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Tempi di Maria
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I gravi e urgenti messaggi della Madonna a Kibeho: "L'umanità è sull'orlo di un abisso"

Se le esperienze delle apparizioni e quindi anche il messaggio dato dalla Vergine era individuale, tuttavia il messaggio di Kibeho presenta delle costanti e degli elementi comuni che, accolti insieme, ci possono offrire il messaggio di Kibeho nella sua globalità. E’ da questa globalità che si evince la peculiarità, poi, del messaggio della partecipazione alla Passione del Signore come mezzo indispensabile per la salvezza e la pace del mondo e la stesso rinnovamento della Chiesa.

“Il mondo è in rivolta”, “Il mondo verso il baratro”: una diagnosi negativa del mondo, se non si converte

Quando il 13 settembre 2001 ebbi a Kibeho un colloquio con Nathalie, alla mia domanda quale fosse la sintesi del messaggio della Madre di Dio apparsa a Kibeho, a distanza di vent’anni la veggente mi rispondeva: “Tante volte la Madonna mi disse che il mondo va male. Vi si commettono troppi peccati. Sta per cadere in un baratro. Solo con la preghiera, la penitenza e il digiuno, e offrendo la propria sofferenza, d’ogni specie, unita alla Passione del Signore, si può salvare il mondo e ottenere per esso la pace”. Il mondo va male e la diagnosi che ne fa la Madonna, parlando con i veggenti, richiama le varie situazioni di peccato che incombono sul mondo della fine del secondo millennio.

La terapia per la sua salvezza e per la pace sono la preghiera fatta senza ipocrisia, cioè fatta con il cuore, la penitenza e il digiuno. Ma la specialità della terapia per la salvezza del mondo data a Kibeho è l’espiazione come partecipazione alla Passione di Gesù. “Il mondo è in rivolta”, disse la Madonna a Nathalie il 27 marzo 1982. Ancora a Nathalie, il 6 luglio 1982, la Madre di Dio chiese di assumere la specifica vocazione al ministero dell’intercessione e dell’espiazione per la salvezza del mondo: “Mentre tu sei ancora su questa terra, tu devi contribuire per la salvezza di molti uomini caduti nel baratro. T’incarico di toglierli di là, collaborando con me”. Nella stessa apparizione, come poi in quella del 28 agosto e del 4 settembre 1982, la Madonna attraverso una serie di visioni fece vedere a Nathalie quanto il mondo andasse male: apparvero, allora, scene di dissensi, di odio, di violenza, scene di guerre fratricide, di empietà e di ribellione contro Dio.

L’espressione “Il mondo sta cadendo in un baratro (=kugwa mu rwobo)” frequentemente fu spiegata da Nathalie con le seguenti puntualizzazioni: nel mondo si trovano odi d’ogni genere, malvagità, dispute e dissensi, depravazione dei costumi, ribellioni contro Dio, assenza di amore fraterno, non si prega più, ecc. Quello della Madonna è perciò un pressante avvertimento, perché si abbiano a cuore le sorti dell’umanità. Il 15 agosto 1982 a Nathalie la Madonna disse tra l’altro: “…Il mondo va assai male, e se voi non fate nulla per pentirvi e per rinunciare ai vostri peccati, guai a voi! È proprio questo che continua a farmi male; perché io voglio liberarvi da un baratro, perché voi non vi cadiate, ma voi rifiutate…” .“Il mondo ha dei denti…I peccati sono più numerosi delle gocce d’acqua del mare…Il mondo corre verso la sua rovina…Il mondo è sempre più cattivo”. Poi ad Alphonsine lo stesso 15 agosto 1982 la Madre del Verbo in pianto disse: “Il mondo è sempre più cattivo…I peccati sono più numerosi delle gocce d’acqua del mare…”.

Il suo dolore era incommensurabile: “Se piango è perché voi, gli uomini, siete in uno stato critico che io non posso più trattenere le lacrime per pietà per voi”. “Figlia mia, io ho aperto le porte, ma essi (gli uomini) non hanno voluto entrare”. Lo stesso giorno la Madonna chiese a Marie Claire: “Perché alcuni non credono che sono venuta per convertire il mondo? Io chiedo loro di correggersi, di lasciare l’impurità, di convertirsi, ma essi si rifiutano”. E chiarendo il significato della caduta tra le spine, la Madonna soggiunse a Marie Claire: “Per questo sei caduta sette volte tra le spine, affinché io possa sciogliere il loro cuore indurito. Il mondo va male, figli miei: bisogna che vi mortifichiate per aiutare Gesù a salvare il mondo”. Il mondo va male, sta cadendo in un baratro, ha detto più volte la Madonna a Nathalie.

E a tutte le veggenti confida che la medicina per la conversione e il benessere del mondo è la mortificazione e la penitenza espiatrice. La stessa recita del Rosario dei Sette Dolori, tanto raccomandato dalla Madonna a Marie Claire, è un mezzo che la Madonna tanto ama e con il quale, meditando con Maria sulla Passione del Signore, si può meglio comprendere quanto valgano la salvezza e la pace del mondo, se è stata necessaria la Passione e la Croce del Figlio. Se “il mondo è in rivolta”, come disse la Madonna a Marie Claire il 27 marzo 1982, la terapia è la Passione del Signore, mentre una preghiera semplice per rivivere la memoria della Passione di Gesù, aggiunse nella stessa apparizione la Madonna, è di praticare il Rosario dei Sette Dolori.

Le cause del malessere del mondo: l’incredulità, la grande apostasia: La fede, in un mondo senza fede

Già il primo giorno dell’apparizione ad Alphosine, il 28 novembre 1981, la Madre del Verbo giustificò la sua venuta dicendo che il suo desiderio era che tornasse la fede nel collegio di Kibeho: “Voglio che le tue compagne abbiano fede, perché non ne hanno abbastanza”. Ed Alphonsine riconobbe subito che se la Madre del Verbo veniva per dare e rinnovare la fede, questo era segno di amore: “Madre del Salvatore, se veramente sei tu che vieni a dirci che qui nella scuola abbiamo poca fede, Tu ci ami”. Nella terza apparizione dell’1 dicembre 1981 la Madonna si lamentava ancora che nel collegio non c’era fede e non si credeva alla sua venuta. Nella quinta apparizione del 4 dicembre 1981, per coloro che attendevano miracoli, ricordava la necessità di credere anche senza vedere, riferendo le parole dette da Gesù a Tommaso (cf Gv 20,29): “Beati coloro che crederanno, senza aver visto”.

Ma il 6 dicembre 1981, giorno della sesta apparizione, la preoccupazione per la fede si estendeva al mondo intero. Era il primo accenno della Madre del Verbo all’incredulità del mondo, alla sua apostasia. In quest’occasione la Madonna si esprimeva in una maniera enigmatica: “La fede e l’incredulità verranno senza che ve ne accorgiate”. Forse per significare che Alphonsine avrebbe dovuto dire a tutti in quale superficialità era caduto il mondo per il quale credere o non credere sarebbe stata la stessa cosa? E che la fede era diventata, anche nel caso più positivo, un affare talmente privato, da non costituire più un indice di incidenza nella mentalità del mondo contemporaneo? A Kibeho non si parla di fede combattuta o avversata, come a Fatima, dove si allude all’ideologia marxista e agli errori della Russia. Le apparizioni pubbliche a Kibeho finiscono definitivamente nel 1989, l’anno della perestroika russa, l’anno dell’abbattimento del muro di Berlino, l’anno in cui è cessata “convenzionalmente” la lotta “militante” contro la fede, ma è cresciuta ovunque l’allergia “culturale” nei confronti di Dio.

A Kibeho, in effetti, la preoccupazione della Madonna è rivolta ad un mondo non più preoccupato della fede e di tutto ciò che la concerne, ad un mondo che, di fatto, proclama che non serve combattere Dio, e ciò che importa è di vivere non facendo caso alla sua esistenza, etsi Deus non daretur. Nella sesta apparizione, quell’appunto del 6 dicembre 1981, quando iniziò l’uso di chiedere alla Madonna di benedire i rosari portati dalla gente, alcuni di loro cadevano e quindi non venivano benedetti dalla Madonna. Questo poteva essere considerato come un atto discriminatorio da parte della Madonna. In effetti, non c’era il rischio che fosse rivelato in pubblico il nominativo della persona il cui rosario non veniva benedetto.

Nello stesso tempo, quanto accadeva diventava un aiuto che la Madonna dava al proprietario del rosario non benedetto: egli avrebbe dovuto umilmente capire che la sua fede era assente o in ogni modo assai debole. Era un avvertimento, pertanto, che dava la Madre ed un implicito invito a rinnovare o a rinforzare la fede spenta. Già abbiamo riferito quello che accadde il 16 gennaio 1982 allorché la veggente Alphonsine si vide immersa in un campo sterminato di fiori di vari colori, alcuni dei quali erano bellissimi, molti invece erano appassiti. La Madonna invitava la veggente a dare acqua ai fiori appassiti. Nelle intenzioni della Madonna la veggente diventava un apostolo che, spargendo l’acqua della fede, contribuiva a rinnovare i non credenti o i credenti, la cui fede non era alimentata.

Forte invito alla conversione

Al mondo caduto nella lontananza da Dio con spaventose conseguenze antropologiche, culturali e sociali, Kibeho risuona come un accorato e rinnovato appello alla conversione. Essendosi diffusa la notizia delle apparizioni, fin dal 16 gennaio 1982 cominciarono ad affluire sempre più i curiosi che poi, nella misura in cui erano toccati nel cuore, si trasformavano in pellegrini. Pellegrini, quindi da Kibeho, dai dintorni, dal Rwanda, dai paesi limitrofi, come dall’exZaire, dal Burundi, dall’Uganda, dalla Tanzania, e pellegrini d’ogni estrazione sociale, uomini, donne, giovani, ignoranti e colti, alti funzionari dello Stato, di fede cattolica, ma anche tanti protestanti, musulmani e animisti, fino alle grandi masse del 31 maggio 1982 e del 15 agosto del medesimo anno. Queste folle sempre di più diventavano dimostrazione della risposta che la Madonna desiderava dai suoi inviti alla conversione. E se questa gente, superando l’iniziale momento della comprensibile curiosità, cominciò a frequentare sempre di più Kibeho, era perché veniva toccata nel cuore e passava alla fede.

Fede non solo per l’accettazione dell’autenticità delle apparizioni, attraverso una decantazione critica di quelli che potevano diventare sempre più i segni probabili di credibilità, discernendo tra i veri e i falsi veggenti, ma soprattutto fede nel messaggio accorato della Madonna e adesione ad esso. Se a Kibeho non si può dire che non ci siano stati dei segni prodigiosi o miracoli, grazie alla preghiera, all’uso dell’acqua benedetta, ecc., però il grande miracolo che coinvolgeva sempre di più era quello della conversione. A chi chiedeva miracoli la Madonna rispondeva che essa dava ciò che voleva, come voleva e quando voleva. L’11 giugno 1983 la Madonna pose queste domande perentorie a Nathalie: “Vi alzate? (Murabyutse?)…Vi lavate? (Muriyuhagira?)…Tenete gli occhi aperti? (Murakanuye?)”. Nell’apparizione del 4 luglio 1983, ma anche tante altre volte, la Madonna, rivolgendosi a Nathalie, invitò alla conversione, purificandosi e lavandosi con l’acqua benedetta: “Svegliatevi, alzatevi, lavatevi e guardate attentamente (Mubyuke, mukanguke mwiyuhagire, mukanure)”.

Nell’apparizione del 29 ottobre 1983 la Madonna, rinnovando la triplice richiesta dell’11 giugno e del 4 luglio dello stesso anno, volle darne la spiegazione: “Vi alzate? Cioè, volete staccarvi dalle cose di questo mondo che vi impediscono di seguirmi? Vi lavate? Cioè, ricevete il sacramento della penitenza? Tenete gli occhi aperti? Cioè, state attenti. Perché io vi mostro molte cose, ma voi non vedete nulla”. Come espressioni di autentica conversione la Madonna chiedeva, oltre il recupero della fede, dell’umiltà, della ricerca della riconciliazione e della pace, anche l’ascesi con il distacco da ogni attaccamento alle cose di questo mondo, e quindi l’uso dei sacramenti, in particolare del sacramento della Penitenza. È il grido accorato della Madonna venuta a Kibeho in nome di Dio per evitare al mondo la sua fine. Altre volte, come accadde nell’apparizione dell’1 aprile e poi ancora il giorno seguente, il 2 aprile, la Madonna ripeteva a Marie Claire l’invito pressante: “Pentiti, pentiti, pentiti”.

Era un invito che non rimaneva solo diretto alla persona che lo riceveva, ma la Madonna spiegava che, parlando così, in effetti, Essa intendeva rivolgersi al mondo intero. Infatti, continuava la Madonna: “Quando ti dico così, non mi rivolgo solo a te, ma anche agli altri. Gli uomini d’oggi hanno svuotato tutte le cose del loro significato. Chi commette un fallo non vuole più ammettere di avere fatto il male”. Il 5 agosto 1982 la Madonna diede un avvertimento a Nathalie per tutti quelli che non prendevano sul serio l’invito pressante alla conversione: “Verrà un tempo in cui voi desidererete pregare, pentirvi e obbedire, senza più la possibilità di riuscirvi, a meno che non lo facciate da adesso cominciando a pentirvi e a fare tutto ciò che attendo da voi”.

I frutti di quest’invito alla conversione non mancarono, anzi essi furono il segno più espressivo dell’autenticità stessa delle apparizioni, come fu notato dal vescovo Gahamanyi nelle sue lettere pastorali su Kibeho, rispettivamente del 30 luglio 1983, del 30 luglio 1986 e del 15 agosto 1988, come pure appare nella Dichiarazione con cui mons. Misago il 29 giugno 2001 riconosceva l’autenticità di Kibeho Se a un modo caduto nell’ateismo, nell’empietà e nell’apostasia giunge forte l’invito alla conversione, la terapia per la sua salvezza consiste nei mezzi generici della preghiera e della penitenza-digiuno, mentre il mezzo specifico indicato dalla Madonna a Kibeho è dato dall’offerta della sofferenza in unione con la Passione di Cristo.

Invito alla preghiera insistente, fatta con il cuore, senza ipocrisia, per il mondo e per la Chiesa.

Già il primo giorno delle apparizioni, il 28 novembre 1981, la Madonna mettendo il dito sulla mancanza di fede nel collegio di Kibeho, esortava a riprendere la preghiera come espressione di un nuovo inizio della fede. Nathalie, nell’apparizione del 29 ottobre 1983, disse alla Madonna: “Spesso mi hai detto che il mondo è cattivo, che dobbiamo pregare per il mondo; che dobbiamo metterci insieme per salvarlo”. La terapia della Madonna prevede nella conversione personale, attraverso il trinomio preghierapenitenza-sofferenza offerta, il grande programma di espiazione dei peccati del mondo. Vediamo ora singolarmente i tre elementi della terapia. Da Kibeho parte un invito pressante e un’educazione insistente alla preghiera.

La Vergine insiste sulla necessità della preghiera

Nell’esortazione finale a tutta la serie di otto anni di apparizioni, il 28 novembre 1989, la Madre del Verbo torna a rilevare ad Alphonsine la necessità della preghiera: “Pregate, pregate, pregate! Seguite il Vangelo di mio Figlio…Oh voi tutti che siete considerati pazzi perché amate pregare…”. Quando Nathalie il 2 marzo 1982 chiese come fare a cacciare il demonio, la Madonna rispose: “Bisogna essere ferventi in una preghiera sincera e perseveranti nel cammino di conversione interiore. Satana non si attacca a chiunque che non sia vero cristiano e che non mi ami. Egli infuria contro di voi perché si rende conto che nella comunità ci sono molti che mi amano. Ma non abbiate paura, perché io sono con voi per proteggervi”.

L’invito pressante alla preghiera unito alla penitenza e alla sofferenza è soprattutto in vista di ottenere la salvezza del mondo. Nathalie in particolare si sente investita del ministero dell’intercessione per il mondo: “Prega perciò molto per il mondo, perché sta cadendo nel baratro”. “Mentre tu sei ancora su questa terra, tu devi contribuire per la salvezza di molti uomini caduti nel baratro. T’incarico di toglierli di là, collaborando con me”. Ed ancora a Nathalie, durante la terribile visione del 15 agosto 1982: “Raddoppiate quindi lo zelo, 5figlia mia, per la preghiera in favore del mondo, affinché i peccati diminuiscano e siano perdonati a coloro che lo desiderano. Come potrei io essere contenta, allorché vedo i miei figli prendersi gioco di me ed essere sul punto di cadere in un abisso e di perdersi…?”. La preghiera di lode e di ringraziamento a Dio è quella che è rivolta esclusivamente a Dio. La preghiera d’intercessione e di domanda è quella che, stando a quanto Nathalie spiega, è rivolta alla Madonna, agli angeli e ai santi in quanto intercessori.

Si deve inoltre pregare dal profondo del cuore, “pregare senza ipocrisia”

In particolare è Nathalie che ricorda che spesse volte la Madonna l’ha esortata, come la veggente lo disse a me personalmente, a pregare non meccanicamente e superficialmente. L’espressione ricorrente è “Bisogna pregare senza ipocrisia (gusenga nta buryarya)”. Sarebbe pregare con ipocrisia se si pregasse per farsi vedere dagli uomini. Invece, “è con il cuore che si deve fare tutto”, disse la Madonna a Nathalie il 29 ottobre 1983. Il 5 agosto 1982, a proposito della preghiera da farsi col cuore, la Madonna disse a Nathalie: “Voi lo sapete solo a parole, ma quando si tratta d’impegnarsi, non si fa nulla.

Anche quando ci sono quelli che fanno qualcosa in questo senso, essi in realtà non sanno quello che fanno, cosicché i loro cuori sono assenti, presi come sono da altre cose. È per questo che io vengo a rivolgervi degli appelli, a scuotere coloro che sono distratti e a distogliere dalle cose di questo mondo quelli che sono presi da esse, affinché possano compiere bene il loro dovere di pregare, senza distrazione e senza dispersione”38. Quanto alle disposizioni per pregare bene, la Madonna il 5 agosto 1982 aggiunse a Nathalie: “Voi non sapete domandare (gusaba); per di più voi non sapete come deve essere chi presenta una domanda…

Chi domanda qualcosa deve farlo con disponibilità e umiltà, ma anche con tutto il cuore, cosciente del profitto che potrà ricavarne e del modo con cui se ne servirà. Inoltre deve avere la fiducia (ukwizera) e la pazienza nell’attesa di una risposta”. Ci possono essere anche le distrazioni nella preghiera. Ma la Madonna disse il 4 luglio 1983 a Nathalie che non bisogna confondere le distrazioni che possono venire nella preghiera con la preghiera fatta con ipocrisia: “Quando si verifica una situazione simile, dal momento che voi siete venuta con la buona intenzione di pregare con il cuore, ciò vale meglio di quando uno viene a pregare unicamente per ipocrisia”.

Sempre a Nathalie, nella stessa apparizione del 4 luglio 1983, la Madre di Dio suggerì che la sofferenza vissuta e accolta nell’amore e con gioia è un indispensabile coefficiente per la preghiera: “…Talvolta quando noi siamo pieni di tristezza è il momento che noi ci mettiamo a cantare di tutto cuore; ma quando siamo nella gioia, noi ci comportiamo come se non fossimo mai presenti…Come Tu stessa l’hai detto spesso, a te piace dare le sofferenze perché possiamo pregare di più e meglio, perché quando noi siamo nella gioia, le distrazioni nelle nostre preghiere diventano più frequenti. Spesso noi ci presentiamo davanti a Voi con l’intenzione di pregare dal profondo del cuore, ma quando noi siamo qui i nostri cuori tornano, senza volerlo, alle cose di questo mondo.

Per questo ci vedete spesso dire alla leggera molte parole, senza partire dal profondo del cuore”. Per pregare bene è necessario anche, se non si è malati, trovare una posizione del corpo che non sia troppo comoda. È anche, infatti, importante che durante la preghiera il corpo sia mortificato. Se quando si prega si sta troppo comodi è facile cadere in preda alle distrazioni. Preferibilmente non si sta seduti durante la preghiera, insegnava la Madonna a Nathalie il 29 ottobre 1983. Se durante la preghiera viene il sonno, la Madonna consigliava a Nathalie di mettersi a pregare inginocchiata sul pavimento con le braccia aperte. Anzi, l’obiettivo da raggiungere sarebbe quello della preghiera continua, anche nella notte, vincendo il sonno.

Bisogna inoltre pregare senza stancarsi per la Chiesa che va incontro a grandi tribolazioni

Singolare fu l’apparizione del 15 agosto 1983. Alphonsine fu invitata dalla Madonna a pregare per la Chiesa cattolica, per la Chiesa in Rwanda, per la Chiesa d’Africa che avrebbe conosciuto nuovi martiri nel futuro, per il rinnovamento spirituale della Chiesa, per essere pronta nei momenti difficili. Così Alphonsine ricevette la missione di pregare anzitutto per la Chiesa e per i suoi pastori, vescovi e sacerdoti.

Pregare con l’offerta della penitenza-digiuno

Il messaggio d’invito alla penitenza e alla mortificazione è legato direttamente a quello della partecipazione amorosa alla Passione di Cristo, con l’offerta anzitutto delle proprie sofferenze morali e fisiche. Nell’esperienza delle tre veggenti il richiamo alla penitenza divenne anche invito ad accettare altre mortificazioni della propria volontà e dei propri progetti, per conformarsi alla Volontà di Dio che la Madonna veniva manifestando. Soprattutto lo dimostra Nathalie alla quale la Madonna chiese di rinunciare agli studi e allo stare in famiglia per dedicarsi pienamente ai programmi della Madre di Dio. Ma anche Marie Claire che pensava alla vita religiosa, la Madonna avrebbe proposto invece il progetto della formazione di una famiglia.

Ci sono state altre mortificazioni che la Madonna ha chiesto alle veggenti, delle quali ricordiamo la preghiera notturna all’aperto, sia a Nathalie, sia ad Alphonsine. A Kibeho la Madonna non chiese un digiuno particolare. Che forse abbia voluto tenere presente la situazione della forte povertà africana, dove tante volte si può usufruire a stento di un solo pasto quotidiano? Ma la forte esperienza vissuta da Nathalie con il digiuno quaresimale nella primavera del 1983 dice chiaramente come la Madonna abbia voluto segnalare attraverso la richiesta del digiuno un mezzo prezioso per rendere efficace la preghiera d’intercessione per la salvezza e la pace del mondo e per proporre una modalità ascetica assai concreta per significare il distacco dal peccato, la padronanza di sé e l’abbandono alla logica di Dio, perché “non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 5,4).

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La sintesi offerta è un estratto da un prezioso testo del padre Passionista Gianni Sgreva, uno dei maggiori esperti delle apparizioni e del messaggio di Nostra Signora del Dolore di Kibeho. Ho tratto da questo scritto la parte saliente sul messaggio spirituale ma, per non allungare esageratamente l'articolo, ho lasciato da parte il prosieguo dell'analisi sul messaggio che riguarda il valore salvifico della sofferenza vissuta in unione con la Passione di Cristo e che è possibile leggere a pagina 22 del pdf dell'ottimo lavoro del padre Sgreva dal titolo KIBEHO-RWANDA: attualità del messaggio mariano della Passione di Cristo consultabile e scaricabile a questo link: www.temponuovo.net/…/kibeho-sgreva-s…
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