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Estasi e visioni di Satana Veronica Giuliani: "la Chiesa Santa sta in grandissimo pericolo”


Santa Veronica Giuliani il 10 dicembre 1715 viene portata a visitare in spirito il santuario di Loreto; in quella casa la Madonna le dice:

Figlia, fa’ l’obbedienza… "Sono la vera Madre di Dio… chiedi tutte le grazie; io sono mezzana fra Dio e le creature, e tutte le grazie passano per le mie mani (D III, 957)".

… A proposito è interessante il colloquio che si svolge tra Madre e figlia il 13 febbraio dell’anno seguente durante “un breve raccoglimento”:

“Maria SSma mi ha dato un caro abbracciamento ed, in quell’istante, mi ha fatto cenno verso il suo cuore, dicendomi: Ricordati che questo cuore è fonte di grazie.

Mi ha poi confermato nel patire; e pare a me, che mi abbia detto, di nuovo, che
il suo Figlio Santissimo non ha deposto i flagelli e che la Chiesa Santa sta in grandissimo pericolo.

La mia Mamma SS.ma dicevami : Figlia, prega e fa’ pregare; e io le dicevo: Mamma SS.ma, Voi mettetevi per mezzana, difendeteci; speriamo in Voi.

Allora Ella soggiunse: Figlia, nel mondo vi sono grandi offese a Dio; non vi è più fede; ed i Cristiani calpestano il santissimo sangue del mio Figlio. Vedi; molti ingannatori fingono di essere cristiani e sono eretici. Prega e fa’ pregare: orazione, penitenza ed emendazione.

In questo mentre, parvemi sentire una voce che, tre volte, disse: Guai a Roma! O Roma, o Roma ingrata! ed in questo, Maria Santissima divenne assai mesta e quasi come piangente.
Parvemi vederla afflitta, nel modo che stava sotto la croce sul Calvario (D III, 1013)”.

Un’altra bella pagina di Santa Veronica Giuliani, 27 dicembre 1714:

“In un tratto (Gesù) mi dichiarò che, subito nato, esso patì croce, spine, flagelli, le prime sue 24 ore esso provò in sé tutto ciò che patì nelle 24 ore della sua Passione Santissima. In un tratto si mutò in modo tutto sudante di sangue, aperti tutti i pori di sua vita; quel Santissimo Sangue invitava me a penare.

Maria santissima stava mirando il Suo Figlio in modo come anch’Ella fosse coadiutrice per la nostra Redenzione. il Figlio e la Madre uniformi insieme alla volontà dell’eterno Padre, pativano e sanguinavano d’amore: il patire ci mostra l’amore!
(D V, 202)”.

Domenica è la prima di Quaresima: lasciamo ‘riposare’ il nostro Redentore…
... tocca a noi cattolici completare ciò che manca alla Sua Passione... e allo stesso tempo decidersi di fare l’atto di obbedienza richiesta dalla nostra Tenera e Amabile Madre: consacrarsi definitivamente al Suo Cuore Immacolato - via breve e sicura per la nostra e altrui salvezza eterna - che presto trionferà e... preghiera incessante, 'che non conosce sosta' diceva padre Pio!

In Cordibus Jesu et Mariae

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I Brani sono stati estratti dal volume “La Madonna in Santa Veronica Giuliani”, di Angelo Pizzarelli

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Dopo un inspiegabile oblio, in suo onore, all’improvviso – quasi come un segno celeste per i nostri tempi – nascono nuove associazioni di fedeli, vengono scritti nuovi libri, innalzati santuari, girati film. Sembra proprio che sia scoccata l’ora di santa Veronica Giuliani (1660-1727), «il più sublime e necessario soggetto di studio che si sia prodotto dopo il Vangelo» (così Benjamin Dausse, membro corrispondente dell’Accademia francese delle Scienze), tanto che – e questa volta a parlare è papa Leone XIII – «nessuna creatura umana, tranne la Madre di Dio, fu ornata più di lei di doni soprannaturali».

Fenomeni mistici unici (e un Diario dettato dalla Vergine)

Il Papa della Rerum Novarum non sbagliava. Quanto ad esperienze mistiche questa santa sconosciuta ai più che però Pio IX definì «non una santa, ma un gigante di santità» – la cui missione incentrata sull’espiazione, come profetizzato dal cardinal Palazzini, «deve ancora cominciare nella Chiesa» – nel panorama agiografico sembra non avere pari con nessuno. Impossibile elencare tutti i fenomeni mistici da lei vissuti. Impossibile nonché problematico, se non fossero certificati da scritti, testimonianze, bolli notarili, autopsie. Oltre ad essere l’unica cappuccina stimmatizzata della storia; oltre a ricevere misticamente l’incoronazione di spine (causa di gonfiori alla testa che i medici con le loro cure non facevano che aggravare); oltre ad aver bevuto il calice del Getsemani (talmente amaro che tutto ciò che la circondava diventava fiele: cibo, acqua, finanche l’aria, arrivando anche lei a piangere lacrime di sangue); oltre a veder appoggiata sulla sua spalla la pesantissima croce del Calvario fino a che l’osso ne resterà incavato (lo attesterà l’autopsia); oltre a ricevere flagellazioni (da mani invisibili, fino a far scorrere sangue per terra davanti agli occhi delle monache); oltre a dialogare fin da bambina con Maria e Gesù; oltre a questo e a molto altro, Veronica visitò il Paradiso, il Purgatorio e sette volte l’Inferno, che descrisse in maniera dettagliatissima e spaventosa. Lo fece per ubbidienza al suo padre spirituale.

Come per pura ubbidienza scrisse il suo incredibile Diario, Il poema dell’amore e del dolore, un tesoro nascosto di 22 mila pagine diventato in questi ultimi anni prezioso oggetto di studio per i teologi di tutto il mondo (e di cui ultimamente si susseguono ristampe e traduzioni). Uno specialissimo Diario – «tra le pagine più belle ed elevate della letteratura mistica» scriveva Bargellini – durato 34 anni, di cui gli ultimi sette dettati direttamente dalla Vergine.

Chi è questa santa sconosciuta?

Ma chi è Veronica Giuliani? Chi è quest’incredibile e semisconosciuta mistica tutta votata a Dio? Chi è questa “maestra della dottrina dell’espiazione”, come la additò nel 1981 quel cardinal Palazzini (preside della Pontificia Università Lateranense nominato da Giovanni Paolo II prefetto per la Congregazione delle cause dei santi) nell’atto di proporre ufficialmente per Veronica Giuliani il titolo di Dottore della Chiesa? Più recentemente sarà l’episcopato dell’Italia centrale (insieme all’ordine dei frati cappuccini) a indirizzare un appello al Santo Padre affinché la santa venga proclamata Dottore della Chiesa.

Orsola Giuliani nasce a Mercatello sul Metauro, paesino poco distante da Urbino, il 27 dicembre 1660. È la più piccola tra cinque sorelle, quattro diventeranno suore. Come il padre, neanche il vescovo vuole che Orsola (questo il suo vero nome) entri in convento: è troppo giovane e troppo bella, meglio darla in sposa ad un rampollo della nobiltà locale. Le lacrime della fanciulla, però, fanno sì che il vescovo accetti la sua consacrazione dandole il nome (provvidenziale) di Veronica. Colei che per gli agiografi sarà la “Veronica” della Via Crucis scelse per sé il più povero convento delle cappuccine della zona, quello di Città di Castello, vicino a Perugia.

A seguito di quelle stimmate che la santa non poté nascondere, le umiliazioni sopportate dopo che il Sant’Uffizio prese su di sé il caso furono durissime: per cinquanta giorni fu rinchiusa nell’infermeria in totale isolamento. Su tutto vinsero la sua grande obbedienza e umiltà. Vinse l’espiazione, l’eroico anelito all’immolazione nel desiderio di convertire tutti. «Crocifiggete me! Io mi offro perché i peccatori mi inchiodino al Vostro posto!», così andava ripetendo Veronica al “suo” Gesù. Non è un caso se la maggior parte delle sue esperienze intime hanno come indiscusso protagonista il suo cuore: incendi, bussi, impeti, ferite, dardi, chiodi.

Incredibile è il fenomeno della sostituzione del «cuore ferito» (il suo) per il «cuore amoroso» (del Signore), un gioco mistico che riempirà molte volte le pagine più vivaci del suo Diario. Altre volte Veronica nel suo petto custodisce letteralmente due cuori: il suo e quello di Gesù. Il primo batte normalmente, il secondo le solleva le costole, tanto che in convento le consorelle, anche da lontano, ne sentono il battito. Vedono Veronica bruciare per l’effetto del fuoco di questo “secondo cuore” e per refrigerio corrono ad immergerle le mani nell’acqua, che.. inizia subito a bollire.

Chiaro che all’uomo iper-razionalista di oggi i fenomeni mistici descritti nel Diario possono apparire autentiche follie. Peccato però che il vescovo di Città di Castello, appena prima dei funerali, prima di procedere all’autopsia, avesse convocato davanti alla santa le figure più rappresentative della città. Se ne conservano ancora i nomi: il governatore Torregiani, il pittore Angelucci, il medico Bordiga, il chirurgo Gentili, il cancelliere Fabbri, il notaio e molti confessori. Nel momento di estrarre il cuore i presenti videro in esso riprodotti i segni puntuali descritti anni addietro da Veronica nel suo Diario. Esattamente come da sua descrizione videro che sul cuore di Veronica era “stampato” tutto: la Croce, la corona di spine, la lancia e la canna legate insieme, l’iscrizione, i martelli, i chiodi, lo stendardo di Cristo Re, le due fiamme simboleggianti l’amore di Dio e l’amore del prossimo, le sette spade dell’Addolorata, e le iniziali del Nome di Gesù e di Maria.

Alla morte della santa, preannunciate anni prima al suo confessore, le ultime parole di Veronica furono: «L’Amore si è fatto trovare! Questa è la causa del mio patire. Ditelo a tutte, ditelo a tutte!».

Fonte:

www.tempi.it/veronica-giulia…
Questo è il vero oggetto della discordia nello Scisma della Chiesa moderna. Leggi: www.illibraio.it/dio-patria-fami…
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TommasoG
Grazie!!!
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