Clicks1.1K

E' LA FINE DELLA NOSTRA CIVILTA'?

Dittatura sanitaria? No: è la fine della nostra civiltà. C’è ancora speranza? No, se vogliamo essere sinceri, ma "il padrone della storia è Dio": e Lui può suscitare gli uomini che guideranno il riscatto da questo totalitarismo.

di

Francesco Lamendola

A circa nove mesi da quando è iniziata la cosiddetta emergenza sanitaria, le cose sono parecchio evolute e il quadro generale si è alquanto modificato, rivelando connessioni che prima era solo implicite e che in pochissimi, comunque, avevano intravisto o intuito. È dunque il tempo di fare il punto della situazione, senza perdersi negli aspetti transitori ed esteriori di quanto sta avvenendo, ma cercando andare dritti al nocciolo delle questioni. E il nucleo essenziale di tutto quel che abbiamo vissuto, che stiamo vivendo e che vivremo nei prossimi mesi e anni – perché questo è solo l’inizio, e ancora non abbiamo visto praticamente nulla rispetto a ciò che ci attende – è che gli oligarchi della grande finanza internazionale, non più di una quindicina di famiglie, fra le quali spiccano i Rotschild, i Rockefeller, i Soros, i Gates, i Zuckerberg, solo per citarne alcuni – hanno deciso di procedere alla fase attuativa di un disegno preparato da moltissimo tempo – da prima che i loro membri attuali nascessero - e che è stato studiato e predisposto fin nei minimi particolari, con una precisione e una minuziosità certosine, che consiste, in poche parole, nella schiavizzazione non di questo o quel popolo, di questa o quell’area geografica, ma dell’intera umanità. Mancano perciò il bersaglio quelli che vedono l’aspetto più appariscente di tale manovra, l’attuale dittatura sanitaria, e denunciano quel che si vede, ma non spingono oltre né la critica, né la denuncia, perché non risalgono fino alle sorgenti; e che ragionano e parlano come se esistesse ancora un margine per far valere la volontà popolare e per ripristinare, quando che sia, lo stato di diritto, con tutte le libertà costituzionali che ci sono state sottratte nel corso degli ultimi mesi. Chi ragiona così, è come se se la prendesse col nemico di ieri, non con quello attuale. La storia, infatti, ha avuto, per effetto del colpo di mano globale degli oligarchi, una brusca, impressionante accelerazione, che ha “bruciato” e reso obsolete non solo vecchie forze e istituzioni, ma anche vecchi modi di pensare e di leggere il reale.

Ora chi vuol stare al passo coi tempi, non per accettarli, ma per combatterli, deve fare anch’egli un gigantesco balzo in avanti: deve proiettarsi mentalmente innanzi di decenni, altrimenti resterà prigioniero di schemi superati e qualunque suo tentativo per scuotere il giogo che ci è stato posto sulla groppa risulterà totalmente fallimentare. Non si può avere la minima possibilità di farcela contro un nemico, se non lo si è riconosciuto e individuato e se non si è compresa la strategia di cui si serve. E anche in quest’ultimo caso, la partita che si sta per giocare sarà oltremodo difficile per quanti ancora amano la libertà e vogliono opporsi al nuovo ordine di cose, perché mai come oggi vi è una sproporziona colossale fra le forze che mirano al potere totale e quelle che, teoricamente, potrebbero e vorrebbero opporsi. Quella che stiamo vivendo è una rivoluzione, nella quale tutti gli strumenti vincenti sono nelle mani dell’oligarchia, e ai popoli, ai singoli cittadini, non sono rimaste che le armi spuntate e inefficienti di un altro tempo, di un’altra era. A cominciare dall’idea, che ci è stata inculcata e in cui abbiamo creduto, che le rivoluzioni sono qualcosa che parte dal basso. Niente affatto: tutte le rivoluzioni, politiche, scientifiche, tecnologiche, culturali, partono dall’alto e sono fatte dalle classi egemoni, a volte da minuscole minoranze. Così è stato anche per la madre di tutte le rivoluzioni, quella francese del 1789: preceduta, guarda caso, da un evento mai chiarito del tutto, la Grande Paura, che vide diffondersi un panico irrazionale fra la popolazione – proprio come ai nostri giorni per la presunta pandemia di Covid-19.

Un altro errore molto frequente è quello di non saper sviluppare una visione globale delle cose, e di limitarsi, di fatto, a giudicare la situazione attuale dal punto di vista dell’Italia, o, al massimo, dell’Europa. Chi ragiona così è sconfitto in partenza, perché si illude che il nemico sia rappresentato da alcuni gruppi di potere nazionali e da alcuni partiti di governo, mentre il nemico è così potente e pervasivo da poter controllare sia i governi che le opposizioni, sia il pubblico che il privato, sia la struttura – direbbe Marx – che la sovrastruttura. Ad esempio, controlla il linguaggio: e attraverso il linguaggio, condiziona e controlla il nostro modo di pensare. Se si usano le parole del nemico, si ragiona secondo le sue categorie, non secondo le proprie. Dunque, venendo all’Italia: i partiti di opposizione hanno mostrato, in tutti questi mesi, la loro assoluta pochezza e inconsistenza; diciamo di più: hanno dato numerosi segnali di essere a loro volta controllati, o quanto meno condizionati, da quelle stesse forze che agiscono per mezzo dei partiti di governo. Vano, pertanto, è sperare in una salvezza da quella parte: e chi s’illude che alle prossima elezioni, che prima o poi ci dovranno pur essere, le cose torneranno a posto, perché si manderanno a casa il Pd e i 5Stelle e al governo andranno la Lega e Fratelli d’Italia, non ha capito nulla di quel che sta accadendo. Del resto, basta ragionare un minimo sul comportamento della cosiddetta opposizione nel corso dell’emergenza. Ha forse mai contestato frontalmente la narrazione ufficiale della crisi? Ha mai denunciato la montatura di una pandemia inesistente? Ha mai avuto il coraggio di proclamare ad alta voce, sulla scorta di autorevoli medici e biologi, che la mascherina non serve a nulla, anzi fa male, ed è solo un simbolo di sottomissione, come del resto si son lasciati scappare di bocca, in questi giorni, alcuni membri del cosiddetto Comitato tecnico-scientifico? E ancora: qualcuno di loro ha mai parlato di uscita dall’euro, o almeno di un referendum popolare su tale materia? Qualcuno di loro ha mai parlato di opposizione alla politica dei vaccini, dei tamponi, dei tracciamenti e dei controlli sanitari d’ogni tipo, nonché dell’auto-quarantena che il governo è riuscito a imporre a quanti scoprono di avere due linee di febbre, e devono così rinunciare al lavoro, ai rapporti sociali, perfino a vedere le persone care in casa propria? Qualcuno ha avuto il coraggio civile di dire che Conte, invitando le famiglie a portare la mascherina anche in casa propria, e i suoi tirapiedi, invitando i giovani ad astenersi dal baciare e abbracciare qualsiasi persona, stanno facendo uno scandaloso terrorismo psicologico e, quel che è peggio, stanno invadendo sfere privatissime della vita dei cittadini, come neppure i più spietati dittatori del passato avrebbero mai osato immaginare?

E ancora qualcuno, dall’opposizione, ha mai lanciato l’idea che la Banca d’Italia, dopotutto, e come il suo nome suggerisce ingannevolmente, dovrebbe tornare sotto il controllo del Tesoro, e perciò tornare ad essere una banca pubblica e non privata? Insomma: l’opposizione non ha neanche sfiorato i nodi cruciali della situazione che ci vede imprigionati: come popolo, come risparmiatori, come lavoratori, come pensionati, come imprenditori, come studenti, come professionisti. E allora che ci sta a fare? Forse quel che hanno fatto i 5Stelle: catturare il voto dei malcontenti e poi mettersi bellamente al servizio dei poteri forti, la grande finanza e le multinazionali del farmaco? Ma ammettiamo pure, per amore d’ingenuità, che le cose stiamo altrimenti; che quei nostri baldi oppositori siano in buona fede, che siano sinceri e che davvero vogliano riscattare il nostro Paese da una situazione difficilissima, quasi disperata, creando una vera alternativa alle attuali forze di governo. Ebbene, che cosa saranno in grado di fare, quand’anche andassero al governo con un voto plebiscitario? Ormai la politica non è che l’ancella dei poteri forti: è la finanza che comanda, e i ministri eseguono. I poteri forti controllano tutto, a cominciare dai mezzi d’informazione; e chi controlla i mezzi d’informazione controlla l’immaginario collettivo, dunque controlla il Paese. Lo si vede anche in queste settimane: i mezzi d’informazione hanno creato e continuano ad alimentare il terrore, giorno dopo giorno, senza mai dare tregua: falsificano i dati, inventano i numeri, giocano sull’ambiguità, fanno passare i positivi asintomatici per malati, o, se proprio non possono, per ”contagiati”: e la gente ci crede, si preoccupa, si spaventa, chiede misure ancora più rigorose, chiede interventi sanitari a tappeto, pretende che chi non si fa il tampone, chi rifiuta il vaccino, sia escluso dai posti di lavoro e, se possibile, dal consorzio umano. La folla protesta, organizza della manifestazioni ? La prima a schierarsi contro è l’opinione pubblica, debitamente ammaestrata dai mezzi d’informazione. Alle forze dell’ordine non resta che il lavoro finale: ma l’operazione preventiva di dissuasione l’ha già fatta l’opinione pubblica. Ormai ogni condominio sta per avere un controllore, ogni fabbrica, ogni scuola, e costui avrà il diritto di entrare, di misurare la temperatura, di far venire l’ambulanza e far portar via il “malato”, magari affetto da una normalissima influenza, e decretare la quarantena per tutti i suoi familiari, i suoi colleghi di lavoro o i suoi compagni di studio. In perfetto stile cinese; o, se si preferisce, della vecchia Repubblica Democratica Tedesca, ove metà della popolazione era impegnata a spiare, per conto dello Stato, l’altra metà. Sia detto fra parentesi, la signora Merkel viene da quel mondo: suo padre, pastore luterano, era uno degli innumerevoli informatori della Stasi, la tenutissima polizia politica. Per dire che il controllo, quei signori, ce l’hanno nel sangue.

Per chi non ci sta; per chi si ostina a criticare il governo; per chi osa mettere in dubbio la gravità del pericolo che incombe – oggi quello sanitario; ieri quello dello spread; prima ancora quello del terrorismo, versione 11 settembre 2011 – ci sono svariate maniere di “silenziarlo”. Si comincia dalla censura preventiva, non solo sulla stampa e sulle televisioni, ormai tutte controllate dall’oligarchia, ma anche in rete. Se per caso qualcuno non lo sapesse, già da mesi, da anni, esiste una tale censura preventiva. Provate a scrivere qualcosa in cui criticate certi gruppi di potere, certe persone con certi cognomi, e vedrete cosa accade: scatta un algoritmo e il vostro pezzo non viene accettato sui social, viene boicottato sulle varie piattaforme, viene censurato e cancellato da Youtube. La cosa è già in atto apertamente in altri Paesi. Negli Stati Uniti, Faceboook ha deciso di eliminare qualunque intervento di QAnon: e stiamo parlando della patria della democrazia, alla vigilia delle elezioni presidenziali. Poi scatta il secondo livello: le persone che hanno infranto il tabù, già registrate su apposite liste di proscrizione, vengono “attenzionate” dalle autorità governative e perseguitate in svariate maniere; per i più ostinati c’è direttamente il carcere. In Germania quattromila cittadini sono detenuti nelle patrie galere per aver rotto il tabù che impone di non criticare mai, per nessuna ragione, i discendenti delle vittime di quel tale evento che ebbe luogo ottant’anni fa e che anche noi qui preferiamo non nominare neanche, appunto per non far scattare l’algoritmo. Padroni di pensare che siamo paranoici: ma provate voi, allora, se non ci credete. Lo stesso meccanismo repressivo scatta se vi permettete di avanzare una critica, anche la più legittima e rispettosa, di altre categorie speciali. Oppure se criticate l’emergenza sanitaria, o i privilegi di cui godono quelle tali categorie, potrebbero sottoporvi a un Trattamento sanitario obbligatorio, o magari togliervi la patria potestà e dare i vostri figli in affido a qualche famiglia “fidata”, stile Bibbiano (di cui non si parla più). Il dissenso non è previsto, né tollerato. Ci hanno rintronato gli orecchi con la tiritera dei ditti civili, della privacy, della inviolabilità della nostra persona: e ci ritroviamo come individui in libertà condizionata, che qualunque autorità giudiziaria può mandare a processo per dei reati di opinione, falsamente chiamati “reati d’odio”. Anche se i veri odiatori sono loro, quelli che hanno creato questa cultura giudiziaria all’incontrario, aberrante, mostruosa, degna di quel Terzo Reich da essi, a parole, tanto criticato.

Oggi le critiche proibite riguardano la finanza, le multinazionali, i vaccini, la quarantena, la difesa dei confini, i migranti. Essi hanno il potere; hanno i mezzi d’informazione, hanno i governi; hanno la magistratura; hanno anche il papa e gran parte del clero cattolico dalla loro: la partita è già vinta. E noi l’abbiamo perduta: noi tutti, sia come popoli sovrani, sia come individui liberi. Siamo destinati a divenire plebaglia, salariati pagati a cottimo, perciò chi possiede ancora un lavoro indipendente, una piccola impresa, una piccola attività commerciale, è bene che si rassegni: la sua autonomia ha i giorni contati. L’oligarchia ha deciso che, per eliminare ogni possibile opposizione, bisogna eliminare i ceti medi, puramente e semplicemente, proprio come Stalin eliminò i kulaki. Nessuno deve più essere indipendente, avere un lavoro autonomo; tutti devono essere direttamente al servizio delle multinazionali. Bisogna che l‘umanità sia ridotta a una massa di schiavi o iloti, disposti a spaccarsi la schiena otto ore al giorno per sette giorni la settimana, a qualsiasi condizione, anche a rischio di contrarre le peggiori malattie. È significativo che a reggere il gioco agli oligarchi, in questa fase storica, siano i cosiddetti partiti di sinistra, quelli che fino a qualche anno fa tuonavano contro le banche e i supercapitalisti. Ora dicono di vegliare sulla nostra sicurezza, ma mentono sapendo di mentire. Altro che preoccuparsi per la salute dei cittadini: i governi al servizio degli oligarchi non se ne curano affatto. Devono render conto alle banche, loro, mica alla gente comune; come il signorino Macron, per la Francia, deve rendere conto ai Rotschild. Tutto il mondo, tranne la Russia e una parte degli Stati Uniti, quella che fa riferimento a Donald Trump, ormai è sotto il loro controllo, Cina compresa, sia ben chiaro, e sia pure in maniera indiretta; e così il mondo islamico. Cinesi ed islamici, come bene ha visto il professor Meluzzi, una delle menti più lucide che ci siano oggi in Italia, altro non sono che le avanguardie dell’umanità futura: proletarizzata, fanatizzata, terrorizzata in permanenza, e sobillata istericamente contro un Nemico pubblico da odiare e da combattere senza quartiere.

C’è ancora speranza? Umanamente parlando, no, se vogliamo essere sinceri. Ma il padrone della storia è Dio: e Lui può suscitare gli uomini che guideranno il riscatto da questo odioso totalitarismo.

Del 10 Ottobre 2020

Vai all'articolo: accademianuovaitalia.it/…4-la-fine-della-nostra-civilta
Diodoro
La ringrazio, caro professore.
E' sorprendente notare che le due entità agenti sulla scena mondiale in senso ultramassonico e imperialistico, ottant'anni fa (USA e URSS), oggi sono ampiamente "sensate" e "libere", mentre l'Europa è gestita da regimi di occupazione, e la Cina è una sorta di Male Assoluto ("un capitalismo di Stato estremamente aggressivo", nelle parole di Bannon).
La Chiesa, baluar…More
La ringrazio, caro professore.
E' sorprendente notare che le due entità agenti sulla scena mondiale in senso ultramassonico e imperialistico, ottant'anni fa (USA e URSS), oggi sono ampiamente "sensate" e "libere", mentre l'Europa è gestita da regimi di occupazione, e la Cina è una sorta di Male Assoluto ("un capitalismo di Stato estremamente aggressivo", nelle parole di Bannon).
La Chiesa, baluardo inamovibile di libertà e dignità dell'uomo, è oggi centro propulsore della Sottomissione.
C'è speranza di non essere ridotti a schiavi o iloti? Umanamente no. C'è la speranza sempre presente nel Cattolico, e c'è la certezza che nella battaglia apocalittica Cristo vince tramite Sua Madre
N.S.dellaGuardia
Coltiviamo la Speranza, colei che resta sconosciuta ai poveri disperati che credono di stare dominando il mondo.