...Si è mai commosso, mentre raccontava? «Sì, della dittatura in Argentina: “Un genocidio generazionale”. Ha detto di aver fatto tutto ciò che poteva». Lo accusarono di complicità col regime. «Andò da Videla, a celebrare messa, per liberare due confratelli gesuiti. Ci riuscì ma non poté nemmeno salvare la sua amica Esther. Fu interrogato quattro ore e mezza su quei fatti nel 2010. E rivendica: “Sono uscito pulito da una brutta manovra di qualche sinistrino che voleva mettermi il cappio al collo”». Cosa le ha confessato del Bergoglio uomo? «La sua depressione. Quando fu “esiliato per punizione” e non sapeva perché. Alla fine capì». Cosa? «Lo dice: “Mi serviva un periodo di purificazione. Passai quel tempo a confessare e a leggere libri sui Papi. Non immaginavo di diventarlo”»... ...Retroscena del Conclave? «Mi ha detto di aver capito, subito dopo pranzo, quel giorno, che sarebbe stato eletto. E che non voleva entrare nella cappella Sistina. Si soffermò col cardinal Ravasi a discutere di libri sapienziali. Tanto che li richiamarono. Ha ammesso: “Inconsciamente non volevo essere eletto”». E cosa ha pensato davanti alla folla che lo acclamava? «Alla nonna, alla mamma e ai poveri di Buenos Aires che non avrebbe rivisto»... ...L’hanno accusato di avere un carattere vendicativo. «Al contrario. Gliene hanno fatte di tutti i colori e ha perdonato sempre tutti».