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Da Fatima a Manduria...sul senso del peccato!

Il dramma della storia umana, toccata dal peccato, è presentato con una lucidezza viva nel messaggio di Fatima. Il dramma del peccato è qui profeticamente denunciato, tradotto dalle visioni dell’Inferno, dalle città in rovina e dai numerosi riferimenti ai peccati, sui quali ricade l’attenzione della misericordia divina. Il peccato traspare come la genesi della tragedia umana, affrontando la quale scaturisce l’urgenza della conversione. Dal profondo distacco, la conversione è adesione all’amore di Dio. L’appello alla conversione è il nucleo del messaggio di Fatima ed evoca il dramma della redenzione.

Affrontando la visione dell’Inferno, la piccola Giacinta chiede:
“Che peccati fa quella gente per andare all’ Inferno?” e la cugina Lucia, nell’innocenza della sua infanzia, tenta una risposta: “Non so. Forse il peccato di non andare a messa la domenica, di rubare, di dire brutte parole, di imprecare e di bestemmiare”. La dimensione personale della conversione è centrale nel messaggio di Fatima.
Contemporaneamente l’appello alla conversione presente nel messaggio di Fatima non si esaurisce nella sua dimensione personale: questa è altresì chiamata al donare sè stessi ai fini della conversione altrui e ai fini della conversione degli avvenimenti storici, nella certezza che la comunità dei credenti, attraverso i discepoli di Cristo, assumerà il ministero della conversione. Sin dalla prima preghiera dell’Angelo, il dramma del male è presente:
“Vi chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano e non Vi amano”. I sacrifici fatti per la conversione dei peccatori saranno l’espressione stessa dell’offerta che i pastorelli fanno di sé stessi in funzione dei molti.
Il sacrificio è, nel contesto del messaggio di Fatima, espressione dell’amore di Dio e del prossimo, come nei vangeli, nei quali l’espressione estrema dell’amore di Dio si traduce nel sacrificio di Cristo. Come riconosce Suor Lucia «in tutto il Messaggio, sin dalle apparizioni dell’angelo, ricorre l’appello alla preghiera e al sacrificio offerto a Dio per amore e per la conversione dei peccatori». L’amore è l’unica ragione del sacrificio. Il messaggio di Fatima riconosce, con tutto il realismo, che il sacrificio è un’esigenza di amore alla quale l’amante non può rinunciare.
Se da un lato il sacrificio è processo di accettazione della verità di tutto ciò che caratterizza le nostre vite – è per questo che l’Angelo chiede ai pastorelli che accettino soprattutto
«le sofferenze che il Signore gli invierà» - , dall’altro è altresì partecipazione al mistero di Cristo redentore, nella sua missione di riunire tutti nelle redini del Padre, abbandonando gli altri nella solitudine delle proprie colpe – è per questo che Maria sfida i pastorelli al sacrificio per la conversione dei peccatori. (www.fatima.pt/pt/)

Dagli eventi storici susseguiti dopo il 1917 si nota che l’appello alla conversione richiesto dalla “Signora” non ha sortito i frutti sperati per salvare il mondo da catastrofi spirituali e materiali cui si è andato incontro a causa del peccato. Da allora la Madonna è stata pellegrina nel mondo portano con sé l’invito a ritornare a Dio affinché l’uomo ritorni ad essere la creatura fatta “a Sua immagine e somiglianza”. Si sono registrate dunque diverse mariofanie fino a giungere a Manduria che rappresenta l’ultima apparizione, in senso teo-escatologico, per la salvezza dell’uomo.
Meditando sull’immagine della Vergine dell’Eucaristia, poi, essa sembra rivelare ciò che si cela sotto quel cuore coronato di spine (a Fatima), preoccupato e dolorante per le sorti future del Figlio racchiuso nei mistici veli eucaristici. E le parole del’Angelo nelle prime apparizioni ai pastorelli
(“Mio Dio, io credo, adoro, spero…”) sembrano quasi presagire ciò che ne sarebbe stato, nelle generazioni future, dell’Eucaristia proprio a causa del peccato.

“...Figlia mia, attraverso Manduria
l’umanità ha ricevuto l’ultimo appello
che per secoli è stato motivo del dolore più acuto
al Cuore del Tre volte Santo:

non spodestare Colui
che Regna nel Tabernacolo.

Lo Spirito dice: per Lui la Chiesa
vive senza tramonto, il mondo non ruota invano,
la famiglia, primo altare del Suo Amore,
è fulcro dell’attesa e del compimento
della Sua promessa.
Cara figlia, io vi ringrazio per ogni sacrificio,
per ogni sofferenza, per ogni dolore accolto,
per ogni anima che ha consacrato e consumato
sé stessa nell’obbedienza delle mie parole,
Gesù in ciò si è glorificato e ha iscritto
il vostro nome nell’eterna beatitudine”
(29.08.2005)


Proseguendo lungo la veste della Vergine SS, Ella sembra rivelare il significato della stella, posta in basso nella veste a Fatima: il pontificato di Giovanni Paolo II, che avrebbe dato inizio al progetto di consacrazione al Suo Cuore Immacolato iniziato a Fatima.

“...Io vi invito a guardare attentamente il segno
che porto sulla mia veste (il simbolo del Papa).
Desidero che voi comprendiate
quanto mi è caro questo successore di Pietro.
Io continuo a pellegrinare nel mondo
perché egli sia accolto e seguito attraverso
a Devozione al mio Cuore Immacolato…”
(23.01.1999)


Il senso del sacrificio, poi, iniziato a Fatima, è stato ampiamente ripreso ed accolto da molti giovani che hanno accolto nel cuore l’appello della Vergine dell’Eucaristia offrendosi come piccole anime-ostie, apostoli-operai al servizio della Madre.
Ella ci ha insegnato che il sacrificio e la penitenza possono trasformarsi in autentici mezzi di Riparazione:


“...Mi rivolgo ancora una volta ai giovani,
poiché essi sanno amare
senza limiti e razionalità.
Su di voi il mondo metterà le radici
della Nuova Era: che siano radici d’amore
e sguardi continui rivolti al vostro Gesù,
costantemente inchiodato.
Che il Crocifisso sia la vostra alba
ed il vostro tramonto!
Cari figli, attraverso il Santo Rosario,
sarete più vicini alle sofferenze di Mio Figlio.
Se queste preghiere verranno dettate dal cuore,
molte spine verranno sottratte
al Nobilissimo Cuore di Gesù.
(17.05.1993)

«OffriteMi astinenze e specialmente desidero

il digiuno dal fumo e dalla televisione»
(30.4.1993)

«Figliola, il tempo stringe più che mai
e Io chiedo numerosi sacrifici e
più veglie notturne come atti di Riparazione»

(3.12.1993)

«Come Madre di speranza vi invito
a farvi
promotori di penitenze
per riparare il Cuore di Gesù
»
(23.7.1995)

«
Attraverso la penitenza che vi indico potrete riscoprire Dio e mutare il vostro cuore e la vostra vita… Così riparerete»
(23.2.1999)

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