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alda luisa corsini
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Il tunnel di Ezechia

di Alessandro Conti Puorger

Alla fine del XIX secolo a Gerusalemme fu scoperta l'esistenza di un ulteriore tunnel perforato sotto il monte Ophel che dall'oasi della sorgente di Gihon conduce, con un percorso tutto in sotterraneo, alla piscina di Siloe.
Pur se la distanza in linea d'aria tra la sorgente di Ghicon e la Piscina di Siloe è di 315-320 m, l'intero percorso che si sviluppa su un complesso tracciato curvilineo tra i due imbocchi, forse seguendo facilitazioni insite nella roccia con allargamento di fenditure esistenti, compresi gli estremi fuori dalla perforazione della roccia in situ, è 533 metri e la pendenza media è dello 0,06%.
Questo tunnel, non rivestito, scavato interamente nella roccia, con sezione generalmente stretta e in alcuni tratti anche molto alto, come fosse stato rettificata sbassando tratti di pendenza errata, ora è sempre percorribile da una persona con acqua che oscilla tra metà stinco e coscia.
All'ingresso, lato piscina di Siloe, poco dentro l'interno del tunnel nei pressi quello sbocco nel 1880 fu ritrovata un'iscrizione risalente probabilmente all'VIII secolo a.C. in quanto in alfabeto paleo-ebraico, ma l'originale al tempo della dominazione ottomana della Palestina fu asportato rovinandone la partesuperiore ed è stato portato in Turchia; ora sul posto c'è una copia.

e

Copia della Iscrizione nel Tunnel

L'iscrizione residua si sviluppa su 6 righe, tradotta in italiano dice:

1 riga - ...il tunnel... e questa è la storia dello scavo. Quando...
2 riga - i picconi scavavano ancora l'uno contro l'altro e restavano ancora tre cubiti da scavare... la voce di uno...
3 riga - si sentiva chiamare dall'altra parte, (perché) c'era ZRH nella roccia, a destra e a sinistra e il giorno che
4 riga - il tunnel (fu terminato) i tagliatori di pietra scavarono ognuno verso l'altra parte, piccone contro piccone e
5 riga - fluì l'acqua dalla sorgente fino al pozzo per 1200 cubiti (553 metri)...
6 riga - ...e di 100cubiti (46 m) era l'altezza dalla testa degli scavatori
Il termine ZRH , in effetti, è il radicale di "ventilare", come se passasse aria, una fenditura, allora, e le lettere, infatti, suggeriscono da una "ferita il corpo aperto ", pare proprio suggerire che comunque vi era una fessura nella roccia.
Quel dire che fluì l'acqua dalla sorgente fino al pozzo per 1200 cubitisuggerisce la rottura con i picconi dell'ultimo diaframma invero fosse quello lasciato a monte per far defluire nel tunnel le acque della sorgente.
Questo diaframma non si deve confondere con quello tra eventuali due cantieri di scavo che s'incontrano all'interno, ma appunto alla foratura dell'ultimo vero diaframma che doveva essere stato lasciato a monte tra sorgente e imbocco del cunicolo per poter operare tutto lo scavo del tunnel con meno acqua tra i piedi, mentre l'acqua della sorgente defluiva ancora nel vecchio canale.

Galleria di Ezechia - stralcio planimetrico

Grafico del tracciato del tunnel
dalla sorgente di Gihon alla piscina di Siloam


L'iscrizione, infatti, non è posta ove ci si sarebbe atteso che fosse, ossia nel punto d'incontro tra due eventuali fronti di scavo, all'interno nei pressi in corrispondenza del sovrastante pozzo di Warren che alcuni pensano come può accadere in una normale galleria che si perfora da due imbocchi per ridurre i tempi d'esecuzione, ma allo sbocco a valle all'interno quindi delle mura perché un domani fosse più facilmente visibile.
Questo cunicolo è un'opera importante che ha comportato un rilevante impegno, tutto scavato ovviamente col piccone probabilmente seguendo l'andamento di fessure e cavedi d'erosione nella roccia.
Misure di carbonio 14, su materiale organico -frammenti di legno e di piante in tratti d'intonaco - e radiometriche e di uranio-torio su stalattiti del tunnel hanno confermato per l'epoca di foratura del cunicolo l'VIII secolo a.C..
Dalla Bibbia poi si ricava che fu il re Ezechia, il XIII Re di Giuda che regnò a Gerusalemme tra il 716 e 687 a.C., figlio del Re Achaz e della regina Abi-jah, che fece scavare quel lungo cunicolo, appunto chiamato poi "Tunnel di Ezechia".

In 2Cronache 32,1-8 si trova questo edificante passo sugli eventi avvenuti al tempo di quel re quando Gerusalemme era minacciata di assedio da parte degli Assiri: "Dopo questi fatti e queste prove di fedeltà, venne Sennàcherib, re d'Assiria. Penetrato in Giuda, assediò le città fortificate e ordinò di espugnarle. Ezechia vide l'avanzata di Sennàcherib, che si dirigeva verso Gerusalemme per assediarla. Egli decise con i suoi comandanti e con i suoi prodi di ostruire le acque sorgive, che erano fuori della città. Essi l'aiutarono. Si radunò un popolo numeroso per ostruire tutte le sorgenti e il torrente che scorreva attraverso la regione, dicendo: Perché dovrebbero venire i re d'Assiria e trovare acqua in abbondanza? Agì da forte: ricostruì tutta la parte diroccata delle mura, vi innalzò torri e al di fuori un altro muro, fortificò il Millo della Città di Davide e preparò armi in abbondanza e scudi. Designò capi militari sopra il popolo; li radunò presso di sé nella piazza della porta della città e così parlò al loro cuore: Siate forti e coraggiosi! Non temete e non abbattetevi davanti al re d'Assiria e davanti a tutta la moltitudine che l'accompagna, perché con noi c'è uno più grande di quello che è con lui. Con lui c'è un braccio di carne, con noi c'è il Signore, nostro Dio, per aiutarci e per combattere le nostre battaglie. Il popolo rimase rassicurato dalle parole di Ezechia, re di Giuda."

In questo brano è solo detto che Ezechia fece nascondere le acque sorgive, quindi, anche quelle del Ghicon che erano a est del Millo , che fortificò, assieme a tutta la Città di Davide.
Nel libro dell'Ecclesiaste o Siracide in 48,17, nei riguardi di quel re si legge: "Ezechia fortificò la sua città e portò l'acqua nel suo interno; con il ferro scavò un canale nella roccia e costruì cisterne per l'acqua."

Solo in questo testo scritto nel II secolo a.C., quindi ben 400 anni dopo gli eventi, si trova esplicitamente traccia di uno scavo nella roccia, che non era citato nel libro 2Cronache in quanto questo primo testo evidentemente voleva che il tunnel rimanesse un segreto anche per gli stessi Israeliti contemporanei, onde non potessero rivelarlo al nemico in caso di ulteriori assedi.
Quando Ezechia ebbe l'idea di far scavare il tunnel il lavoro, pur se impegnativo, doveva essere portato avanti tenendo presenti i seguenti aspetti:

l'acqua del Ghicon con un canale scoperto fluiva tutto esterno alle mura fino alla vasca poi detta piscina di Siloe;
in caso d'assedio gli assedianti avrebbero tagliato facilmente quel rifornimento d'acqua prezioso per la città e l'avrebbero usato per loro;
occorreva mettere tutto al sicuro all'interno delle mura ed eliminare la traccia del vecchio canale;
era urgente; quindi, il tempo doveva essere il minore possibile;
doveva essere un lavoro segreto in modo che la stessa popolazione di Gerusalemme e gli operai ne dovevano essere all'oscuro perché non avvenissero spiate in favore del nemico.
Ezechia, ben consigliato, colse l'occasione dell'esistenza di un tunnel che era una specie di passaggio segreto che aggirava le mura e che forse era noto solo al Re, come via di fuga in un eventuale assedio, quello di Warren ed escogitò con i suoi consiglieri un audace piano, quello di scavare un tunnel segreto diretto tra Ghicon e la piscina di Siloe noto al Re per andare ai "Giardini" e fuggire dalla città in caso di sommosse o altro.
Chi doveva e poteva sapere tutto oltre il re era certamente il progettista e una sua strettissima cerchia che avrebbe dato ordini, volta per volta, agli scavatori e ai capi cantiere.
L'equipe d'ideatori e fiduciari del re, forse, poi addirittura lavorò in fase finale.
Oggi il tunnel è Lungo 512,50, suddiviso in due estese di lunghezza diversa:

da imbocco lato Ghicon fino all'incontro 204,00 metri (C1);
da imbocco lato Piscina fino a incontro 308,50 metri (C2).
Per soddisfare a tutte quelle condizioni credo lo sviluppo dei lavori sia stato nel seguente modo:

per ridurre il tempo di esecuzione del 40% furono usati due fronti di avanzamento, entrambi in leggera contropendenza verso il Ghicon, con due diverse squadre di operai, ma nessuna delle due sapeva dove stava andando e perché scavava;
per la ristrettezza del cunicolo in avanzamento potevano scavare uno - due operai col piccone e altri dietro per lo per lo sgombero dandosi cambi giorno e notte.
Tre dovettero essere i cantieri di lavoro con impiego di separati gruppi di operai, per rispettare le condizioni in precedenza enunciate imposte dal problema.
Questi tre cantieri dovettero operare nel seguente modo:

il primo, che chiamo cantiere C1, con accesso dal tunnel preesistente, quello superiore detto di Warren, provvide a slargare il pozzo verticale per usarlo come discenderia per calare e far risalire gli operai e sgomberare il materiale di scavo, proseguì con un fronte di avanzamento sub-orizzontale verso la fonte Ghicon, ma con un tracciato curvilineo per cui gli stessi operai non potevano immaginare dove andavano a parare seguendo fessure e anfratti della roccia che permettevano di facilitare lo scavo;
il secondo, il C2, in contemporanea al lavoro del C1, ma con fronte di avanzamento dal lato sbocco in città, pure con tracciato curvilineo per cui nell'avanzamento gli operai erano all'oscuro dove si dirigevano, quando stavano per incontrarsi con la discenderia del C 1 furono fermati lasciando un diaframma in opera;
il terzo, il C3, di operai fidatissimi, forse tutti sacerdoti del Tempio, addetto alla apertura dei 2 diaframmi, uno tra il C2 e il C1 e uno tra il C2 e lo sbocco lato Ghicon nonché alla finiture.

Il C1 si fermò prima di sfondare verso il Ghicon.
Il C2 nel suo avanzare nei pressi della discenderia per motivi di segretezza fu sospeso prima di sforare con lo scavo effettuato dal C1.
Quando il progettista ritenne vicino il momento, chiusi i lavori del C1 e del C2, attivò la squadra segreta del C3.
Questa poté provvedere all'apertura del diaframma C2/C1, quindi, diviso in due gruppi, operando dall'interno del Tunnel e dal Ghicon, poco vicino allo sbocco dove fu trovata la famosa l'iscrizione, abbatterono il diaframma e l'acqua del Ghicon finalmente ebbe modo di scorrere fino alla piscina, quindi, occultarono l'antica sorgente.
Il tunnel così rimase opera occulta e segreta non rivelabile al nemico da parte di qualche traditore.

lett228f.htm
Don Andrea Mancinella
Grazie dottoressa, è molto interessante! Io avevo confuso il nome della piscina di Siloe con la Fonte, che invece Lei indica correttamente come Fonte di Ghicon. Ancora cari saluti in Gesù, Maria S.ma e San Giuseppe!
don Andrea Mancinella, eremita della Diocesi di Albano
florior
Bei ricordi
alda luisa corsini
Bravi, cari amici!
RICCARDO CARIAGGI
Posso ricordare con una "vena di orgoglio" di avere percorso questo cunicolo negli anni '90 in occasione di un pellegrinaggio in Terra Santa nella bella stagione. Eravamo accompagnati da don Piero Ottaviano Salesiano di Torino che nei mesi invernali ci faceva lezione di Cristianesimo per adulti presso il Didaskaleion.
Francesco I
La morte di Piero Ottaviano è stata una grande perdita. Laureato in fisica, trovò impiego presso l'Olivetti dove progettò e realizzò il primo computer italiano, nel 1960 aveva già uno stipendio di 600mila lire al mese (per gli amici svizzeri: al cambio corrispondevano a quasi 4500 franchi dell'epoca). Era figlio della signora Luigina Fassio consigliere regionale del Piemonte, poi delegata per l'…More
La morte di Piero Ottaviano è stata una grande perdita. Laureato in fisica, trovò impiego presso l'Olivetti dove progettò e realizzò il primo computer italiano, nel 1960 aveva già uno stipendio di 600mila lire al mese (per gli amici svizzeri: al cambio corrispondevano a quasi 4500 franchi dell'epoca). Era figlio della signora Luigina Fassio consigliere regionale del Piemonte, poi delegata per l'elezione del Presidente della Repubblica oltre ad essere membro del consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Torino . Piero Ottaviano abbandonò una brillante carriera per predicare il Vangelo: Non volle insegnare nelle scuole salesiane in quanto gli avrebbero assegnato la cattedra di matematica e fisica, preferì insegnare religione nel liceo pubblico "Segré" dove era molto apprezzato dagli allievi, tanto che si faceva a gara per poter essere accompagnati da lui nelle gite scolastiche (fatto insolito in quanto normalmente l'accompagnatore degli allievi è il docente di Storia dell'Arte)
Gli ultimi anni della sua vita furono dedicati alla Evangelizzazione della Turchia. Tornando proprio dalla Turchia fu colpito da una violentissima emicrania: ricoverato all'ospedale Molinette di Torino gli fu diagnosticata una neoformazione cerebellare che lo portò alla tomba in pochi giorni,
Fu sepolto accanto ai suoi genitori, nel cimitero di Rocca d'Arazzo in provincia di Asti.
Il centro da lui fondato il "Didaskaleion" contava sulla presenza di numerosi docenti dell'Università di Torino tra cui il Professor Eugenio Corsini docente di letteratura cristiana antica
vedi : wikipedia.org/wiki/Eugenio_Corsini
ed il prof. Ezio Gallicet che gli subentrò nella Cattedra.
alda luisa corsini
😊 😇 😍 Abbiamo già parlato dell'omonimo di mio padre, caro Franco. Bellissimo racconto...