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MESE DEL SANTISSIMO ROSARIO

- Beato Alano della Rupe:

- STATUTI DELLA CONFRATERNITA DEL ROSARIO.


- III. Subito dopo, la Regina del Rosario
e Patrona della Confraternita, la definì con
sicuri termini normativi, ed Ella volle che
essi fossero stabili e perenni.

Così li dettò a San Domenico,
rivelandoli proprio in questa forma:


I. “Questa mia Confraternita del
Rosario, deve essere fondata nel nome di
Gesù Cristo e di Maria Vergine.
Inoltre, i Fratelli e le Sorelle possono
essere tutti, da ogni stato della Chiesa, ed
osserveranno i riti indicati, ossia gli Statuti:
dichiarino, per prima cosa, che
persevereranno in questa Fraternità, e, nello
stesso momento, diano il (loro) nome, da
iscriversi nel Registro.
E questi nomi, come anche quelli dei
defunti, saranno letti pubblicamente una
volta l’anno”.

II. “Il principio di questa Confraternita
è, che tutti i pii meriti personali e
comunitari, siano in comune ad ogni
(membro) e a tutti (gli iscritti alla
Confraternita)”.

III. “Queste norme decretate, se poco
osservate, non comporteranno affatto
alcuna colpa, ma si sarà soltanto privati (dei
meriti).
Chi omette (la recita del Rosario), non
può partecipare alla comunione dei meriti,
se non contraccambia con le (proprie)
preghiere; invece, la partecipazione di tutti
gli altri meriti della Confraternita rimane
intatta”.

IV. “Per l’accoglienza e l’ingresso in
questa Confraternita, nessuna somma mai
si pagherà direttamente o indirettamente:
se non di libera volontà, per gli ornamenti
della Chiesa, per le lampade e per le altre
cose necessarie al culto divino, secondo la
devozione di ognuno”.

V. “Ciascun Sacerdote, ogni anno,
celebrerà tre Messe: una per la Santa
Croce, la seconda per (Maria SS.) Regina, la
terza per i defunti della Fraternità; chi non è
Sacerdote, una volta a settimana, reciterà
un Rosario: invece, in un giorno di festa
solenne, oltre al (Rosario) settimanale per
il (Mio) Figlio, anche a Me offriranno un
intero Rosario.
I fanciulli, poi, e i malati, e chi è
impossibilitato in altro modo, potranno
offrire ogni giorno un Pater ed un’Ave.
Sono grandi i benefici per i defunti,
che erano iscritti: essi saranno partecipi
ugualmente (dei meriti), mediante il
suffragio”.

VI. “Per ciò che riguarda l’ingresso,
ciascuno, per prima cosa, si confessi
debitamente, e riceva la SS. Eucaristia il
medesimo giorno, o successivamente, in un
altro momento opportuno.
E per offrire se stessi, reciteranno al
(Mio) Figlio e a Me, per sette volte, il Pater e
l’Ave, contro i sette peccati capitali, e a
vantaggio dei Fratelli e delle Sorelle”.

VII. “Oltre alla Confessione Pasquale,
si confesseranno (almeno) tre volte all’Anno,
ovvero nelle feste di Pentecoste, di San
Domenico e di Natale”.

VIII. “Per un defunto o una defunta, in
Confraternita, ciascuno reciterà un Pater e
un’Ave.
E saranno presenti alle sue esequie, se
potranno (parteciparvi) senza difficoltà: e
così si onoreranno a vicenda, perché si sono
salvati”.

IX. “Questo Regolamento di
Confraternita, sia affisso pubblicamente su
una tavola, così che possa essere noto a
tutti”.

X. “Infine, le cose fin qui dette, e le
altre cose (aggiunte), Io non le ordino, ma le
consiglio.

1. Chi, ogni giorno, vorrà offrire (a Me),
almeno il Salterio-Rosario di Maria, con
centocinquanta Ave e quindici Pater, farà
bene.

2. Farà meglio, chi aggiungerà (alla
Messa e al Rosario), il Salterio Maggiore di
Cristo, con centocinquanta Pater e quindici
Pater ed Ave.

3. Farà ottimamente: chi reciterà il
Salterio Maggiore di Cristo e di Maria, con
centocinquanta Credo, Pater e Ave.

4. Di gran lunga, ottimo è offrire, oltre
alla preghiera (del Rosario), altrettante lievi
trafitture e colpi di disciplina.

5. Infine, oltrepasserà ogni misura,
colui che, oltre alle cose già dette,
predisporrà la sua anima e la sua persona
alla meditazione della Vita, della Morte e
della Gloria di Cristo”.

“Null’altro mi è più gradito di queste
cose, dopo il Sacrificio tre volte Santissimo
della Messa.
I Rosarianti, poi, riceveranno
certamente l’aiuto del Figlio (Mio) e la Mia
Protezione.
Io per essi sarò Madre, Maestra e
Amica; ed il Mio Figlio sarà, per essi, Padre,
Maestro, e Amico specialissimo.
E gradisco che essi credano, sperino e
confidino in Me e in Lui”.


(Beato Alano della Rupe o.p.
STORIA, RIVELAZIONI E VISIONI (DEL ROSARIO)
LIBRO SECONDO: CAPITOLO XVII )


www.beatoalano.it
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“Null’altro mi è più gradito di queste cose, dopo il Sacrificio tre volte Santissimo della Messa. I Rosarianti, poi, riceveranno certamente l’aiuto del Figlio (Mio) e la Mia Protezione. Io per essi sarò Madre, Maestra e Amica; ed il Mio Figlio sarà, per essi, Padre, Maestro, e Amico specialissimo.
E gradisco che essi credano, sperino e confidino in Me e in Lui”.