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MESE DEL SANTISSIMO ROSARIO - Beato Alano della Rupe: - Il Beato Alano in persona racconta come divenne Sposo della Madre di Dio e Apostolo del Rosario. (cf. Apologia cap. 10). - I. Il Dio eccels…More
MESE DEL SANTISSIMO ROSARIO

- Beato Alano della Rupe:
- Il Beato Alano in persona racconta come divenne Sposo della Madre di Dio e Apostolo del Rosario. (cf. Apologia cap. 10).


- I. Il Dio eccelso nella Misericordia e
nella Consolazione, che sovrabbonda nella
Bontà, nel Perdono e nell’Amore, si
compiacque di rivelare il Rosario di Cristo e
di Maria, da lungo tempo sepolto nell’oblio
dalla dimenticanza degli uomini, ad un Frate
dell’Ordine dei Domenicani.

1. Così, la Grazia di Dio si degnò di
operare inenarrabili e innumerevoli prodigi,
per mezzo di questo Frate Predicatore, che
era particolarmente devoto del Rosario di
Gesù e di Maria.

2. Il predetto Padre, già prima di
pervenire, per vocazione divina, a quella
grazia di straordinaria predicazione, per
lungo tempo era solito offrire a Dio, con
assidua e quotidiana devozione, il Rosario di
Maria, Avvocata e Madre di Dio; e, per
mezzo del Rosario fu liberato dalle
tentazioni del diavolo, della carne e del
mondo, e, immune da esse, trascorreva una
vita sicura insieme a Dio, nell’Istituto della
sua vocazione.
Pur essendo libero da quelle
tentazioni, tuttavia, era tormentato
grandemente da tentazioni insopportabili e
moleste e da lotte assai crudeli, contro cui
dovette lottare.

3. Dio, infatti, così permetteva (come
solo Dio poteva farlo uscire fuori dalla
tentazione: esperienza questa che la Chiesa
conosce per esperienza, e anche oggi
soffre), e questi fu tentato per sette anni
interi assai crudelmente dal diavolo, fu
battuto dalle sue sferze, e ricevette pesanti
percosse con nerbi. Erano talmente feroci
quelle percosse che tormentavano di
continuo la sua vita, che lo avrebbero spinto
verso la disperazione, se la Vergine Madre
di Dio, impietosita, non avesse arrecato
molto spesso all’afflitto soccorso e rimedio.

4. E, talvolta, la forza occulta del
terribile torturatore era così irrefrenabile e
impetuosa, che egli era spinto dallo spirito
della disperazione a darsi violentemente la
morte, apportandola con le proprie mani,
spargendo il respiro vitale e il sangue con
un coltello, o togliendosi la vita con
qualunque altro genere di morte.
Una volta, mentre versava in un
consapevole stato di disperazione
dell’anima, Maria Santissima gli apparve
davanti agli occhi, all’improvviso, nella
Chiesa del suo Sacro Ordine, dissolvendo la
tentazione.

5. Quando, ahimè, in quel momento di
disperazione, egli portò la sua mano al
coltello, estraendolo dal fodero, e, senza
rendersi conto della gravità del gesto,
rivolse il braccio contro se stesso,
scagliando la lama affilata alla propria gola,
con un colpo così deciso e mirato, che
certamente avrebbe reciso completamente
la gola, causando la morte istantanea: ed
ecco, gli apparve, d’improvviso, in Suo
Soccorso, l’Amorevole Maria, la quale venne
in suo Aiuto e, con prontezza afferrò il suo
braccio, impedendogli l’insano gesto, e,
dando al disperato uno schiaffo, gli disse:
“Che cosa fai, o infelice? Se tu avessi
chiesto il mio Aiuto, come hai fatto le altre
volte, non saresti incorso in un così grande
pericolo”.
Detto questo svanì, e l’infelice rimase
solo.

II. 1. Poco tempo dopo, egli fu colpito
da una gravissima ed incurabile infermità
del corpo, tanto che, tutti coloro che lo
conoscevano, erano sicuri che egli fosse
figlio prossimo della morte.

2. Uscito dalla Chiesa, entrò nella
cella, dove, di nuovo venne accerchiato da
ogni parte dai demoni, che lo tribolavano
nella coscienza, aggravando ancor più la
sua malattia; giaceva nel letto, disperato,
piangeva a dirotto, e pregava e invocava la
Vergine Maria, con queste parole: “Povero
me, mi sento così vicino alla morte!
Ohimè!
Perché sono così sventurato?
Perché il Cielo mi è così avverso?
Perché il Cielo è così crudele verso di
me?
L’inferno mi perseguita; gli uomini mi
abbandonano.
Non so più che pensare, né che dire,
né dove volgermi.
Mi sentivo, o Maria, così forte del tuo
Soccorso, e così sicuro del tuo Aiuto,
invece, ecco, sono così misero!
Che amarezza!
Sono schiacciato da una tremenda
maledizione.
Ahimè!
Per quale motivo sono nato?
Povero me, per quale ragione ho visto
la luce?
Perché sono entrato in quest’Ordine
Religioso, e perché mi sono consacrato?
Perché la vocazione mi ha assegnato
un così lungo e duro servizio?
Dov’è, allora, la verità delle parole di
Colui che disse: “Il mio giogo è soave, e il
mio carico leggero?”.
Dov’è la verità delle parole, che Egli
non permette a noi di essere tentati al di là
di quanto possiamo?
In Verità, so di offendere Dio con
queste parole irriverenti, avrei preferito
piuttosto non esistere, o essere un sasso,
che trascorrere così i giorni della mia vita”.
Diceva tutte queste cose, supplicando
Dio, come Giobbe e Geremia, e si
domandava che senso avesse continuare
così il servizio al Signore per il resto della
sua vita, o non era il caso di abbandonarlo.

III. Mentre egli era assillato da questa
domanda, ecco all'improvviso, venne in suo
soccorso Maria Santissima.

1. Mentre egli, infatti, si dibatteva tra
diversi stati d’animo, ed era incline ora
all’una, ora all’altra cosa, quasi a metà della
drammatica notte, tra la decima e
l’undicesima ora, nella cella ove lui giaceva,
sfolgorò improvvisa una celestiale luce di
immenso splendore, ed in essa apparve
maestosa la Beatissima Vergine Maria, che
lo salutò dolcissimamente.

2. Dopo molti santi colloqui, la Vergine
cosparse del suo Latte purissimo, le
moltissime ferite mortali dei demoni, e
subito le guarì completamente.

3. Nello stesso tempo, alla presenza
del Signore Gesù Cristo e di molti Santi, che
Le stavano intorno, Sposò questo suo servo,
e gli dette l’Anello della Sua Verginità, fatto
accuratamente di Virginei Capelli della
stessa Maria.
Non si può descrivere l’eccezionalità di
quest’Anello di Gloria, che Maria SS. gli
mise al dito, e con il quale, in modo
celestiale e misterioso, lo aveva legato in
Matrimonio in uno Sposalizio meraviglioso,
senza essere visti da nessuno.
Da quel momento egli si sentì
prodigiosamente soccorso, contro ogni
tentazione diabolica.

4. Allo stesso modo, la Benedetta
Vergine Madre di Dio gli appese al collo,
mettendogliela addosso Lei stessa, una
Catena intrecciata di Capelli Virginei, sulla
quale stavano fissate 150 Pietre Preziose,
divise in 15 decine, secondo il numero del
suo Rosario.

5. Dopo aver compiuto ciò, la Madonna
gli disse che avrebbe fatto altrettanto, in
modo spirituale e invisibile, a coloro che
avessero recitato devotamente il suo
Rosario. Il medesimo numero di Gemme,
sebbene più piccole, era contenuto anche
nell’anello.

6. Dopo queste cose, la dolcissima
Signora gli diede un bacio, e gli diede da
bere il Latte del Suo Virgineo Seno.
Egli lo bevve con grande venerazione,
e gli sembrava finalmente di aver raggiunto
la pace, e di essere elevato verso il Cielo.
E da allora molto spesso, la Madre di
Dio, gli fece dono di quella immensa Grazia
del Suo Latte.

IV. Queste cose che racconto, sono
degne di essere ammirate da tutti gli
uomini.

1. La Regina del Cielo e della terra,
dopo lo Sposalizio, gli apparve assai spesso
e lo lasciava incantato, lo rese
incredibilmente forte, e lo rianimò, affinché
egli fosse in grado di dare allo stesso modo
coraggio agli altri devoti, per mezzo del
Rosario della Madre di Dio.
Una volta Ella gli disse: «Diletto Sposo,
da ora in poi non devi mai più considerarmi
lontana da te, né mai allontanarti dalla mia
protezione e dal mio Servizio: è così grande
l’unione tra me e te, superiore ad ogni
Sposalizio carnale di questo mondo, perché
il nostro è uno Sposalizio Spirituale: l’amore
carnale è inconsistente e vano, il nostro
Amore e Spirituale e Divino.
E’ l’Amore Spirituale che genera nella
Verginità nuovi Figli di Dio, fecondando le
anime, una realtà questa, razionalmente e
mentalmente incomprensibile a tutti,
eccetto per chi ha il dono di riceverla.

2. Coraggio, dunque, amatissimo
Sposo: se, per diritto matrimoniale, ogni
cosa tra noi deve essere messa in comune,
ecco ora voglio condividere con te, in
questo Matrimonio Spirituale, le Grazie a me
elargite.

3. Ricordati anche, che il Matrimonio
corporale è un Sacramento Santo nella
Chiesa, in quanto è figura e segno del
Matrimonio Spirituale tra Cristo e la Chiesa.

4. Poiché dunque ti ho Sposato, per
mezzo del Rosario Angelico, come Dio Padre
mi Sposò a sé, per mezzo del medesimo
Rosario Angelico dell’Ave Maria, in vista
della generazione del Suo Figlio, così,
anch’io, per volere di Dio, mi sono unita in
Matrimonio a te, quale Vergine purissima e
incontaminata, in vista del rinnovamento del
mondo operato dal Mio Figlio, per mezzo dei
Sacramenti e delle Virtù.

5. Non venga in mente a nessuno nulla
di impuro in questo Sposalizio. Infatti, la
Generazione Spirituale (delle anime) è più
pura del sole, più pulita delle stelle,
essendo racchiusa nell’abbraccio della
Trinità infinita, e questo Sposalizio è
consumato nella medesima (Santissima
Trinità), nella quale tutte le cose sono, dalla
quale tutte le cose provengono, e per mezzo
della quale tutte le cose esistono.

6. Gioisci anche tu, dunque, e
rallegrati, o Sposo, come tante volte anche
tu mi hai fatto gioire, ogniqualvolta mi
salutavi nel mio Rosario.
Si, è vero che mentre io ero nella
Beatitudine, tu così spesso eri
nell’angoscia, eri gravato assai
pesantemente, eri afflitto molto duramente:
ma sai perché?
Avevo deciso di darti queste dolcezze,
per questo, per molti anni, portavo a te cose
amare.
Orsù, gioisci ora.
Ecco ti dono, dalla pienezza dei miei
doni, quindici Gioielli, come quindici sono
i Gigli del mio Salterio Verginale».


(Beato Alano della Rupe o.p.
STORIA, RIVELAZIONI E VISIONI (DEL ROSARIO)
LIBRO SECONDO: CAPITOLO IV )


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