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Paul
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RU486, the Pill Kill. Possiamo considerare la RU486 come un potente veleno per eliminare vite umane oppure un utile strumento per l'aborto precoce ? L'unica cosa sicura è che la RU486, nota nel mondo …More
RU486, the Pill Kill.

Possiamo considerare la RU486 come un potente veleno per eliminare vite umane oppure un utile strumento per l'aborto precoce ? L'unica cosa sicura è che la RU486, nota nel mondo come the Pill Kill, mantiene fede alla sua fama : quasi sempre riesce ad uccide un embrione entro i primi due mesi di vita (in Italia entro i primi 49 giorni). Risparmio per la Sanità pubblica sulle degenze e grandi guadagni per la casa farmaceutica che la produce. Come al solito è solo una questione di soldi.Fausto Demartis - Movimento per la Vita Civitavecchia.-
Paul
Anche in Italia, a Torino, in questi giorni, è morta purtroppo una donna dopo aver assunto la Ru486
LA REPUBBLICA, 14 APRILE 2014
Morta dopo la Ru486 a Torino, l'autopsia non chiarisce le cause
Sopralluogo del Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri nella struttura dove mercoledì sera è deceduta Anna Maria, la donna di 37 anni che aveva appena assunto la Ru486. Polemica sul Methergin, un farmaco …More
Anche in Italia, a Torino, in questi giorni, è morta purtroppo una donna dopo aver assunto la Ru486

LA REPUBBLICA, 14 APRILE 2014
Morta dopo la Ru486 a Torino, l'autopsia non chiarisce le cause
Sopralluogo del Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri nella struttura dove mercoledì sera è deceduta Anna Maria, la donna di 37 anni che aveva appena assunto la Ru486. Polemica sul Methergin, un farmaco somministratole ma che è in disuso. La Procura: omicidio colposo. Per conoscere le cause si dovrà attendere l'esito dei test tossicologici

Non ha portato a risultati evidenti l'autopsia sul corpo della donna di 37 anni morta dopo un aborto volontario tramite la pillola Ru486 disposta dalla Procura di Torino. Per scoprire l'eventuale causa della morte sarà dunque necessario attendere i risultati degli approfondimenti istologici e tossicologici, per cui saranno necessarie alcune settimane.

È durata cinque ore l'ispezione dei carabinieri del Nas nell'ospedale torinese Martini dove è morta Anna Maria, la donna di 37 anni che aveva abortito con la pillola Ru486. I militari sono stati inviati a sequestrare la documentazione clinica che riguarda questo caso e non hanno per ora ricevuto indicazione di procedere con l'analisi delle cartelle cliniche anche delle altre pazienti. L'inchiesta aperta in procura e coordinata dal pm Gianfranco Colace, ipotizza il reato di omicidio colposo ed è al momento senza indagati. Alla donna, come scritto da Repubblica, sarebbe stato somministrato, dopo la Ru486, un farmaco della Novartis che si chiama Methergin e che la casa farmaceutica aveva ritirato in alcuni Paesi dal 2011 e che invece in alcuni ospedali italiani è ancora utilizzato.

Da una prima ricostruzione sembra che, a parte la somministrazione del Methergin, il protocollo sia stato rispettato con attenzione. D'altra parte non esistono indicazioni precise e univoche su quali farmaci aggiuntivi possono essere dati dopo la Ru486 nel caso di perdite molto abbondanti come è successo alla donna poi deceduta. Quel giorno infatti sembra che Anna Maria avesse preso il medicinale che serve per espellere l'embrione e che avesse crampi addominali molto violenti e dolorosi. Solo a quel punto i medici avrebbero deciso di darle il Methergin, il farmaco che potrebbe avere scatenato la crisi che ha poi portato al decesso.

La donna, dopo la prima iniezione prevista dal protocollo, era rientrata a casa per poi tornare in ospedale mercoledì e ricevere la seconda dose di farmaci che provoca l'espulsione del feto. Poco dopo è avvenuta la somministrazione di Methergin, quindi la donna si è sentita male: prima ha accusato difficoltà a respirare, poi ha perso conoscenza. E' stata rianimata diverse volte fino alla morte avvenuta in serata, provocata con ogni probabilità da un'embolia polmonare. Proprio sull'uso del Methergin e più in generale sulle procedure legate all'aborto chimico si sono ora

accese le polemiche negli ambienti medici: manca un vero protocollo che, al di là dell'uso della Ru486, stabilisca in modo certo quali farmaci aggiuntivi vadano somministrati.
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Marcellino
Altre due donne morte per la RU486
La notizia resa pubblica in questi giorni. Due ragazze americane di 29 e 21 anni sono morte dopo aver assunto la pillola RU486, dopo rispettivamente 24 ore e cinque giorni di sofferenza
di Benedetta Frigerio
Dopo che l'Aifa, lo scorso luglio, ha reso legale la pillola abortiva Ru486 e dopo che le Regioni italiane hanno dibattuto sulle modalità “più sicure” di …More
Altre due donne morte per la RU486
La notizia resa pubblica in questi giorni. Due ragazze americane di 29 e 21 anni sono morte dopo aver assunto la pillola RU486, dopo rispettivamente 24 ore e cinque giorni di sofferenza
di Benedetta Frigerio

Dopo che l'Aifa, lo scorso luglio, ha reso legale la pillola abortiva Ru486 e dopo che le Regioni italiane hanno dibattuto sulle modalità “più sicure” di somministrarla, quasi ci fosse un modo per renderla meno “abortiva”, in America muoiono altre due donne che l'hanno utilizzata.

Ne danno notizia tre esperti dei Cdc (Centres for Disease Control and Prevention). Le morti, di cui si è data notizia solo in questi giorni, risalgono una al 2008 e l'altra al 2009. La prima ragazza, di 29 anni, ha preso la pillola alla quinta settimana di gestazione (in Italia si può assumerla fino alla settima perché sarebbe meno rischioso), la seconda, una 21enne, era alla settima. Entrambe sono decedute per shock settico da “Clostridium Sordelli”, la stessa infezione che ha già ucciso altre sei donne.

La pillola cosiddetta “indolore” ha causato alla prima ragazza un'agonia di 24 ore, mentre i medici per cercare di salvarla le toglievano utero e ovaie. La seconda ragazza ha sofferto cinque giorni. La Planned Parenthood Federation si è giustificata dicendo che il problema è che la pillola è stata assunta per via vaginale anziché orale, ma è avvenuto che altre donne sono morte assumendola per via orale. Il dottor Randy O'Brandon, direttore del Centro di ricerca nazionale per il diritto alla vita (Nrl), ha messo in evidenza recenti studi che dimostrano che «non è il secondo farmaco (Cytotec) che la donna assume dopo la Ru486 a essere pericoloso, ma la pillola in sé». Non centrerebbe quindi la modalità, vaginale o orale, con cui viene somministrata la seconda pastiglia.

Mentre si disquisisce sull'uso “migliore” della pillola, il bilancio delle vittime sale a trentuno. Senza contare i decessi che non sono ancora stati rivelati. E' significativo che l'America, dove le autorità vigilano scrupolosamente, sia il paese che conta più morti dovuti alla RU486. Mentre in Inghilterra, per esempio, due decessi del 2008 sono emersi solo dopo un'indagine specifica richiesta dal Ministero delle Politiche sociali. E se negli Usa la stampa ne ha dato notizia, interrogandosi sulla pillola, sui giornali inglesi non si è letta nemmeno una riga a riguardo.
Paul
twentynine women have died after taking RU-486 : they were found to have died from an infection caused by a rare bacterium, Clostridium sordellii. The deaths, which have occurred since RU-486 was approved in 2000, have led some abortion providers to change the way they give pill-based abortions, which some experts say might make women more susceptible to infection.
Opponents of abortion have pointed …More
twentynine women have died after taking RU-486 : they were found to have died from an infection caused by a rare bacterium, Clostridium sordellii. The deaths, which have occurred since RU-486 was approved in 2000, have led some abortion providers to change the way they give pill-based abortions, which some experts say might make women more susceptible to infection.
Opponents of abortion have pointed to the deaths as a reason to remove RU-486 from the market.
simone
Non è solo una questione di soldi, vedi:
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Non è solo una questione di soldi, vedi:

La religione di Satana