N.S.dellaGuardia
Il dramma vero é che per il 90 per cento degli italiani è stata la liberazione della famiglia. E ne sono anche convinti. E grati.
Come siamo ridotti. Larve.
Francesco I
Questo avvenne anche per colpa delle gerarchie ecclesiastiche ed in particolare di Paolo VI
Vi era un sacerdote pugliese Don Olindo del Donno, classe 1912, sannita, quattro lauree, medaglia d’argento al valor militare, croce di guerra, cappellano della Repubblica Sociale, scrittore, saggista, deputato del MSI dal 1976 al 1992. Ma non è finita: uomo ironico, di grandissima cultura e di eloquio …More
Questo avvenne anche per colpa delle gerarchie ecclesiastiche ed in particolare di Paolo VI
Vi era un sacerdote pugliese Don Olindo del Donno, classe 1912, sannita, quattro lauree, medaglia d’argento al valor militare, croce di guerra, cappellano della Repubblica Sociale, scrittore, saggista, deputato del MSI dal 1976 al 1992. Ma non è finita: uomo ironico, di grandissima cultura e di eloquio raffinato e trascinante, alternava citazioni in latino con motti di Dante, San Giacomo, intercalato da frasi delle Scritture e dalle lettere di San Paolo. Così, come se nulla fosse. Lo scoprì a apprezzò per primo Pinuccio Tatarella, che nella campagna elettorale del 1976 se lo portò in Puglia in tutti i comizi elettorali, dove conquistò tutti con la sua oratoria colta ed erudita. Fu tanto apprezzato che quell’anno don Olindo fu eletto con 36mila voti di preferenza, cosa che bloccò l’elezione di Pinuccio relegandolo tra il primo dei non eletti. Come scrisse qualcuno, fu un vero scherzo da prete, però Pinuccio se lo doveva aspettare: quell’uomo trascinava le folle, con il suo semplice ma efficace programma elettorale: Dio, Patria e Famiglia. E poi aveva fatto la Repubblica ed era stato tra i primi aderenti del Msi in Puglia.

Bene, fra le sue quattro lauree vi era anche quella in utroque iure, era inoltre avvocato cassazionista. Egli presentò una memoria al Papa affinché il Vaticano ricorresse alla corte costituzionale per la palese violazione dell'articolo 7 della Costituzione Italiana il quale faceva esplicito riferimento al concordato tra lo stato e la Chiesa, per lo scioglimento (sia ex tunc che ex nunc) dei matrimoni concordatari.
Il ricorso avrebbe avuto ottime possibilità di successo in quanto si trattava di una palese violazione di un accordo internazionale, per di più inserito nella costituzione, ma il Montini si rifiutò di farlo in quanto temeva da un lato di far diminuire il numero di matrimoni religiosi (cosa che poi comunque avvenne) e, dall'altro di compromettere i rapporti con i suoi amici comunisti.

Foto n. 1 Manifesto dei comunisti
Foto n. 2 Don Olindo del Donno con l'on Tatarella
Diodoro
Raimondo Vianello coniò la battuta: "Non capisco perché hanno istituito il Divorzio, invece di abrogare il Matrimonio"