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La stele di Merneptah

La stele di Israele o di Merneptah

Il più antico riferimento ad Israele da fonti esterne alla Bibbia
Nel 1896, a Tebe, in Egitto, il noto egittologo britannico Flinders Petrie (1853-1942) ritrovò, in un edificio eretto in onore di Merneptah, faraone della XIX dinastia e 13° figlio del grande Ramses II, che regnò all’incirca dal 1212 al 1202 a.E.V.. È una lastra di pietra di basalto commemorativa di un trionfo militare. Merneptah salì al trono all’età di 60 anni e regnò nel XIII secolo a.C. L’iscrizione in suo onore fu incisa per celebrare una vittoria ottenuta nel quinto anno del suo regno contro i libici.

Che importanza riveste questa iscrizione? Il saggista Hershel Shanks risponde: “La stele di Merneptah mostra che nel 1212 a.E.V. esisteva un popolo chiamato Israele, e che il faraone d’Egitto non soltanto lo conosceva, ma riteneva pure un vanto il fatto di averlo sconfitto in battaglia”. William G. Dever, docente di archeologia del Vicino Oriente, commenta: “La stele di Merneptah dichiara inequivocabilmente: In Canaan esiste un popolo che chiama se stesso ‘Israele’ e che quindi è chiamato ‘Israele’ dagli egiziani, i quali in fin dei conti non sono certo influenzati dal testo biblico e non possono avere inventato questo specifico popolo chiamato ‘Israele’ unicamente per i propri scopi propagandistici”.


Statua del faraone Merneptah

La stele, conservata al museo del Cairo, è alta circa 3 metri, termina con alcune note che ricordano una vittoria precedente dello stesso faraone, questa volta contro Canaan. Nell’elenco delle popolazioni sconfitte nella spedizione figura anche Israele: “Canaan è stata totalmente saccheggiata, Ascalona è stata deportata prigioniera, Ghezer è stata presa, Jenoam è stata distrutta. Israele è devastato e non ha più discendenza, la Siria è ridotta a vedovanza dall’Egitto […]”.

L’invasione di Canaan da parte di Merneptah risale al tempo dei Giudici e sebbene non sia menzionata nella Bibbia, è utilissima per dimostrare che a quel tempo Israele risiedeva già stabilmente in Canaan. La Stele è la prima testimonianza archeologica in cui compare il nome di Israele ed anticipa di 400 anni il primo riferimento extra biblico al popolo di Dio, un fatto eccezionale che ha spinto a ribattezzare il reperto “Stele di Israele”. Senza, non vi sarebbero prove esterne alla Bibbia dell’insediamento di Israele in Canaan prima del 1200 a.C.
La combinazione di tre segni, un’asta spezzata e un uomo e una donna seduti, indica che Israele è un popolo straniero.

Grazie a questa testimonianza gli studiosi, spesso critici verso la cronologia biblica, hanno dovuto rivedere la data dell’Esodo, collocandolo in un periodo necessariamente anteriore al XIII secolo a.C., in quanto non solo Israele era già in Canaan al tempo del faraone Merneptah, ma era anche abbastanza forte da combattere contro l’Egitto, al pari delle altre entità politiche menzionate nell’iscrizione.

Nella Bibbia il termine “Israele” compare per la prima volta quando questo nome viene dato al patriarca Giacobbe. I discendenti dei 12 figli di Giacobbe furono chiamati “i figli d’Israele”. (Genesi 32:22-28, 32; 35:9, 10) Anni dopo, sia il profeta Mosè che il faraone d’Egitto usarono il termine “Israele” per indicare i discendenti di Giacobbe. (Esodo 5:1, 2) La stele di Merneptah è il più antico riferimento extrabiblico, tra le fonti di cui disponiamo, a un popolo chiamato Israele.


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