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Beato Alano della Rupe: LO SPLENDORE E IL VALORE DEL SANTISSIMO ROSARIO (incunabolo del 1498) Libro I. Mese Mariano CAPITOLO IX: SEGUE LA MERAVIGLIOSA VISIONE, MANIFESTATA AL (NOVELLO) SPOSO…More
Beato Alano della Rupe: LO SPLENDORE E IL VALORE DEL SANTISSIMO ROSARIO (incunabolo del 1498) Libro I.

Mese Mariano

CAPITOLO IX: SEGUE LA MERAVIGLIOSA VISIONE, MANIFESTATA AL (NOVELLO) SPOSO, DOPO LA VISIONE DELL’ASSUNZIONE (DI MARIA SS. AL CIELO).

"La Visione rivela, appunto su come
Maria, Madre di Misericordia, combattè
contro la Giustizia e le Sue Sorelle, e le
vinse.
Non che in Cielo sono mai avvenute
guerre o discordie, come qui sembrerebbe,
essendoci ivi Pace infinita e Concordia
Eterna.
Tuttavia, come ha detto Maria, (tale
lotta) è segno del contrasto tra le passioni
umane e la Volontà di Dio, vale a dire (il
contrasto) tra la Giustizia e la Potenza e la
Verità (e la Volontà di Dio), come può essere
compreso anche dai più semplici.

Il Rosario della misericordiosissima
Trinità conferma sulla via del Signore tutti
coloro che lo amano, affinchè non vengano
meno per la stanchezza.
Perciò (il Rosario) è come la brocca di
Rebecca, dalla quale bevvero gli Angeli e gli
uomini (Gen. 24): così (esso) sia giustamente
ricordato da tutti, per essere confermati nel
bene.
Esso è, poi, come una medicina
gradevolissima, che (ci) risolleva dalla
nostra infermità, e prevale con la sua
meravigliosa forza su tutte le avversità (così
[San] Bernardo nelle Lodi dell’Ave Maria)

Riporto dunque la Visione assai bella e
mirabile sul Salterio (del Rosario) della
Vergine Maria
Infatti, colui (Alano) che la Vergine
Maria sposò (misticamente), dopo la
precedente Visione, vale a dire l’Assunzione
della medesima, vide all’improvviso e in
modo meraviglioso, le cose che seguono.
Vide, allora, che, dopo che la
Beatissima Madre di Dio, la Vergine Maria,
prese possesso dei tre Imperi dei Cieli, le tre
antiche Imperatrici dei Cieli, ossia la
Potenza che imperava sui cinque Regni del
Padre; la Giustizia, che imperava sui cinque
Regni del Figlio; e la Verità che imperava sui
cinque Regni dello Spirito Santo.

Dal momento che (è) lo Spirito Santo
che deve insegnare la Verità, poichè è il
Datore dei Doni.

Dopo che le tre Imperatrici, delle quali
parlai in precedenza, videro la Regina di
Misericordia come Novella Imperatrice, (e)
che voleva governare tutte le cose per mezzo
della Misericordia, tennero consiglio
dicendo: «Che facciamo? Se lasciamo,
dunque, a questa Vergine di regnare con
Misericordia, tutte insieme scompariremo,
dal momento che scomparirà la Legge per le
colpe, verrà meno, poi, la Potenza di Dio
contro i malvagi.
Allo stesso modo, svanirà la Sentenza
Verissima di Dio sulla loro dannazione».

Per questo conclusero di dichiarare
guerra all’Imperatrice Maria, per recuperare
i diritti di un tempo.
Cosa meravigliosa!
Appariva a lui (ad Alano) assai
visibilmente, come se la vedesse con gli
occhi del corpo, che la Potenza del Padre,
coi suoi infiniti seguaci mosse una terribile
guerra contro la Vergine Maria.
Ma la Beatissima Vergine Maria, Regina
di Misericordia, munita delle armi della
Misericordia e di tutte le Virtù, ed
accompagnata dai Meriti propri, e dai Meriti
di tutti i Santi, che sedevano su cavalli
bianchi spirituali, ebbe una grandissima
vittoria sulla parte avversaria.

Infatti, la Potenza del Padre, che era di
grandezza infinita, fu catturata e legata e fu
condotta davanti alla Novella Regina ed
Imperatrice del Cielo, vale a dire, la
Misericordia, insieme ai cinque propri
Vassalli, che, per cinquemila anni e più,
avevano governato i cinque Regni
dell’Impero del Padre.

Erano di tal fatta le cinque gigantesche
Regine di una forza indicibile.
La prima si chiamava Maledizione,
la seconda (si chiamava) Ignoranza,
la terza (si chiamava) Durezza,
la quarta (si chiamava) Privazione,
la quinta (si chiamava) Schiavitù.

Ad esse, l’amorevolissima Novella
Imperatrice disse: «O Signore potentissime,
dal momento che è giusto che si compia la
Divina Volontà, che si persegua la Divina
Sapienza, che si perduri nella Bontà (di Dio);
dal momento dunque che piacque alla
Volontà, Bontà e Sapienza di Dio, di innalzare
l’umilissima Mia (Persona) con la Sua
speciale Grazia, ad Imperatrice di
Misericordia, è giusto che Io difenda il Regno
di Misericordia, con tutte le forze.

Dal momento che – disse – avete
regnato per 5000 anni ed avete sempre
respinto la Misericordia, è del tutto giusto
che una così grande Figlia regni almeno per
il medesimo tempo nel quale avete regnato
voi.
E perciò con l’autorità di (Dio) Padre
Onnipotente, e del Figlio e dello Spirito
Santo, Io vi sollevo dalle vostre cariche, e
come Nuova Regina, stabilisco nei cinque
Regni, a partire da ora, nuove Guide.


Così dunque, Io rimuovo la Maledizione
e, a nome della Misericordia di Dio, innalzo la
Benedizione, come Mia Vicaria
, nel primo
Regno, dal momento che «Ave» significa
«senza guai»
Perciò a tutti coloro che vorranno
essere segnati da questo Mio Segno
Angelico: «Ave», nel Mio Rosario, Io
prometto che avrano la Divina Benedizione in
vita, in morte, e dopo la morte.


Alla seconda, Maria disse: «Tu,
Ignoranza, per moltissimi anni, hai hai
gravato sul mondo intero.
Perciò, in nome della Pietà di (Dio)
Padre Onnipotente, ti depongo, e al tuo posto
nomino Governatore del Celeste Regno, la
Luce Divina, dal momento che: «Maria»
splende di Luce.
E prometto che tutti coloro che
pregheranno il Mio Rosario saranno liberi
dall’ignoranza e avranno una luce adeguata
in vita, in morte, e dopo la morte.


Alla terza, Maria disse: «O Durezza,
troppo hai regnato sui poveri uomini.
Ecco, Io ti depongo e al tuo posto
nomino la Grazia, dal momento che:
«Gratia».
E voglio che coloro che pregheranno il
Mio Rosario, abbiano la Grazia di Dio in vita,
in morte, e dopo la morte.


Alla quarta, Maria disse: «O Vanità, Tu
(che) tra le donne sei gigantesca e
riveritissima, anche Tu, assai duramente hai
regnato e soggiogato.
Per questo ti depongo, e al tuo posto
nomino come Governatore del quarto Regno:
la Pienezza in abbondanza, dal momento
che: «Plena».
E voglio ed ordino che, coloro che
pregheranno devotamente il Mio Rosario,
abbiano un’abbondanza di pienezza in vita, in
morte, e dopo la morte.


Alla quinta, la clementissima Maria,
Regina di Misericordia disse:
«O Servitù
durissima, Tu hai grandemente soggiogato i
Miei figli con indescrivibili pesi.
Perciò, ti depongo dall’ufficio di
Governatore del quinto Regno.
Ed, ivi stesso, nomino Governatore e
Rettore, la Libertà dei figli di Dio, dal
momento che: «Dominus».
E voglio che tutti coloro che pregano e
portano questi cinque segni, siano liberi dal
dominio dei regnanti di prima, avendo la
libertà regale.

Dal momento che, infatti, sono stata
scelta nell’Impero a motivo del Rosario della
(SS.) Trinità, è giusto che anche coloro che
reciteranno il Mio Rosario, siano sotto la
Libertà del Mio Impero e godano dei Privilegi
del Mio Regno e della somma Misericordia di
Dio.
Altrimenti non sarei riconoscente (a
Dio dei Benefici ricevuti), se non tributassi la
considerazione che merita, (al Rosario) per
mezzo del quale ho ricevuto un tale onore su
tutte le cose»."


Preghiera:
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei Benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù Cristo: vero uomo e vero Dio, che tu, o Vergine Madre, hai concepito per opera dello Spirito Santo: quando a Gabriele hai risposto questa salvifica parola: “Ecco la Serva del Signore, si faccia di me secondo la tua parola. Amen.

Impegno:
Recitare ogni giorno la Terza Parte del Rosario e almeno una volta alla Settimana tutte e Tre le Corone.

- Beato Alano della Rupe
LO SPLENDORE E IL VALORE DEL SANTISSIMO ROSARIO
(incunabolo del 1498) Libro I
LE FONTI di: Beato Alano della Rupe - Il Santissimo Rosario: Il Salterio di Gesu’ e di Maria


www.beatoalano.it
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Il Rosario della misericordiosissima
Trinità conferma sulla via del Signore tutti
coloro che lo amano, affinchè non vengano
meno per la stanchezza.
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Esso è, poi, come una medicina
gradevolissima, che (ci) risolleva dalla
nostra infermità, e prevale con la sua
meravigliosa forza su tutte le avversità (così
[San] Bernardo nelle Lodi dell’Ave Maria)