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Francesco I
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Quando i Misericordiosi ci sparano addosso veleno

Nella sua rubrica su Avvenire, Gianni Gennari ci accusa di fomentare odio soltanto perché richiamiamo la dottrina cattolica (oltre che il buon senso). E il vescovo di Chioggia ci insulta dalle colonne del settimanale diocesano per un articolo che non ha gradito. Qualche domandina scomoda ai vertici dell'episcopato.

Ieri mattina di buon’ora mi telefona un collega di un’altra testata: «Hai visto Avvenire oggi? Lupus in pagina (vale a dire la rubrica di Gianni Gennari, ndr) attacca ferocemente la Bussola». No, non l’avevo ancora visto. Ma rischia di diventare un’abitudine. Il giorno prima era stato un altro amico a mandarmi per conoscenza il pdf del settimanale della diocesi di Chioggia, La Nuova Scintilla, dalle cui colonne il vescovo Adriano Tessarollo lanciava anatemi alla Bussola e alla mia persona per l’articolo sulle suore costrette ad uscire dal monastero di Porto Viro. Gennari invece se l’è presa per l’articolo di Andrea Zambrano sulla protestantizzazione della diocesi di Milano.

Come fare carriera sotto la dittatura di Bergoglio n.2 Lodi sperticate al "Lìder Maximo": "La Chiesa ambrosiana vuole bene a Papa Francesco"

Si potrebbe tranquillamente soprassedere sulle invettive di questi personaggi, però vale la pena riprendere i loro interventi perché sono rivelatori dell’atteggiamento di certi uomini di Chiesa che, mentre proclamano la Misericordia universale e si considerano anche più buoni e accoglienti di Gesù, sputano veleno su chiunque osi semplicemente criticare certi processi o avvenimenti. E ovviamente gli affibbiano l’etichetta di seminatori di odio. È esattamente ciò di cui Gennari accusa la Bussola.

Zambrano aveva semplicemente rilevato che due pastori protestanti (marito e moglie) sono stati incaricati dalla diocesi di Milano di commentare i vangeli del giorno dal sito della diocesi a beneficio di altri preti e dei laici (commenti che vengono trasmessi anche dalla radio diocesana). E che, soprattutto nel giorno dell’Immacolata, il commento del pastore sfiorava la bestemmia: quella di Maria è stata definita una «maternità irregolare» e Gesù «un richiedente asilo». Zambrano ha quindi fatto notare che affidare il commento al Vangelo a un pastore protestante, seppure non durante la messa, «è cosa decisamente curiosa, per non dire eretica». Ovviamente non è solo la Bussola a vedere il problema, ci sono anche qualche decina di preti che hanno protestato in Curia. Ma per Gennari quanto scritto dalla Bussola è «una scarica di odio» e arriva addirittura ad evocare la “defenestrazione di Praga” (che diede il via nel 1618 alla Guerra dei trent’anni) per invitare a «buttare l’odio dalla finestra», probabilmente insieme agli odiatori.

Dovremmo dunque dedurre che per Gennari – e per il direttore di Avvenire che ha avallato il suo sproloquio – chi semplicemente richiama la dottrina della Chiesa è per se stesso un fomentatore di odio. Tutto sommato che lo sostenga Gennari, il quale vanta una lunga militanza contro il magistero della Chiesa, sorprende fino a un certo punto. Ma che lo sostenga dalle colonne del quotidiano dei vescovi lascia quanto meno interdetti. Vorremmo chiedere ai vertici della Conferenza episcopale italiana (Cei): se il richiamo della dottrina cattolica significa fomentare odio, in base a che cosa pretendete obbedienza e sequela dal popolo cattolico?

E poi, chiariteci per favore di quale Chiesa si sta parlando. Gennari afferma che quella della Bussola è «una invettiva contro la Chiesa “ambrosiana”, evidentemente parte di “questa” Chiesa detta “francescana”». Detta “francescana” da chi? A noi risulta che ci sia solo una Chiesa, cattolica, che è di Cristo e che anche i papi devono seguire. Se la Cei ha deciso altrimenti che lo dica chiaramente, non lasci la comunicazione alle righe strampalate di un signore che scrive in modo più oscuro di Nostradamus.
Anche se a Gianni Gennari dobbiamo almeno un riconoscimento e gratitudine: con queste note velenose ha infatti infranto un tabù di Avvenire: ha nominato esplicitamente la Nuova Bussola Quotidiana quando da anni nel giornale dei vescovi c’è la consegna rigida di non nominare mai la nostra testata.

Chi invece non ha paura di chiamarci per nome è il vescovo di Chioggia. Avevamo raccontato le vicende di alcune suore, che hanno subito un commissariamento e dopo un lungo braccio di ferro sono state costrette a uscire con ignominia dal monastero e oggi attendono ancora, dopo due anni, che sia fatta loro giustizia. Peraltro il nome del vescovo Tessarollo era stato appena sfiorato a proposito della prima visita apostolica inviata dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata, ma tutto l’articolo verteva su ben altre questioni in cui il vescovo non era neanche nominato. Eppure, chissà perché, si è sentito punto sul vivo. E ha mollato i propri freni inibitori.

Così dalle colonne del giornale diocesano da cui avrebbe dovuto confutare l’articolo del sottoscritto (che comunque confermo in toto), inizia così: «Cosa fosse la “Nuova Bussola”, ne avevo un’idea sufficiente per non “frequentarla”, chi fosse poi il sig. Riccardo Cascioli me ne sono fatto ora l’idea per confermarmi nell’idea di non perdere tempo a leggerlo». Il resto dell’articolo è infarcito di altri apprezzamenti del genere, si sottolinea la mancanza di credibilità del sottoscritto, si fanno insinuazioni su obiettivi inconfessabili che avrei (ma non dice quali) e si conclude in bellezza affermando che «il senso di questo mio intervento non è di parlare superficialmente delle vicende del monastero di allora (…), ma di sottolineare l’incompetenza professionale e la meschinità di intenzioni dell’estensore di detto immorale minestrone».

Certo, per uno che afferma ripetutamente di non essere mai stato coinvolto nelle vicende della comunità monastica, non c’è male. Figurarsi se fosse stato coinvolto. Ma viene da chiedersi se sia da considerare normale per un vescovo un linguaggio diffamatorio che non sarebbe consentito ad alcun giornalista o a chiunque altro. Forse il fatto di essere vescovo dà a qualcuno la sensazione di essere al di sopra di tutto e di tutti e di poter impunemente infangare le persone. Ne prendiamo atto. Del resto sappiamo che, come accadrà per noi, anche i vescovi dovranno rispondere di quel che dicono e fanno a Qualcuno ben più importante del sottoscritto. Meglio che si preoccupino di Lui piuttosto che della Bussola.

Riccardo Cascioli


lanuovabq.it
nolimetangere
Filosofia modernista spicciola:
considerando innanzitutto che non voglio essere ripresi, non vogliono appunti o moniti, non vogliono pentirsi, che hanno deciso di demolire la Chiesa, perché troppo granitica, troppo rigida, troppo elevata come Cristo, troppo faticosa, troppo difficile, una Chiesa che rende infelici, che è inumana, mai paga e mai soddisfatta, chiede sempre di più, non si sazia mai …More
Filosofia modernista spicciola:
considerando innanzitutto che non voglio essere ripresi, non vogliono appunti o moniti, non vogliono pentirsi, che hanno deciso di demolire la Chiesa, perché troppo granitica, troppo rigida, troppo elevata come Cristo, troppo faticosa, troppo difficile, una Chiesa che rende infelici, che è inumana, mai paga e mai soddisfatta, chiede sempre di più, non si sazia mai di sacrificio, una Chiesa che ha un modello perfetto e chiede la perfezione agli imperfetti e imperfettissimi, una Chiesa che fa vittime in chi l'ama, ma che Chiesa è?
Cosa ha di buono?
Che roba è?
Si può far meglio, la si può far scendere dal piedistallo e renderla da bianca sposa a popolana prostituta, che accontenta tutti e va con tutti, che si pulisce la bocca con il dorso della mano e si dice "che ho fatto?"; NULLA si risponde.
Il male, si ripete, non esiste il male, è un'invenzione della gente, la nozione di peccato è una catena che impedisce la libertà.
Si può vivere in una Chiesa gratuita, franca da ogni pena, che lascia all'uomo non il libero arbitrio come Egli dice di darlo, ossia o fai il bene che se fai il male, compi peccato, e ti tocca chiedere perdono, promettere di non farlo più ed espiare amaramente. Che libero arbitrio è? E' libero ma con pena, con espiazione, in un modo o nell'altro si soffre, perchè o si soffre privandosi del piacere o si soffre dopo per espiare quel piacere, è dunque dov'è la libertà, è un aut aut....
Si vuol creare dalle ceneri invece una Chiesa permissiva, vicina, che abbraccia tutti e non punta il dito contro nessuno, una Chiesa che ama l'uomo nella sua debolezza e che lo incoraggia in tale debolezza, perchè la fortitudo non è di questo mondo.. Non bisogna anelarla, non bisogna crucciarsi, bisogna accettarsi, il ladro che sia ladro, l'omicida resti tale, il pederasta è un innamorato sessualmente di bambini, dopotutto che gli fa, l'omosessuale è un narcisista che ama sessualmente se stesso nell'altro, che odia metà del genere umano, l'adulterio non esiste, è amore... amore .. love is love.. Ognuno si sceglie il suo Dio, la gamma è vasta… dove vuoi, alloggiati...


E se le sono inventate tutte le giustificazioni.
Se hanno bisogno di giustificare è perchè sanno che l'errore è grave e il male è grande.

Che ci pensassero bene a quel che fanno, dicono e propagandano, questo dobbiamo sperare ed augurare.
Perchè la vita termina, in un giorno qualsiasi, ogni giorno è come un cerino che si accende, non sappiamo quale sarà l'ultimo, e poi non ci sarà più possibilità di redimersi.
Che non si pieghino al mainstream, che succhia l'anima, ne è goloso, ghiotto come un orso di miele….

Diceva Pulcinella " PE’ MMARE NUN CE STANNE TAVERNE" ossia non c'è dove ricoverarsi, dove poggiarsi, dove ripararsi, rifocillarsi, ristorarsi... e parafrasando si potrebbe dire che nell'aldilà, oltre al Paradiso non ci sono ricoveri, quel che c'è da espiare si espierà, mentre ai negatori di Dio, agli odiatori, ai picconatori irriducibili della Chiesa, agli impenitenti lasciamo che scoprino da soli la sorpresa.
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N.S.dellaGuardia
La misericordia soggettiva e selettiva è solo per i fratelli mussulmani e per i migranti. Gli altri devono tacere, e se parlano devono dire ciò che dicono tutti, cioè quel che piace a lorsignori.
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LiberaNosDomine
I mussulmani amano i sacerdoti ... amano metterli con le natiche all'aria e abusarne per giorni ... purtroppo è successo nella seconda guerra mondiale ad un innocente giovane sacerdote.
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ATTAL
Matteo 10:5-8 - “ Questi dodici Gesù li inviò dopo averli così istruiti:
«Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. …….…More
Matteo 10:5-8 - “ Questi dodici Gesù li inviò dopo averli così istruiti:
«Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. …….Matteo 28:19-20 Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.
Piena condivisione con la lineare chiarezza "Cattolica" della “Bussola Quotidiana” in questo marasma di mezze verità. Questi catto-anguilloni di piazza, garruli e misericordiosi, cosa fanno per affermare Cristo: Via-Verità-Vita?!
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Aracoeli
Siete voi che vedete l'odio ovunque perché la vostra ignoranza, se non la malafede, non vi fa vedere altro. Infatti Satana non ha nulla di buono da dare a chi lo segue come voi.
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LiberaNosDomine
E' parte dell'altra chiesa, che non è la Chiesa Cattolica ... è la falsa chiesa dell'impostore. L'albero si riconosce dai frutti, specie se velenosi.
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