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Fatima.

È preferibile tutto allo essere i novelli Iscariota

Valtorta – Quaderni - 20 maggio 1944

(LE SPADE CHE TRAFISSERO IL CUORE DI MARIA)

(…) LA QUINTA SPADA FU PER LA CONOSCENZA CHE QUEL SANGUE, COLANTE COME TANTI RIVOLI DI SALUTE DALLE MEMBRA LACERATE, SAREBBE SEMPRE STATO BESTEMMIATO.
EPPURE PARLAVA, QUEL SANGUE, E PARLA.
GRIDA CON VOCE D’AMORE E CHIAMA. E GLI UOMINI NON L’HANNO VOLUTO E NON LO VOGLIONO INTENDERE.
SI AFFOLLAVANO INTORNO AL MESSIA PER CHIEDERE SALUTE ALLE LORO MALATTIE E LO SUPPLICAVANO DI DIR LORO UNA PAROLA.
E NEL MOMENTO CHE EGLI NON USAVA TOCCO DI DITA, NÉ POLVERE E SPUTO, MA LA SUA VITA E IL SUO SANGUE DAVA PER GUARIRLI DELLA VERA, UNICA, INCANCELLABILE MALATTIA: “LA COLPA”, ESSI LO SFUGGIVANO PIÙ DI UN LEBBROSO.
E LO SFUGGONO.
“RICADA SU DI NOI QUEL SANGUE”.
OH! CHE RICADRÀ L’ULTIMO GIORNO PER CHIEDERE LORO RAGIONE DEL LORO ODIO E, POSTO CHE NON LO VOLLERO AMARE, MALEDIRÀ.
ED IO, MADRE, NON DEVO SOFFRIRE VEDENDO CHE TANTI MIEI FIGLI HANNO MERITATO DI ESSER MALEDETTI E RECISI PER SEMPRE DALLA SPIRITUALE FAMIGLIA DEL CIELO IN CUI IO SONO LA MADRE E IL MIO GESÙ IL PRIMOGENITO E IL FRATELLO PRIMO?
QUANDO RICEVETTI LA SPOGLIA ESANIME DEL MIO DIO E FIGLIO E POTEI UNA PER UNA NUMERARE LE SUE FERITE, SENTII LACERARSI IL SENO MIO.
OH! IL DOLORE DEL GENERARE IO NON LO CONOBBI.
MA QUESTO L’HO CONOSCIUTO E NON C’È DOGLIA DI GENITRICE CHE POSSA STARE AL PARI DI QUESTA.
TUTTO IL DOLORE DI CREDENTE, TUTTO IL DOLORE DI MADRE SI SONO FUSI IN UN UNICO DOLORE.
E SU QUESTA, BASE ALLA MIA CROCE COME IL CALVARIO LO FU ALLA CROCE DEL MIO SIGNORE, ECCO IL DOLORE.
HO VISTO NON GESÙ MORTO NEI VOSTRI CUORI. EGLI NON MUORE. MA I VOSTRI CUORI MORTI A LUI.
HO VISTO IN QUANTI CUORI EGLI SAREBBE STATO POSATO COME SU FREDDA SPOGLIA.
PER QUANTO INUTILMENTE AVREBBE COMANDATO: “SORGI!”. L’UOMO CHE NON VUOLE VIVERE. CHE NON VUOLESORGERE. IL SACRAMENTO DELLA VITA RICUSATO O ACCOLTO SACRILEGAMENTE ANCHE QUANDO I MOMENTI DELLA VOSTRA ESISTENZA SONO CONTATI. I GIUDA INNUMEREVOLI CHE NON SANNO CON UNA ONESTA CONVERSIONE RENDERSI DEGNI DI RICEVERE IL LORO DIO FERITO E CHE IL LORO PENTIMENTO GUARIREBBE.
GUARDA, MARIA. È PREFERIBILE TUTTO ALL’ESSERE I NOVELLI ISCARIOTA.
EPPURE È IL PECCATO CHE SI FA CON PIÙ INDIFFERENZA.
E NON DA SOLO GRANDI PECCATORI. MA ANCHE DA MOLTO CHE PAIONO E SI CREDONO FEDELI AL FIGLIO MIO.
EGLI LI CHIAMA: “I FARISEI DI ORA”.
LI PUOI DISTINGUERE DALLE LORO OPERE. IL CONTATTO CON IL FIGLIO MIO NON LI PUÒ FARE MIGLIORI.
MA ANZI LA LORO VITA È LA NEGAZIONE DELLA CARITÀ E PERCIÒ DI DIO. SONO DEI MORTI, SE NON ALLA GRAZIA, AI FRUTTI DELLA STESSA.
NON HANNO VITALITÀ. GESÙ NON PUÒ AGIRE IN LORO PERCHÉ DA PARTE LORO NON VI È RISPONDENZA.
SONO COLORO CHE PRECEDONO DI UNA SOLA MISURAQUELLI CHE DI CRISTIANI HANNO SOLO IL NOME.
TEMPLI SCONSACRATI QUESTI E PROFANATI DALLA PUTREDINE DI TUTTI I VIZI, NEI QUALI IL NOME, SOLO IL NOME DI CRISTO STA COME VI FU NEL SEPOLCRO IL CORPO DEL MIO GESÙ.
SENZA VITA ESSI PURE.
E SE NEL GETSEMANI LA CONOSCENZA DI TUTTI COLORO PER CUI IL SACRIFICIO SAREBBE STATO INUTILE FU IL MARTIRIO SPIRITUALEDEL FIGLIO MIO, NEL BACIARE NELL’ULTIMO ADDIO GESÙ, QUESTA VISIONE FU IL MIO STRAZIO.
NÉ CESSA. NO. LE SPADE SONO SEMPRE NEL MIO CUORE PERCHÉ L’UOMO CONTINUA A DARE AD ESSO I SUOI SETTE DOLORI.
FINCHÉ IL NUMERO DEI SALVATI NON SARÀ COMPITO E COMPLETA LA GLORIA DI DIO NEI SUOI BEATI, IO SOFFRIRÒ NEL MIO DOLORE DUPLICE DI MADRE CHE VEDE OFFESO IL PRIMOGENITO E DI MADRE CHE VEDE TROPPI FIGLI PREFERIRE L’ESILIO ETERNO ALLA DIMORA DEL PADRE.