle dottrine perverse che combattono la fede cattolica, non più in segreto e di nascosto ma con palese accanimento.
Occorre, Venerabili Fratelli, premunire i popoli contro questi ingannatori, insegnare che la Cattolica è la sola vera religione, secondo le parole dell’Apostolo: «Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo» (Ef 4,5). Perciò sarà un profano, come diceva Girolamo , colui che mangerà l’agnello fuori da questa casa, e perirà colui che durante il diluvio non si rifugerà nell’arca di Noè. E infatti, oltre il nome di Gesù, nessun altro nome è concesso agli uomini che possa salvarli (At 4,12); chi avrà creduto sarà salvo, chi non avrà creduto sarà condannato (Mc 16,16).

E sollecita, esorta:

Noi, con tutto il Nostro zelo, vigileremo perché la Chiesa e la società civile non ricevano alcun danno dalla cospirazione di tali sette e invochiamo la vostra quotidiana assiduità in tale impresa, in modo che, indossando l’armatura della costanza e rinsaldando validamente l’unità degli spiriti, Noi possiamo sostenere la nostra causa comune, o, meglio dire, la causa di Dio, al fine di distruggerei baluardi eretti dalla fetida empietà di uomini scellerati.
In tal senso vigilate con la più assidua sollecitudine nei seminari sui quali a voi in modo particolare è stata affidata la sorveglianza dai Padri del Concilio Tridentino . Dai seminari infatti devono provenire coloro che, compiutamente educati alla disciplina cristiana ed ecclesiastica, e ai princìpi della più sana dottrina, dimostreranno tale devozione nell’adempimento del loro divino ministero, tale dottrina nella educazione del popolo, tale severità di costumi che il ministero a loro affidato sarà apprezzato anche dai profani, ed essi potranno, con virtuose parole, rimproverare coloro che si allontanano dal sentiero della giustizia.
Noi chiediamo alla vostra sollecitudine, per il bene della Chiesa, di dedicare tutto il vostro zelo nella scelta di coloro ai quali dovrà essere affidata la cura delle anime, in quanto dalla oculata scelta dei parroci deriva soprattutto la salute del popolo, e nulla contribuisce di più alla rovina delle anime quanto essere guidati da coloro che cercano il proprio bene e non quello di Gesù Cristo, o da coloro che, scarsamente imbevuti di vero sapere, si fanno volgere in giro da ogni vento e non sanno condurre il loro gregge ai salutari pascoli che non conoscono o che disprezzano.

E conclude con una speranza…

Avete appreso, Fratelli, ciò che ora più di ogni altra cosa suscita dolore in Noi che, posti sul soglio del Principe degli Apostoli, dobbiamo essere presi dall’amore per tutta la casa di Dio. Si aggiungono anche altri argomenti, non meno gravi, che qui sarebbe lungo enumerare e che voi sicuramente conoscete. Ma potremmo Noi trattenere la Nostra voce in una congiuntura così difficile per la cristianità? Forse che, impediti da motivi umani, o torpidi nell’indolenza, sopporteremo in silenzio che sia lacerata la tunica di Cristo Salvatore, che neppure i soldati che lo crocifissero osarono dividere? . Non accada, carissimi, che al gregge disperso venga a mancare la protezione del pastore amoroso e sollecito! Noi non dubitiamo che voi farete anche più di quanto vi chiede questo scritto e che vi adoprerete con i precetti, i consigli, le opere, lo zelo, a favorire la Religione avita, a diffonderla e a proteggerla.
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Potremo citare molti altri Pontefici, e forse lo faremo… come per papa Clemente XIII il quale promosse i doveri dei vescovi nella sua enciclica Christianae Reipublicae del 1766, vedi qui … in difesa della dottrina cattolica contro il proliferare di libri perniciosi, diabolici, eretici, e per far comprendere che è questa e non altra la via che siamo chiamati a perseguire, una via stretta e sassosa, ma l’unica orientata veramente al successo.

Così spiegava e ordinava papa Clemente:

Conviene soprattutto, Venerabili Fratelli, che rimaniate fermi come muro, perché non sia posto fondamento diverso da quello costituito, e difendiate il santissimo deposito della Fede, a custodia della quale dedicaste con giuramento voi stessi durante la solenne iniziazione. Siano fatte conoscere al popolo fedele le volpi che demoliscono la vigna del Signore; si avvisi il popolo in modo che non si lasci trascinare dai nomi splendidi di certi autori, perché non sia abbindolato dalla cattiveria e dall’astuzia degli uomini verso l’inganno dell’errore…

Per chi fosse interessato, il testo della enciclica di Pio VIII è stata commentata in audio, catecheticamente, dal sito amico cooperatorsveritatis


www.youtube.com/watch

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