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Fatima.

Il Verbo di Dio si sarebbe incarnato ugualmente e sarebbe venuto glorioso come Re anche se angeli e uomini non avessero peccato

Dagli scritti di Luisa Piccarreta (Vol 25°, 31 Marzo 1929)

(…)

Se Adamo non avesse peccato, l’Eterno Verbo, che è la stessa Volontà del Padre Celeste (1), sarebbe venuto lo stesso sulla terra glorioso, trionfante e dominatore, accompagnato visibilmente dal suo esercito angelico, che tutti dovevano vedere, e con lo splendore della sua gloria avrebbe affascinato tutti e attirato tutti a sé con la sua bellezza, coronato da re e con lo scettro del comando, per essere re e capo dell’umana famiglia, in modo da darle il grande onore di poter dire: «abbiamo un re uomo e Dio»

(1). Molto più che il tuo Gesù non [sarebbe] sceso dal Cielo per trovare l’uomo malato, perché se non si fosse sottratto alla mia Volontà Divina, non sarebbero esistite malattie né di anima, né di corpo, perché fu l’umana volontà che quasi affogò di pene la povera creatura.

(…)

Senti, mia piccola neonata della mia divina volontà, se l’uomo non avesse peccato, [se] non si fosse sottratto alla mia divina volontà, io sarei venuto sulla terra, ma sai come?

Pieno di maestà, come quando risuscitai dalla morte, e sebbene avessi la mia umanità simile all’uomo, unita all’eterno Verbo, ma con quale diversità [sarei venuto]?

La mia umanità risuscitata era glorificata, vestita di luce, non soggetta né a patire, né a morire.
(…)

(Piccarreta vol 25°, 31 Marzo 1929)

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Ora Io vado al Padre con la mia veste umana

Valtorta – Evangelo 618.5

(Gesù risorto compare alla Mamma e le dice)

(…) Ora Io vado al Padre con la mia veste umana.

Il Paradiso deve vedere il Vincitore nella sua veste d'Uomo con cui ha vinto il Peccato dell'Uomo.

Ma poi verrò ancora.

Devo confermare nella Fede chi non crede ancora ed ha bisogno di credere per portare altri a credere, devo fortificare i pusilli che avranno bisogno di tanta fortezza per resistere al mondo.

Poi salirò al Cielo.

Ma non ti lascerò sola. Mamma, lo vedi quel velo?

Ho, nel mio annichilimento, sprigionato ancora potenza di miracolo per te (per darti conforto cap. 637), per darti quel conforto.

Ma per te compio un altro miracolo. Tu mi avrai, nel Sacramento, reale come ero quando mi portavi.

Non sarai mai sola. In questi giorni lo sei stata. Ma alla mia Redenzione occorreva anche questo tuo dolore.

Molto va continuamente aggiunto alla Redenzione, perché molto sarà continuamente creato di Peccato.

Chiamerò tutti i miei servi a questa compartecipazione redentrice. Tu sei quella che da sola farai più di tutti i santi insieme. Perciò ci voleva anche questo lungo abbandono.

Ora non più. Io non sono più diviso dal Padre. Tu non sarai più divisa dal Figlio. E, avendo il Figlio, hai la Trinità nostra. Cielo vivente, tu porterai sulla Terra la Trinità fra gli uomini e santificherai la Chiesa, tu, Regina del Sacerdozio e Madre dei Cristiani.

Poi Io verrò a prenderti. E non sarò più Io in te, ma tu in Me, nel mio Regno, a far più bello il Paradiso.