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giovanipromanduria 1

Vi amai tutti e le Mie tenere carni, punte dalla paglia, già vi preparavano a mirarMi come Martire dei martiri!

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Al mattino si va al campo dei Pastori, verso Betlemme e lì si celebra la Santa Messa. Durante questa sento un canto di Angeli. Come descriverlo? Sembravano le loro voci così velate che si poteva immaginare fossero filtrate da candidi veli di seta, per quanto parevano calde e portatrici di pace. Cantano in coro, ma una voce più intensa sovrasta le altre. Qui sento la Madonna:


“Qui i buoni pastori ebbero la visione celestiale dell’Angelo del Signore che indicava loro il punto ove andare ad adorare il Verbo di Dio, Colui che avrebbe salvato il Suo popolo, l’Atteso dalle genti, il Cristo di Dio. L’Angelo, che senti intonare il “Gloria”, è colui che, staccandosi dalla scia resa lucente dagli abiti candidi degli Angeli, si manifestò”.

D. ”Signora mia, perché li chiami buoni?”

Maria SS. “Poiché grazie ai loro doni il mio piccolo Figlio poté ristorarsi. Quella notte faceva freddo e Gesù il piccolino, come ogni bambino che ha dei fastidi, piangeva. Per noi furono Provvidenza: ed Io e il Mio sposo Giuseppe potemmo vederla da vicino”. (Qui finisce).

Continuiamo il viaggio e giungiamo a Betlemme, dove noto una vera sporcizia. Infatti questa basilica, in cui è la grotta, è curata non solo dai cattolici. Ogni sorta di lampade decora l’ambiente e delle stuoie coprono la roccia. Qui sento nel mio cuore una tenerezza, una dolcezza senza pari. In me ho sentito tutti i benefici nella carne e nello spirito di quella antica nascita, che porta ancor pace per chi respira in loco. “Santità è stata l’odore, povertà è stata il vestiario dell’odore”. La sensazione è indescrivibile. Rimango qui per un po’ ad adorare in spirito e verità. Più tardi:

G.
“Potevo non nascere Io, che sono il Pane di Vita, in Betlemme, che diede i natali a Davide, città del Pane? Fu qui che il mondo sentì il Mio primo gemito, fu qui che conobbe già da infante il Mio Spirito mite che si contentava di poco!
Rifulsi più che astro e la povertà di questa dimora dava un distacco più grande, esaltando ancor di più l’identità Mia. Fui gioia per i Miei e per coloro i quali erano prossimi a venire per adorarMi e nutrirMi: i pastori.
Io guardavo intorno e tutto Mi parea già familiare, poiché fui Io spontaneamente e per Amore del Padre Mio a volerMene subito innamorare, ma mai ebbi a legarMi alla vostra terra, poiché, sebbene venni per essa, questa non doveva esser altro che sgabello dei Miei piedi.

Vi amai tutti e le Mie tenere carni, punte dalla paglia, già vi preparavano a mirarMi come Martire dei martiri!(Qui termina).

(10.3.1996 - in occasione del pellegrinaggio di Debora in Terra Santa)

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