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Coronavirus e apparizioni di Fatima: esiste un legame? – Julio Loredo

Carissimi Stilumcuriali, ieri, mercoledì 25 marzo il Cardinale Antonio dos Santos Marto, vescovo di Fatima, insieme al Cardinale Manuel Clemente, Patriarca di Lisbona, ha presieduto la recita del Santo Rosario nel Santuario di Fatima, in conclusione della quale hanno consacrato Portogallo e Spagna al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria. Si sono uniti all’atto i vescovi spagnoli, una secondo specifica comunicazione del Cardinale Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona e presidente della Conferenza Episcopale spagnola. Come spiega il prof. Julio Loredo nel testo che segue, e che potete trovare anche sul sito originale di Tradizione, Famiglia e Proprietà Italia, la ragione è semplice. Ma ancora una volta pensiamo che sarebbe bello e giusto se anche i vescovi italiani seguissero quell’esempio. Basterebbe modificare lievemente la consacrazione compiuta nel 1959. Speriamo, e chiediamo…

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Il motivo è implorare l’aiuto divino nell’attuale situazione di pandemia, che colpisce in modo particolarmente forte la penisola iberica.

L’atto si ispira a una precisa richiesta di Nostro Signore Gesù Cristo, fatta nel 1943 attraverso la veggente di Fatima Suor Lucia: “Ho una richiesta di Nostro Signore per i signori vescovi di Spagna e un’altra per quelli del Portogallo. Sentite la voce del buon Dio! Nostro Signore desidera che i vescovi si riuniscano in ritiro e promuovano una riforma nel popolo, nel clero e negli ordini religiosi. Se i signori vescovi spagnoli non ascolteranno questa richiesta, la Russia sarà di nuovo la frusta con cui Dio li castigherà”.

La richiesta si inseriva appieno nella logica delle apparizioni di Fatima, avvenute nel 1917. La Madonna aveva allora duramente rimproverato la situazione di peccato in cui sprofondava l’umanità. Lei, Madre di misericordia, era venuta per offrire agli uomini una via di salvezza: la recita del Santo Rosario, la comunione riparatrice, la penitenza, la conversione del cuore. Era venuta a chiedere la consacrazione della Russia, allora focolaio del peggiore male dell’epoca, il comunismo, al suo Cuore Immacolato. La Madre di Dio ammonì a Santa Giacinta di Fatima: “Se gli uomini non si convertono verrà un castigo quale non si vide mai”. Oggi, la parola “castigo” sembra intimorire molti spiriti, eppure è quella impiegata dalla Madre di Dio in quella che Benedetto XVI definì nel 2007 “la più profetica delle apparizioni moderne”.

La Madonna si riferiva alla serie di sciagure che avrebbero funestato il secolo scorso, e che si protraggono fino al nostro: due guerre mondiali, il flagello del comunismo e, poi, del post-comunismo culturale e morale. Il terzo segreto di Fatima sembra pure accennare a un altro castigo, ancora da venire.

Oggi siamo flagellati da un “nemico” che col comunismo ha in comune l’essersi originato in un Paese dominato proprio da questa ideologia. I termini della questione sono alquanto simili.

La situazione di peccato denunciata nel 1917 si è sostanzialmente mantenuta fino ad oggi. Anzi, è peggiorata di parecchio. La conversione richiesta dalla Madonna non è avvenuta.

Molto si è discusso se la pandemia di Covid-19 sia da considerarsi un castigo divino. Se lo fosse, sarebbe sulla scia degli ammonimenti di Fatima?

Qualcuno nega che questa pandemia possa avere il carattere di castigo divino, poiché è frutto di circostanze umane contingenti. Non manca chi la attribuisca addirittura a una mera “cospirazione”. Mancherebbe, quindi, l’aspetto soprannaturale. Tale critica misconosce il modo di procedere della Provvidenza divina.

Anche i fatti definiti dalla Madonna di Fatima come “castighi” – le due guerre mondiali e il comunismo – avevano cause perfettamente naturali, di natura politica, ideologica, culturale e via dicendo. Non mancavano loro nemmeno elementi cospiratori. In cosa consisteva, allora, il loro carattere di “castigo” divino?

Le situazioni difficili, tanto in campo individuale (malattie, incidenti, rovesci di fortuna) come in campo sociale (guerre, disastri naturali, crisi economiche) scuotono le nostre coscienze facendoci capire, anzi toccare con mano, la fragilità della nostra natura umana, della nostra società, del nostro mondo. Tutto può svanire in un istante. Sono prove misericordiosamente permesse dalla Provvidenza che ci invitano a scrollarci di dosso l’orgoglio e l’autosufficienza, affidandoci invece alla misericordia di Dio. Ed ecco che in queste circostanze è più facile rivolgersi a Dio attraverso la Madonna. Sono occasioni per battersi sul petto chiedendo perdono per i nostri peccati e implorando la grazia divina per risanare le nostre colpe. In altre parole: sono occasioni di purificazione e di conversione. Quante conversioni di santi sono avvenute dopo un duro colpo! Dalla conversione di S. Ignazio di Loyola durante la convalescenza per una ferita di guerra, a quella di S. Alfonso Maria de Liguori in conseguenza dello shock per aver perso una causa giudiziaria importante.

Ecco perché all’indomani di ogni grande sciagura c’è stato sempre un movimento di conversione spirituale. Fu così dopo la prima Guerra mondiale, quando Pio XI affermò che il mondo era pronto per il Regno sociale di Cristo, lanciando quindi l’enciclica Quas Primas. Fu così dopo la seconda Guerra mondiale quando in diversi Paesi soffiarono venti di conversione, come in Francia col movimento del Grand Retour e in Spagna con le Santas Misiones.

Purtroppo, non fu così dopo la caduta del Muro di Berlino. Anzi. Dopo il 1989 il mondo fu divorato da un’ondata di consumismo sfrenato e di voglia di godersi la vita in modo peccaminoso che contagiò perfino i paesi che avevano sofferto le durezze del regime comunista. Perfino le grazie del Giubileo del 2000, quando fu rivelato il messaggio di Fatima nella sua integrità, furono presto dimenticate. La decadenza morale ebbe una fortissima accelerazione col diffondersi dell’aborto, dell’omosessualità, dell’ideologia di genere e altre nefandezze.

Non sono mancate le occasioni per ravvederci. Possiamo menzionare l’attentato dell’11 settembre 2001, con la conseguente logica di guerra non più placatasi; e la crisi economica del 2008 che scosse l’economia mondiale fino alle fondamenta. Ma la voglia di vivere nel peccato è stata più forte, e il mondo è andato avanti imperterrito, inabissandosi sempre di più nel fango dei vizi.

Sarà l’attuale pandemia un nuovo segno della Provvidenza per offrirci l’occasione per riflettere sulla nostra situazione, chiedendo a Dio la grazia della conversione? Citiamo in merito le parole di mons. Ramón Castro, vescovo di Cuernavaca, Messico. Dopo aver denunciato duramente i peccati del mondo moderno, specialmente l’ideologia di genere, il prelato ammonisce:

“Dio ci sta gridando attraverso questa pandemia di coronavirus. Dio ci sta dicendo: sentite figli, fermativi e pensate dove state andando! Dio ci sta colpendo amorevolmente per svegliarci. Siete miei figli e io vi amo. Io sono misericordioso. Vedete, però, come state andando verso l’abisso. Questa pandemia di coronavirus è come se Dio ci dicesse: quanto sei fragile mondo moderno! Il tuo potere, i tuoi soldi, la tua spavalderia non possono niente contro di me! Hai voluto atteggiarti a Dio? Ebbene, vedi come cadi in un attimo!”.

A nostro parere, la pandemia di Covid-19 può e deve essere vista alla luce delle apparizioni della Madonna di Fatima. Un messaggio di tragedia, ma anche di tanta speranza. Tragedia perché gli uomini si ostinano a non convertirsi. Ma soprattutto di speranza perché nel 1917 la Madonna promise che, alla fine, il suo Cuore Immacolato trionferà. Scrisse Plinio Corrêa de Oliveira:

“È bene che, al termine di queste riflessioni, il nostro spirito indugi nella considerazione delle prospettive ultime del messaggio di Fatima. Oltre la tristezza e le punizioni sommamente probabili, verso le quali avanziamo, abbiamo davanti a noi le luci sacrali dell’alba del Regno di Maria: Infine, il mio Cuore Immacolato trionferà. È una prospettiva grandiosa di universale vittoria del Cuore regale e materno della santissima Vergine. È una promessa pacificante, attraente e soprattutto maestosa ed entusiasmante”.

Fonte:

www.marcotosatti.com/…/loredo-che-il-c…
Christoforus78
Il Polonia la gente ha ancora la Fede, noi l'abbiamo persa in massa..
Pietro da Cafarnao
I dati dei contagiati nel Veneto crescono in modo esponenziale 7208 contagiati e 308 morti per quasi 5 milioni di abitanti.
Polonia 38 milioni e 500 mila abitanti. 800 infettati e 6 morti dato di 2 giorni fa.
Polonia partecipazione alle S.Messe del popolo sì, Veneto e Italia no Messe, e ora non più accesso neanche alle Chiese.