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La cosiddetta croce di Ercolano nel cubicolo della Casa del Bicentenario

da www.gliscritti.it/…/croce-ercolano

Fu Amedeo Maiuri, nel febbraio del 1938, a scoprire la cosiddetta croce di Ercolano, durante gli scavi della casa che fu appunto detta del Bicentenario (gli scavi di Ercolano erano iniziati nel 1738). Senza esitazione, si pronunciò immediatamente per un simbolo cristiano ed ipotizzò un oggetto di culto, rimosso a motivo di una persecuzione. La Guarducci, a distanza di anni, ha voluto precisare le interpretazioni del Maiuri. Cos'è questa "croce"? Si presenta come un'impronta cruciforme compresa in un pannello di fine stucco bianco. L'oggetto, inserito nello stucco e poi rimosso, doveva essere di legno. Sono visibili i segni presso l'incontro dei due tratti della croce e al di sotto del tratto verticale dove si fece forza per staccare l'oggetto dal muro. La Guarducci sottolinea giustamente che non fu tolto a motivo di paura, altrimenti sarebbe stata rimossa l'intera impronta. L'armadietto che è stato ritrovato in basso deve essere appartenuto all'abitante della camera successivo al proprietario della croce e, quindi, non dovrebbe avere avuto alcuna relazione con la croce stessa. L'analisi della Guarducci ha evidenziato le espansioni laterali della croce terminanti con leggere apicature che le hanno fatto ipotizzare l'identificazione della lettera tau (T) che presso gli antichi cristiani cominciò ben presto a rappresentare simbolicamente la croce di Cristo.

A suo dire non c'è alcun problema per una datazione così precoce del simbolo, dato che letterariamente troviamo già nell'epistolario paolino la chiara affermazione della gloria della croce, che pure è infamia per ebrei e greci (cfr. 1Cor1,21-23; Gal6,14, Col2, 14).

La croce di Pompei, nella Casa di Pansa
La Guarducci, a sostegno della sua tesi, cita il ritrovamento di un altro reperto, meno famoso, la croce di Pompei. Era un oggetto in stucco, a rilievo, che fu trovato durante gli scavi all'esterno della cosiddetta Casa di Pansa. F.Mazois ne fece un disegno nel 1824, che è riprodotto nella foto. Le intemperie hanno rapidamente distrutto questo segno cruciforme che oggi non è più visibile. Per la Guarducci è un secondo esempio, più chiaro del precedente, del simbolismo alfabetico cristiano del tau-croce.
@alda Grazie per la sollecitudine nel mantenere la promessa. Sono notizie che arricchiscono le mie conoscenza dell'arte (modeste ma non superficiali) ma più ancora commuovono il cuore. Mi riportano alla fede delle prime Comunità cristiane, quella meravigliosa fede che tanto bene ha poi saputo suscitare nella Chiesa e nella storia, fede giunta fino a oggi, della quale siamo anche noi loro …More
@alda Grazie per la sollecitudine nel mantenere la promessa. Sono notizie che arricchiscono le mie conoscenza dell'arte (modeste ma non superficiali) ma più ancora commuovono il cuore. Mi riportano alla fede delle prime Comunità cristiane, quella meravigliosa fede che tanto bene ha poi saputo suscitare nella Chiesa e nella storia, fede giunta fino a oggi, della quale siamo anche noi loro debitori. Il Signore ci aiuti ad esserne altrettanto buoni testimoni.
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@giandreoli Per approfondire il dato della scoperta cfr. www.bollettinodarte.beniculturali.it/…/1426175712646_0… pp. 187-191 dove si dice che l'armadietto sottostante è un altare.
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