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Francesco I

L’Istituto La Salle di Bengasi. Opera educativa dei Fratelli delle Scuole Cristiane

di Alberto Alpozzi Fotogiornalista

Dopo la vittoria italiana nella guerra di Libia (1911-1912) il prefetto apostolico della Libia il M. Rev. Bonaventura Rossetti dell’Ordine Francescano contattò a Torino il Rev. Fratel Leandro dei Fratelli della Scuole Cristiane affinché mandasse dei Fratelli per l’apertura di due nuove scuole italiane: a Tripoli e a Bengasi.
La prima scuola di Bengasi fu aperta nei locali della Missione Cattolica. Il 14 Marzo 1914. il Generale Ameglio, Governatore della Libia, così scriveva al direttore della scuola: «Colgo ben volentieri l’occasione per rinnovarle tutta la mia soddisfazione per l’opera educativa e patriottica che i bravi Fratelli svolgono in questa Colonia e che io ho avuto occasione di apprezzare anche altrove, sempre ispirata all’amor del bene ed all’elevamento morale della gioventù».

I DIRETTORI DELLA SCUOLA DI BENGASI
Fratelli insegnanti

Fratel Celso
. Fu il primo Direttore, dal 1913 al 1919. Il Generale Ameglio gli scrisse: «Al raggiungimento di pace e di prosperità che concorrono tutti ed in modo speciale i buoni Religiosi da lei diretti, che animati sempre da illuminato spirito di sacrificio e pieni di fede e di amore per la grandezza dell’Italia nostra, compiono, con filantropica abnegazione, opera altamente educativa e benefica».

Fratel Niceta. Tenne la direzione della scuola sino all’Ottobre 1923. Trasferì la scuola nei locali dell’ex Scuola Commerciale, più adatti all’insegnamento.

Fratel Guido. Direttore sino al Giungo 1927. Istituì la Schola Cantorum e implementò le attività dell’istituto con la Scuola Serale e la “Unione della SS. Crocifisso” per contribuire maggiormente all’opera educativa.
Il Regio Sovrintendente Scolastico gli scrisse: «Ho con vero compiacimento constatato, nella visita da me fatta a codesto Istituto, con quale zero e fervore i Religiosi che sono alle sue dipendenze esplicano il loro compito educativo e con con quale premurosa cura ed intelligente sollecitudine la V.S. li dirige. A ciò si deve senza dubbio se codesta Scuola si appalesa ben ordinata e di proficuo rendimento didattico. Tengo pertanto a far pervenire alla S.V. Ed ai suoi degni Collaboratori i sensi della mia viva soddisfazione».

Fratel Giustino. Ottenne ottimi risultati migliorando le condizioni della scuola e facendo fiorire la musica corale.

Fratel Flaviano. Durante la sua direzione gli alunni arrivarono a duecento. Il Governatore Emilio De Bono con Regio Decreto del 28 Dicembre 1933 fece tributare dal Re un Diploma di Benemerenza di 2° grado per “non comuni prestazioni a vantaggio delle Scuole Coloniali”. Grazie a Fratel Flaviano e all’intervento del nuovo Governatore Italo Balbo l’Istituto ebbe una nuova e più consona sede a Bengasi.
Fratel Celso
Fratel Guido
Fratel Giustino

15 Marzo 1937, Mussolini visita La Salle di Bengasi
– Testimonianza dei Fratelli
Benchè questo giorno sia ormai passato, tuttavia, esso rimane, per noi tutti, Insegnanti e Alunni dell’Istituto de La Salle, un lucido ricordo che nessun evento potrà più cancellare. È quindi con orgoglio e compiacenza che ripigliamo a parlarne.
Ricordate? Ore 9.45: un rombo di motore in via Fiume pavesata a festa. Sentiamo noi nostri cuori accelerarsi i palpiti. E quando il Duce compare sorridente sulla soglia dell’Istituto. Tutto il nostro entusiasmo prorompe fragoroso: «DUCE! DUCE!».

Momenti indimenticabili! Poi si stette muti a guardare, mentre Egli visitava i nostri locali, quasi per fissare nella mente l’immagine eroica!
Il Duce entrò allora nelle nostre classi, ove ogni lavagna ostentava disegni e scritte parlanti anch’esse della nostra devozione fascista, visitò vasti locali, salì al piano superiore che percorse per intero, esprimendo il suo compiacimento per i bei dormitori pieni d’aria e di luce, le sale d riunione, la biblioteca, i bei corridoi e la terrazza che parevano in quel giorno una festa di grazia e di allegria. Sostò quindi alcuni minuti nella graziosa Cappella, dove con noi viene ormai a compiere i suoi doveri religiosi tanta popolazione del nostro rione. Poi ridiscese in mezzo ai nostri canti e alle nostre grida di esultanza, pregandoci di ripetere, Lui, il Duce, il canto che tanto ama: «Etiopia».
Con quanto entusiasmo lo eseguirono i nostri bravi cantori! E quale premio quando, fissandoli affettuosamente, disse loro, Lui, il Duce: «Bravi!»
Chi di noi s’accorse che erano trascorsi venti minuti?

La rombante automobile ce lo portò via quando l’entusiasmo raggiungeva il delirio. Lo vedemmo allontanarsi da Via Fiume che garriva al sole il tripudio delle sue bandiere, mentre in tutti gli sguardi si leggeva la gioia commossa dei menti vissuti!
Qualcuno ha chiesto: «Quale è stata l’impressione del Capo?»
Domanda legittima. Rispondiamo con lo frase autentica detta del Duce al Provinciale dei Fratelli: «DICA PURE A TUTTI CHE SONO MOLTO SODDISFATTO».

Il Duce è parco di lodi; quelle che concede sono meritate. Noi non l’abbiamo ricercata per soddisfazione della nostra vanità personale; solo volemmo dimostrargli che anche qui, soprattutto qui, lontani dalla Patria, noi sappiamo compiere il nostro dovere.
Del resto per gli Italiani d’oggi la lode del Capo non è la meta, ma solo un incentivo al proseguimento nella fatica fino al trionfo.
Felici silenziosi, torniamo oro all’assidua giornaliera fatica, per attuare ogni giorno più, anche noi, i luminosi destini dell’Italia imperiale.

L’Opera Balilla a La Salle
La gioventù inquadrata ed ordinata è sempre, stata uno spettacolo ammirevole; l’Italia nostra ben si gloria della sua fiera e balda giovinezza, la quale da anni forma il vanto e l’ammirazione dello straniero. Nella nostra Bengasi l’O. B. ha uno sviluppo non comune, soprattutto considerando anche la G. A. L. (Gioventù Araba del Littorio) ideata ed attuata per procurare agli indigeni una conveniente formazione educativa e militare quale si conviene a sudditi della grande Italia di Mussolini. L’O. B. ebbe nella nostra città il suo sviluppo graduale col crescere della popolazione: e così quella che era un tempo un’adunanza di pochi gregari è ora una massa imponente dl gioventù organizzata e disciplinata, avente una sede meravigliosa nella nuova Casa del Balilla “CARLO TONINI”.

Anche l’Istituto de La Salle ha i suoi organizzati, dipendenti dall’organizzazione generale della città: i “Figli della Lupa “, i “Balilla”, i “Balilla Moschettieri “, i “Marinaretti” questi ultimi formati dal gruppo dei Convittori. Tutti alla venuta del Duce hanno fatto bella mostra di sè con un contegno disciplinatissimo e ammirato da tutte le Autorità.
Il Corso per Capisquadra fu quest’anno frequentato da tredici Convittori con assiduità e applicazione in tutte lo lezioni teoriche e pratiche, o ben dodici ne riportarono la Promozione.
Pure un corso di “scherma”, molto ben diretto dal Tenente Maestro Scozzarella, fa parte del programma ginnico sportivo dei nostri alunni e fin d’ora una trentina di allievi si esercita al maneggio del fioretto.
La costruzione già progettata ed in via di attuazione della grande palestra ginnastica permetterà altre possibilità sportive a cui saranno tenuti tutti i nostri organizzati.

di Alberto Alpozzi
italiacoloniale.com