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L’accanimento contro l’innocenza dei bambini - di Cristina Siccardi | Corrispondenza romana

Mai come nei nostri giorni l’infanzia è tanto abbandonata al male e direttamente violata in mille aspetti. Si comincia con il permettere legalmente di ucciderli nel grembo materno e, se nascono, viene a loro dato un destino assurdo, contro natura, talvolta ferocemente crudele. Negli anni dell’Unione Sovietica veniva criticato il modo politico e culturale di dividere le famiglie perché lo Stato era invasivo nell’educazione della prole. Ma adesso che cosa succede nel “libero” Occidente?

Partiamo dai dati, sui quali si possono fare le dovute e opportune considerazioni.
L’Agenzia Italiana del Farmaco nel 2020 ha registrato, rispetto all’anno precedente, un incremento di + 11,6% di prescrizioni di psicofarmaci (antidepressivi e antipsicotici) ai bambini e adolescenti fino a 17 anni. Certo, c’è l’effetto Pandemia per Covid 19, ma non è sufficiente, esso ha acuito il dramma che c’era già. Il problema cresceva di anno in anno anche prima dell’emergenza sanitaria, perché la casa è diventata sempre meno “tana” naturale e sempre più sosta serale e notturna per i minori, poiché la scuola a tempo pieno e tutte le attività extrascolastiche (sportive/laboratoriali/ludiche/ipersociali con feste a getto continuo) assorbono in pratica tutte le ore diurne. La figura materna è sempre meno presente a motivo di una mentalità femminista penetrata a macchia d’olio, tanto da scoraggiare ormai le ragazze di oggi a pensare ai figli, scelta divenuta spesso secondaria o terziaria o nulla rispetto alla carriera lavorativa.
Ecco che il bambino cresce, fin da subito, più all’esterno (fra gli estranei) che nel suo naturale habitat (a nessun mammifero accade questo, se non all’uomo contemporaneo), ovvero l’accoglientee calda dimora, considerando anche il fatto che spesso il minore vive in due case-sosta-ostello: quella della madre (che magari coabita con il nuovo compagno di turno) e quella del padre (anche lui, magari, coabitante con una nuova compagna di turno).
A scuola, logicamente, arrivano i grandi problemi di apprendimento, di caratterialità, di comportamento con professori e compagni; pertanto subentra l’impellente necessità di psicologi e psichiatri per cercare di riequilibrare, con terapie analitiche e anche farmacologiche, la stabilità psicofisica del piccolo paziente, che se vivesse in un contesto adeguato non sarebbe neppure tale… senza minimamente considerare l’eventualità che, forse, rivedendo tutti i ruoli di ciascuna parte in causa nel gestire il ciclo formativo sarebbe la cosa più saggia e meno dispendiosa (per energie, tensioni, sofferenze proprie e altrui, costi economici) da fare.

I dati sono impietosi: in 15 anni ci sono 600 mila minori in meno nella sola Italia, come ha riportato il 15 novembre u.s. Save the Children, mentre un milione in più di bimbi e adolescenti vivono in «povertà assoluta», che a volte cade nelle maglie della delinquenza. Perciò, nella XII edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia 2021, si è denunciato un «rischio di estinzione» per l’infanzia.
Siamo di fronte ad una catastrofe per i bambini, dei quali non si dice praticamente nulla di serio e di concreto perché sono i “diritti” degli adulti a prevalere. Agli scolari viene propinato il più delle volte un “sapere” deformato, antivaloriale, materialista¸ anticristiano e nel contempo subiscono un’invasiva dipendenza dai dispositivi tecnologici, dagli innumerevoli video, dalla massiva pubblicità e dai social, arrivando anche non dormire pur di stare attaccati al mondo virtuale. L’autolesionismo è diventato molto frequente per poi giungere addirittura al suicidio, come si evince dal recente rapporto Unicef (15 ottobre), che ha registrato in tutta Europa ben 9 milioni di giovanissimi con problemi di salute mentale, di cui uno su tre si procura la morte, tanto che il suicidio è la seconda causa di decesso fra i 10 e i 19 anni.

La loro non è più vita umana. Molti iniziano ad avere a 9/1l anni le prime esperienze sessuali – dove spadroneggia la bieca malizia “grazie” ai film, alle trasmissioni tv (come i reality show o le fiction molto di moda) e ai social. Il gusto di vivere si è molto perso fra i minori perché non sanno che cosa sia la semplicità e la bellezza del giocare autonomo e creativo, in quanto tutto viene ideato, programmato, progettato e preconfezionato dagli adulti, che mercificano i millenial e i post-millenial per ingrossare gli introiti di insaziabili produttori che rubano, con un’ingordigia senza precedenti, la loro innocenza.

Famiglie, scuole, psicologi/psichiatri, assistenti sociali, mass-media in tutte le sue forme e facce, aziende votate ai giovanissimi e pubblicitari sono le realtà più attivamente coinvolte in questo magma devastante che inghiottisce le creature più gradite a Dio. «“Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?”. Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli”. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me”» (Mt. 18, 1-5).

E la Chiesa degli uomini, che ha perso molta ragione e altrettanta fede, non solo si limita a guardare dalla finestra tutto quello che si è in sintesi enunciato, ma agisce in modo deplorevole attraverso la perversità della pedofilia che pare divenuta una piaga di inaudita purulenza. Anche qui, sui dati non si discute.
La recente indagine choc in Francia fa imbiancare anche il più duro di cuore: secondo le stime del Ciase, Commissione indipendente istituita nel 2018 dall’episcopato transalpino, hanno rivelato che, fra il 1950 e il 2000, 2.900/3.200 preti si sono macchiati di violenze sessuali su minori o adulti vulnerabili. Le vittime di pedofila sono state 216.000. Il capo della commissione, Jean-Marc Sauvé, sostiene che il numero delle vittime sale a «330.000 se si aggiungono gli aggressori laici che operano nelle istituzioni della Chiesa cattolica» (cappellanie, insegnanti nelle scuole cattoliche, movimenti giovanili…), perciò, egli dichiara che queste cifre sono una statistica per difetto.
Stessi scandali altrove, dove i diretti responsabili e i loro scudanti superiori formano un insieme di personaggi che Dante avrebbe ben utilizzato nella sua Divina Commedia: Austria, Belgio, Gran Bretagna, Irlanda, Olanda, Spagna, Germania, Polonia, Italia, Stati Uniti, Canada, Australia, Brasile, Messico e Cile sono le terre più colpite da questo fenomeno che da decenni prosegue con numeri impressionanti, tanto che il 9 novembre u.s. La Stampa ha così titolato un articolo di Domenico Agasso: «Lo tsunami della vergogna sull’Europa: pioggia di denunce per 60 anni di abusi nella Chiesa cattolica» e nel sommario si afferma che «l’inchiesta giornalistica di Boston del 2003 scoperchiò il vaso di Pandora delle violenze sessuali all’ombra dei campanili. Da allora, la mappa delle denunce si è estesa a tutti i continenti. Lo spettro delle cause civili incombe sul Vaticano». Inoltre, si spiega nell’articolo: «la piaga della pedofilia nelle Sacre Stanze ha gravemente infettato decine di Stati e migliaia di diocesi e parrocchie nel corso dei decenni. La geografia degli orrori della Chiesa continua ad allargarsi. E, tra silenzi e omertà, oltre a devastare la vita dei ragazzini abusati e dei loro familiari, provoca danni di immagine e di credibilità all’istituzione ecclesiastica. E anche ingenti perdite economiche per risarcire le vittime, costringendo spesso a vendere parti del patrimonio parrocchiale o diocesano e a chiedere prestiti, come sta per accadere in Francia. Anche se in questo momento è impossibile avere una stima di quanto la Chiesa nel mondo sborserà nei prossimi mesi e anni, dato che la stragrande maggioranza delle cause sono ancora in corso, resta certo che la più grande somma sborsata è stata nell’arcidiocesi di Boston, nell’ambito del celebre «caso Spotlight», titolo del film del 2015 che ripercorre l’inchiesta giornalistica del The Boston Globe – Premio Pulitzer – sugli abusi sessuali compiuti su minori: 660 milioni di dollari elargiti a 508 vittime. Furono 89 i sacerdoti accusati e 55 quelli rimossi dall’incarico per l’infame crimine, coperti dall’influentissimo cardinale Bernard Francis Law», morto nel 2017.

C’è un solo rimedio a tutto questa bestialità demoniaca, la conversione, il ritorno alla Tradizione della Chiesa, con i suoi autentici seminari, la vera autentica dottrina (non quella addomesticata al rivoluzionario e protestantizzante sentire), il suo autentico catechismo, la sua autentica Santa Messa.

La castità era un valore imprescindibile e assolutamente sacro nella Chiesa, oggi i pastori non parlano mai ai loro fedeli di castità, quasi se ne vergognano… perché “sono cambiati i tempi” e nel contempo sappiamo bene quanto la lobby omosessuale sia potente nel clero. Di fronte a tutto questo, non ci si può stupire che i seminari chiudano, le chiese si svuotino, i lasciti ereditari vengano depositati più agli enti privati o pubblici secolari che a quelli ecclesiastici e che l’8 per mille abbia lo stesso destino dei lasciti patrimoniali.

In definitiva, chi oggi è rimasto a difendere la mirabile età dell’innocenza? A nostro modesto parere, a parte eccezionali casi di buoni genitori e buoni educatori, soltanto la Santissima Vergine – che negli ultimi due secoli si è presentata, nelle celebri e approvate apparizioni, ai bimbi – e i santi protettori, che desideriamo qui ricordare per poterli invocare e implorare, affinché allontanino la mano demoniaca su queste creature chiamate alla vita eterna dal Padre, liberandole sia nei corpi che nelle coscienze: i Martiri Santi Innocenti, sant’Antonio da Padova, san Gerardo Maiella, san Nicola di Bari, san Giacomo della Marca, san Domen, san Domenico Savio, la beata Laura Vicuña, santa Gianna Beretta Molla, il beato Carlo Acutis. La loro peculiare attenzione verso i piccoli sarà argomento della prossima settimana.
Cristina Siccardi

corrispondenzaromana.it

N.S.dellaGuardia
Meglio per loro che si leghino una macina d'asino al collo...