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Tempi di Maria
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Meditazione sulla preghiera dell'Angelus Domini – Di Padre Stefano Maria Manelli

UN ARGOMENTO MOLTO ADATTO PER COMMEMORARE LO SPLENDIDO PRODIGIO DELLA MIRACOLOSA TRASLAZIONE DELLA SANTA CASA DI LORETO CHE OGGI CELEBRIAMO CON GIOIA (10 Dicembre)

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LA PREGIHERA DELL'ANGELUS DOMINI


Dopo la preghiera dell'Ave Maria, da quasi un millennio c’è stata nella Chiesa Cattolica la tradizionale preghiera dell'Angelus Domini, che si recita tre volte al giorno: al mattino, a mezzogiorno, al vespro. Si tratta di una tradizione legata, fin dagli inizi, al Francescanesimo. Per primo, infatti, fu san Bonaventura, Ministro Generale dei Frati Minori, a istituire questa bellissima devozione alla Madre del Verbo Incarnato. A lui tocca l’onore di aver istituito, per primo, questa dolcissima devozione alla Madre del Verbo Incarnato, introducendo la preghiera dell’Ave Maria al suono della campana della sera. Nel Capitolo Generale dei Frati Minori, tenuto a Pisa nel 1263, infatti, il Dottore Serafico stabilì che i suoi religiosi esortassero caldamente il popolo a salutare la Vergine Madre al segno della campana dato dopo Compieta, in onore e a ricordo del mistero dell’Incarnazione, perché si credeva che in quell’ora della sera la Madonna fosse stata visitata dall’angelo.

Con il tempo, in seguito, la devozione si diffuse anche in parecchie Nazioni, soprattutto nei molti Paesi dove arrivavano i Frati Minori, i quali insegnarono a rinnovare la preghiera dell’Angelus Domini anche al mattino e a mezzogiorno. Precisando sempre meglio, nel tempo, il significato della pratica dell'Angelus che, alla sera richiama alla memoria il mistero dell’Incarnazione del Verbo nel grembo vergine dell’Immacolata, al mattino vale come “saluto alla stella del Mattino”, a mezzogiorno come preghiera della pace. Grande è stata la diffusione della preghiera dell’Angelus Domini e grande è il profitto spirituale che essa dona a tutti, ogni giorno. Sono tre momenti particolari di preghiera che accompagnano il cristiano lungo il giorno: al mattino, a mezzogiorno e al vespro. Se siamo fedeli, sono tre momenti di preghiera che ottengono grazie e benedizioni; sono brevi soste lungo il giorno per l’anima che si eleva a Dio, alla Madonna, per ricevere aiuto e sostegno nel cammino della vita così spesso duro e travagliato. Con la Madonna possiamo e dobbiamo sentirci al sicuro, perché Ella è la nostra divina Mamma.

Gli esempi dei santi

Gli esempi dei santi fanno sempre scuola per tutti noi e per questo è facile leggere nelle vite dei santi e delle sante quanto bene faceva questa devozione giornaliera della recita dell'Angelus Domini al mattino, a mezzogiorno e a sera. In particolare, nelle famiglie come quella di san Giovanni Bosco, di santa Teresa di Gesù Bambino, del papa san Pio X, di santa Gemma Galgani, di san Massimiliano M. Kolbe, e così via, era ogni giorno e ogni volta un piccolo spettacolo edificante o evento di grazia vedere l'intera famiglia che si fermava, si radunava e recitava la preghiera dell'Angelus, rivolgendosi alla Madonna con grande fede, speranza e carità per ottenere assistenza e benedizioni.

Si può ricordare, qui, in particolare, il grande esempio del papa san Pio X, che era attentissimo alla recita dell'Angelus, dovunque si trovasse. E fu esperienza di molte persone e pellegrini, infatti, la vista del volto di san Pio X mentre egli recitava la preghiera dell’Angelus Domini, in specie durante l'udienza pontificia. Nella recita della preghiera dell’Angelus Domini, il volto del papa san Pio X, attento e raccolto profondamente, acquistava sempre più una luminosità così intensa da diventare “splendore” e i suoi occhi brillavano di incanto soave in modo così radioso da dare netta l'impressione di “vedere”, per cui non pochi potevano esclamare anche a voce alta: «Il Papa vede la Madonna!».

Si può ricordare, qui, anche l'esempio edificante di san Giuseppe Moscati, laico santo, medico zelante per la salute del corpo e dell'anima di ogni uomo. Questo santo medico aveva di solito la corona del Rosario in tasca e al suono della campana dell’Angelus era sempre pronto a prendere il Rosario dalla tasca per recitare piamente e devotamente la preghiera dell’Angelus Domini. E ciò avveniva ogni volta, anche in luoghi diversi, sia mentre insegnava all'università (edificando tutti gli studenti universitari), sia mentre stava facendo visite mediche agli infermi, sia quando era in strada o in viaggio... Non mancava mai a quell'incontro di preghiera ricco di tante grazie!

Si può ricordare, infine, l'esempio ammirabile di san Pio da Pietrelcina, quando al vespro, di solito, trascorreva una mezz'ora di tempo sulla veranda del convento, in compagnia di un gruppetto di figli spirituali, raccontando o parlando dì cose spirituali, fino al suono della campana dell’Angelus, quando si concludeva subito rincontro con la recita dell’Angelus Domini, tutti insieme a padre Pio. Era un pregare così intenso quello!... Come dimenticare la figura di padre Pio, così devoto e raccolto da incantarci?... Quanta grazia di devozione in quel suo pregare, quanta grazia di elevazione egli comunicava anche ai presenti alle parole dell’Angelus che ci ripresentavano il mistero dell’Incarnazione redentrice nel grembo vergine dell’Immacolata!...

L’Angelus Domini: ogni giorno

Facciamo nostri gli insegnamenti dei santi se vogliamo santificarci e non restare cristiani “mediocri , cristiani da “compromesso” o cristiani “metà e metà” . Alla scuola dei santi e delle sante abbiamo sempre da apprendere a vivere la nostra vocazione cristiana con la fedeltà dovuta, che piace a Dio e fa meritare il Paradiso. Facciamo nostro, perciò, anche il proposito dei santi, sempre fedeli, ogni giorno, alla recita attenta e devota della preghiera dell’Angelus domini, al mattino, a mezzogiorno e alla sera. Sono tre momenti di preghiera breve, ma intensa e ricca di grazie, che ci dona pace, purità, luce e sostegno per vivere santamente la giornata. Non sciupiamo queste occasioni di grazie che aiutano a santificarsi di giorno in giorno. Al mattino appena svegli, a mezzogiorno nel cuore della giornata, al vespro a chiusura della giornata, possiamo affidare per tre volte la nostra anima e il nostro corpo alla divina Mamma di Gesù e Madre nostra. Ella non potrà non accogliere la nostra preghiera dell’Angelus rispondendoci ogni volta con la sua Maternità d’amore che non si stanca mai di amarci, assisterci e sostenerci nel cammino verso il Paradiso.

Meditazione di:
Padre Stefano Maria Manelli, Fondatore dei Francescani dell'Immacolata
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