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Esorcista rivela: Pachamama è la madre dell'Anticristo

Un sacerdote rivela: pachamama è la madre dell'anticristo.

La domanda è: bisogna andare avanti così o è arrivato il momento di riflettere su cosa si è fatto finora? Cosa ci insegna Apocalisse 9?

Possa essere uno spunto di riflessione per un futuro di benedizione da Dio.

Niko Sanpatrizio
CAUSA E SOLUZIONE DEI CASTIGHI DIVINI

“Con quelle stesse cose per cui uno pecca, con esse è poi castigato”.
(Sapienza 11, 15-16)

Con che cosa pecca l’uomo moderno? Con il corpo, con la superbia della mente, che mette la scienza al posto di Dio e con il cuore, ovvero con il suo egoismo che è la causa di tutti mali. Ed è per questo che il più grande castigo che Dio può dare all’uomo è proprio …More
CAUSA E SOLUZIONE DEI CASTIGHI DIVINI

“Con quelle stesse cose per cui uno pecca, con esse è poi castigato”.
(Sapienza 11, 15-16)

Con che cosa pecca l’uomo moderno? Con il corpo, con la superbia della mente, che mette la scienza al posto di Dio e con il cuore, ovvero con il suo egoismo che è la causa di tutti mali. Ed è per questo che il più grande castigo che Dio può dare all’uomo è proprio quello di lasciarlo in balia di se stesso e dei propri demoni terreni. E se questo non bastasse come non basterà, lo punirà direttamente dal Cielo, con Terremoti, Alluvioni, Tzunami, Vulcani ecc.
Leggiamo cosa Gesù ha detto a due tra le più grandi Mistiche del ventesimo secolo: La serva di Dio Luisa Piccarreta e Maria Valtorta.

“Dice Gesù: «No. Non una volta, né tre volte come dice Eliu in (Gobbe 33, 14-29), ma con inesausta pazienza vi parla Dio per ricondurvi al bene. Con sogni, e tu lo sai, con ispirazioni, con consigli, con esempi, con letture, con dolori, con malattie, con morti, con tutti i modi più dolci e più severi, Egli si rivolge a voi per dirvi: "Io sono. Ricordatevi di Me. Pensate che dimenticare Me e la mia legge vuol dire sovrumana sventura". (Maria Valtorta - QUADERNI DEL 1944 - CAPITOLO 376 - 4 agosto 1944)

“Figlia mia, qui sto nel tuo cuore, e se non ti faccio vedere più nulla, è perché ho lasciato il mondo in balia di sé stesso
. (Luisa Piccarreta – Vol.10 – 18/11/1911)

Voi vi fate strumenti di Satana. Ma io, più potente di Satana, quando giudico esser l’ora di un nuovo diluvio, vi prendo e vi uso gli uni contro gli altri: nazioni contro nazioni e, nel piccolo: parenti o amici contro parenti e amici, per fare dell’uomo la punizione dell’uomo, punendo le colpe dell’uomo attraverso le colpe dell’uomo suo simile. Voi opprimete? E io permetto ad altri di opprimervi. Voi rubate una patria? Ed io permetto ad altri di rubarvi la patria. Bene dice Isaia cap. 10: "Bastone e verga della collera di Dio". Questo siete l’uno con l’altro quando passate la misura. (Maria Valtorta – Quaderni del 1943 – Capitolo 178 - 17 novembre 1943)

“Mille e diecimila si perderanno in ogni angolo della terra. Ma qualcuno sentirà nell’agonia che vi strozza, risuonare la Voce di Dio, e alzerà dalle tenebre la faccia verso la Luce. Quell’uno che torna giustificherà il flagello, poiché - sappilo e pensa quale obbligo avete di custodirla - il prezzo e il valore di un’anima è tale che i tesori della terra non bastano a comperarla. Occorre il Sangue di un Dio. Il mio”. (Maria Valtorta – Quaderni del 1943 – Capitolo 66 - 21 luglio 1943)

Dice Gesù: “I poveri uomini potrebbero obbiettare: "E allora perché permetti alle tempeste singole o collettive di formarsi?". Se Io con la mia potenza distruggessi il Male, quale che sia, voi giungereste a credervi autori del Bene, che in realtà sarebbe mio dono, e non vi ricordereste mai più di Me. Mai più. Avete bisogno, poveri figli, del dolore per ricordarvi che avete un Padre. Come il figliol prodigo che si ricordò di averlo quando ebbe fame. Le sventure servono a farvi persuasi del vostro nulla, della vostra insipienza, causa di tanti errori, e della vostra cattiveria, causa di tanti lutti e dolori, delle vostre colpe, causa di punizione che da voi vi date, e della mia esistenza, della mia potenza, della mia bontà. Ecco quel che vi dice il Vangelo di oggi. Il "vostro" vangelo dell'ora presente, poveri figli. Chiamatemi. Gesù non dorme che perché è angosciato di vedersi disamato da voi. Chiamatemi e verrò”. (Maria Valtorta – Evangelo - VOLUME III - CAPITOLO 185 - 30 gennaio 1944.)

“Figlia mia, l’uomo per la terra ha dimenticato il Cielo, è giusto che gli venga tolto ciò che è terra e vada ramingo senza poter trovare dove rifugiarsi, affinché si ricordi che esiste il Cielo. L’uomo per il corpo ha dimenticato l’anima, sicché tutto al corpo: i piaceri, le comodità, le sontuosità, il lusso ed altro; l’anima: digiuna, priva di tutto, ed in molti morta come se non l’avessero. Ora è giusto che venga privato il corpo, affinché si ricordino che hanno un’anima; ma, oh, quanto è duro l’uomo! La sua durezza Mi costringe a colpirlo di più; chi sa che sotto dei colpi potesse rammollirsi!” (Luisa Piccarreta – Vol.14 – 6/4/192)

“Figlia mia, i peccati strappano dalle mie mani i flagelli, le guerre. Io son costretto a permetterli e, nello stesso tempo, piango e soffro con la creatura”. (Luisa Piccarreta – Vol.11 – 02/05/1915)

“Con tutto ciò che soffro, l’amore Mi spinge a mandare più pesanti flagelli, e questo perché non c’è mezzo più potente per far entrare in se stesso l’uomo e fargli conoscere che cosa è il suo essere, che col fargli vedere disfatto sé stesso; gli altri mezzi pare che lo ingagliardiscono di più”. (Luisa Piccarreta Vol.2 – 24/10/1899)

Ah, figlia mia, è giunto a tanto l’uomo che non posso guardarlo se non con orrore, e se lo guardo è solo da dentro te, perché trovando in te tutte le tenerezze della mia Umanità, le mie preghiere, sento un trasporto di guardarlo con compassione, e per amor tuo risparmierò le loro vite. L’uomo ha bisogno di purghe forti, altrimenti non si ricrede, e perciò travolgerò tutto per rinnovare tutto, farò cose impreviste, castighi nuovi, di cui l’uomo non potrà trovare la cagione, e questo per confonderlo. Ma tu non temere, per amor tuo risparmierò qualche cosa; sento in te, come sentivo nella mia Umanità, la corrente delle comunicazioni con tutte le creature, e perciò Mi è duro non darti e non contentarti in nulla”. (Luisa Piccarreta – Vol.14 – 19/5/1922)

Nell’uomo si vede un’avidità di sangue umano. Lui dalla terra, ed Io dal Cielo vi concorrerò con terremoti, incendi, uragani, disgrazie, da farne morire in buona parte
. (Luisa Piccarreta – Vol.6 – 19/6/1904)

“Ma anche i castighi sono necessari, ciò servirà a preparare il ter-reno per fare che il Regno del Fiat Supremo possa formarsi in mezzo all’umana famiglia. Perciò molte vite scompariranno dal-la faccia della terra, che saranno di ostacolo al trionfo del mio Regno. Perciò, molti castighi di distruzione avverranno, altri ne formeranno le stesse creature per distruggersi l’una l’altra; ma ciò non deve preoccuparti, piuttosto prega che il tutto avvenga per il trionfo del Regno del Fiat Supremo”. (Luisa Piccarreta – Vol.19 – 12/9/1926)

“Figlia mia, tutte le cose nelle mie mani possono essere mezzi per ottenere l’intento che la mia Divina Volontà sia conosciuta e regni in mezzo alle creature. Io farò come un re quando vuole che una città si arrenda al suo dominio: mette l’assedio, le fa toccare con mano che se non si arrendono li farà morire di fame; e quel popolo quando vede che gli mancano i mezzi della vita per vivere, si arrendono, ed il re toglierà l’assedio e dominante entrerà nella città e provvede in modo sovrabbondante a tutti i mezzi della vita, gli dà le feste, i divertimenti e rende quel popolo felice.

In tale modo farò Io; metterò l’assedio alla volontà umana, amareggerò e distruggerò ciò che serve ad alimentarla, e perciò succederanno molti castighi, i quali non saranno altro che l’assedio che farò a tutto ciò ch’è umano, in modo che gli uomini stanchi, disillusi, sentiranno il bisogno che il mio Fiat Divino regni in mezzo a loro; ed Esso non appena vedrà che Lo sospirano, prenderà il dominio, li abbonderà di tutto e li renderà felici. Perciò tu non ti dar pensiero, so Io come devo disporre tutti gli eventi per ottenere l’intento”. (Luisa Piccarreta - Vol.24 – 21/9/1928)

Figlia mia, ciò che non giova oggi, gioverà domani, ciò che ora pare tenebre perché trova menti cieche, domani per altri che hanno gli occhi si cambieranno in sole; e quanto bene faranno! Onde continuiamo ciò che abbiamo fatto, facciamo da parte nostra ciò che ci vuole, affinché nulla manchi di aiuto, di luce, di bene, di Verità sorprendenti, perché sia conosciuta la mia Volontà e regni. Io Me ne servirò di tutti i mezzi di amore, di grazie, di castighi; toccherò tutti i lati delle creature per far regnare la mia Volontà, e quando parrà come se il vero bene morisse, risorgerà più bello e maestoso”. (Luisa Piccarreta - Vol.36 – 18/9/1938)

Quindi per concludere, cosa fare per fermare gli incessanti castighi che non si fermeranno se non torniamo a Dio? Ecco la soluzione suggeritaci dalla Madonna di Fatima.

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Simone68
Siamo vicini all' abominio della desolazione ......