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Grandi verità: i cattolici che cercano COMPROMESSI con il mondo negano la fede (Ven. Fulton J. Sheen)

Il secondo tipo di anime che possono trovare un aiuto nella prima parola sulla Croce sono coloro che, pur avendo il grande dono della fede, si lasciano influenzare dal mondo e negano o nascondono la propria fede. Stiamo parlando di quei cattolici un po’ pavidi che dicono: “Certo che ho mangiato la carne alla festa di venerdì scorso. Non vorrai che mi faccia ridere dietro?”. Oppure “Sì, ho iscritto mio figlio ad un college non cattolico. Sono più aperti, sai, e mi darebbe fastidio farlo studiare con i figli dei poliziotti”. Oppure “Quando in ufficio tutti ridevano della Messa, non ho detto che sono cattolico, il capo è fortemente anticlericale, non posso rischiare di perdere il posto”.

Sicuramente, cattolici senza spina dorsale come questi avrebbero una vita più facile se rinunciassero alla fede. Gli uomini d’affari potrebbero farsi meno scrupoli nel fregare la concorrenza; le passioni giovanili troverebbero più facile sfogo; i mariti potrebbero avere una seconda moglie; le mogli un terzo marito; mogli e mariti potrebbero concedersi tutti i lussi che vogliono, senza preoccuparsi di risparmiare in vista della futura crescita della famiglia; i politici aumenterebbero i loro consensi se non fosse evidente la loro matrice cattolica; gli avvocati potrebbero fare più soldi, se non dovessero confessare i loro peccati e porvi rimedio; i medici sarebbero più ricchi se fossero meno coscienziosi e preoccupati della Giustizia divina. Non ci sono dubbi: la vita dei cattolici nel mondo sarebbe più facile se fossero “un po’ meno cattolici”. Non c’è una sola frase nella predicazione di nostro Signore che prometta che il mondo ci amerà di più perché credenti. Al contrario, c’è una lunga sfilza di passaggi che prevedono che il mondo ci odierà perché siamo Suoi:

Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia (Gv 15, 19).

Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli... chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà (Mt 10, 32–33; 38–39).

Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano! (Mt 7, 14)

Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi (Mc 8, 38).

Se perseveriamo, con lui anche regneremo; se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà (2Tm 2, 12).

E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna (Mt 5, 30).

I veri discepoli di Cristo sono agli antipodi della mentalità del mondo: i puri di cuore verranno derisi dai seguaci di Freud; i miti saranno dileggiati dai marxisti; gli umili saranno calpestati dai giovani rampanti; i Sadducei-liberal li chiameranno reazionari; i Farisei-reazionari li chiameranno liberal. Nostro Signore ha insegnato: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi” (Mt 5,11).

Tutti questi cattolici che cercano il compromesso sono invitati a mettere in pratica la fortezza del nostro Salvatore sulla croce, che, incurante della morte, per redimerci, ci ha insegnato a non curarci del disprezzo del mondo pur di giungere alla nostra redenzione. Non dobbiamo dimenticare le parole di nostro Signore: “Chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli” (Mt 10, 33). E se i cattolici non sono abbastanza forti nell’amore per Cristo, perché si vergognano di Lui, allora che almeno siano forti per paura dello scandalo, perché si vergognano della propria pavidità. Il cattivo esempio dato dai cattolici è spesso usato come scusa per giustificare il male. Perché il mondo si scandalizza di più davanti ad un cattivo cattolico che non davanti ad un qualsiasi altro cattivo? Perché la caduta di un cattolico è commisurata all’altezza degli standard che si propone.

La fortezza di cui parliamo è fortezza morale, non prevaricazione, è la fortezza che ci permette di dichiarare la nostra fede in Dio anche davanti ai nemici che ci hanno inchiodato sulla croce del disprezzo, la stessa fortezza di Eleazar che, davanti all’ordine di Antioco che lo obbligava a mangiare carni proibite dal giudaismo, a chi gli consigliava di fingere di cedere, rispose “Non è affatto degno della nostra età fingere… Infatti, anche se ora mi sottraessi al castigo degli uomini, non potrei sfuggire, né da vivo né da morto, alle mani dell’Onnipotente” (2 Mac 6, 24;26).

Il terzo tipo di anime a cui la prima parola sulla croce può ispirare una maggiore fortezza, comprende coloro che sono convinti della verità, ma non vogliono pagarne il prezzo. La conversione implica pagare un prezzo, e il prezzo è il disprezzo del mondo. Molte anime rimangono bloccate tra la convinzione che quello che predica la Chiesa è vero e la certezza che aderirvi significa farsi dei nemici. Una volta varcata la soglia della Chiesa, queste persone si trovano circondati da una certa ostilità, là dove prima c’era un clima di amicizia. Ci sarà chi li accusa di essere impazziti, potrebbero perdere il lavoro; gli amici, fermi sostenitori della libertà di coscienza, potrebbero voltar loro le spalle proprio perché hanno liberamente seguito la propria coscienza. Alcuni li prenderanno in giro per la loro frequentazione delle funzioni, considerate pratiche superstiziose, mentre la loro fede nel soprannaturale sarà vista come dabbenaggine.

Se avessero aderito a qualche strana religione orientale, dietro ad un qualche adoratore del sole o fondatore di una nuova religione, sarebbe andato tutto bene, era un loro diritto, ma aderire alla Chiesa, è un po’ andar fuori di testa, come quando dissero a nostro Signore “che aveva un demonio”. Perché questo cambio repentino di atteggiamento davanti alla conversione alla Chiesa? È semplice: convertirsi alla Chiesa ci fa entrare in un’altra dimensione: quella soprannaturale. Cambia il nostro sistema di valori, i nostri scopi, il modo di pensare, i criteri di giudizio, scegliamo tutto quello che è agli antipodi dello spirito del mondo. Il mondo con il suo odio per la disciplina, l’amore dei piaceri e l’indifferenza verso la verità non può sopportare una vita fondata su Cristo e preoccupata della salvezza dell’anima. “Vi ho scelti dal mondo per questo il mondo vi odia… Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo… sappiate che prima di voi ha odiato me.” (Gv 15, 19. 18).

Oggi molti vogliono una religione che assecondi il loro modo di vivere, invece di una fede che richieda qualcosa da loro. Il risultato è che, per rendere la religione più popolare, troppi profeti l’hanno annacquata, fino a che non si è più distinta in alcun modo da un sentimentalismo secolare. La religione diventa così un bell’oggetto, un’opera, non più una vita, non una responsabilità. Senza dubbio una religione che sia più permissiva con le debolezze umane può risultare più popolare; ad esempio una religione che neghi l’esistenza dell’inferno per chi ha sbagliato o che non dica nulla contro il divorzio e coloro che non tengono fede alle promesse fatte. Tuttavia, come cattolici, non possiamo alterare il messaggio di Cristo; è Lui, non noi, che ha fondato la nostra religione.

Inoltre, l’unica religione che può davvero aiutare il mondo è una religione che sappia opporsi alla mentalità del mondo. Molti americani si sentono così delusi da un Cristo senza croce, da guardare di nuovo alla Croce come l’unico punto di riferimento valido che dia un significato alla vita. Magari non riescono a trovare le parole per esprimere il loro conflitto interno, ma sentono indistintamente che alla base della loro infelicità c’è un contrasto tra volontà diverse: i litigi in famiglia hanno questa radice; la nostra miseria ha anch’essa questo alla base; il nostro egoismo che contraddice il volere di Dio.

Dobbiamo riscoprire che la pace è là dove la nostra volontà coincide con il volere di Dio, che vuole la nostra realizzazione. Quando disobbediamo al suo volere, non stiamo affermando la nostra indipendenza, ma stiamo solo mutilando la nostra personalità, come rovineremmo un rasoio, se pretendessimo con esso di tagliare un albero. Siamo di Dio, e solo in Lui possiamo essere felici. La nostra infelicità ha la sua origine nella nostra ribellione. La nostra pace può solo venire se sapremo tornare con tutto noi stessi al Suo servizio. Di qui la Croce, il simbolo del sacrificio per amore.

(Fulton J. Sheen, da “Il pianto del Cristo” edizioni Mimep-Docete)

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In una delle rivelazioni di Gesù a Renato Baron gli disse che le persone non si convertono perché si sono compromesse con il mondo. Aggiungo io, non vogliono rinunciare ai piaceri della carne, e quindi ad ogni sorta di desideri, di divertimenti in funzione dei quali vivono e ne fanno un idolo. Per esempio, se Il figlio o la nipote è bella o sono belli, devono sposare una persona importante con …More
In una delle rivelazioni di Gesù a Renato Baron gli disse che le persone non si convertono perché si sono compromesse con il mondo. Aggiungo io, non vogliono rinunciare ai piaceri della carne, e quindi ad ogni sorta di desideri, di divertimenti in funzione dei quali vivono e ne fanno un idolo. Per esempio, se Il figlio o la nipote è bella o sono belli, devono sposare una persona importante con tanti soldi. Non pensavo che tra queste persone che fanno questi pensieri, e poi li mettono in pratica, vi sono anche dei discepoli, che fanno molto apostolato e tengono in scacco le loro famiglie, perché pregano, ma poi non conoscono e non mettono in pratica la Parola di Dio. Che desolante vedere costoro che sono spesso con la corona del Rosario e dopo aver ricevuto da loro del male, si debba pregare anche per loro, perché si convertano.
E questi sono pure ministri straordinari dell'Eucaristia.
Gesù, abbi pietà di noi che siamo peccatori!!!