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Preti sposati? Chi è che vuole la botte piena e la moglie ubriaca?

Gesù fu celibe proprio per dare l’esempio e la testimonianza di questo intreccio, legame INDISSOLUBILE… e ha posto DUE SACRAMENTI: quello del Matrimonio fra l’uomo e la donna PER DARE LA VITA; e quello del sacerdozio ministeriale PER CUSTODIRE E FORMARE ALLA VITA ETERNA…

«Il celibato sacerdotale, che la Chiesa custodisce da secoli come fulgida gemma, conserva tutto il suo valore anche nel nostro tempo, caratterizzato da una profonda trasformazione di mentalità e di strutture. Ma nel clima dei nuovi fermenti si è manifestata anche la tendenza, anzi l’espressa volontà di sollecitare la Chiesa a riesaminare questo suo istituto caratteristico, la cui osservanza secondo alcuni sarebbe resa ora problematica e quasi impossibile nel nostro tempo e nel nostro mondo.

Noi dunque riteniamo che la vigente legge del sacro celibato debba ancora oggi, e fermamente, accompagnarsi al ministero ecclesiastico; essa deve sorreggere il ministro nella sua scelta esclusiva, perenne e totale dell’unico e sommo amore di Cristo e della consacrazione al culto di Dio e al servizio della Chiesa, e deve qualificare il suo stato di vita, sia nella comunità dei fedeli, che in quella profana». (Paolo VI – Lettera enciclica “Sacerdotalis Caelibatus”, 10 ottobre 1965)

E’ evidente, cari Amici, che in questa discussione sui “viri probati”, non nuova per la verità, ciò che si vuole è l’avere la botte piena e la moglie ubriaca… peccato però che sia gli Ortodossi (di cui nessuno parla sulla vicenda), sia nel mondo protestante, la questione dei sacerdoti sposati, non solo non ha mai avuto successo, ma – specialmente in campo protestante – ha finito per NON RICONOSCERE PIU’ LA CHIESA IN QUANTO SPOSA…. Gesù fu celibe proprio per dare l’esempio e la testimonianza di questo intreccio, legame INDISSOLUBILE… e ha posto DUE SACRAMENTI: quello del Matrimonio fra l’uomo e la donna PER DARE LA VITA; e quello del sacerdozio ministeriale PER CUSTODIRE E FORMARE ALLA VITA ETERNA…. perché, il sacerdote, non è affatto un “castrato”, ma CELIBE… ossia è SPOSATO CON LA CHIESA. Essere “celibi”, infatti, significa propriamente il contrario del concubinato e dell’adulterio, significa FEDELTA’ ed in questo caso fedeltà A LA CHIESA SUA SPOSA…. Il celibato è stato “inventato” proprio da Gesù Cristo… vedi qui.

La discussione sul fatto che questa è una legge della Chiesa E NON UNA DOTTRINA del Vangelo è cosa vera in parte, ma è falsa la strumentalizzazione che se ne vuole fare.. Gesù NON ha mai imposto nulla, se per questo NON impone neppure il discepolato e non impone neppure il martirio o i Sacramenti, tuttavia, una volta ENTRATI in un certo “meccanismo” TEOLOGICO e della Tradizione ecclesiale, diventa un PRENDERE O LASCIARE: VUOI TU? è un sì o un no, non che si possa tradurre l’esempio di Gesù come nuova norma a seconda delle mode del momento…. Il celibato OFFERTO DAL CRISTO divenne fin da subito, nella Chiesa, una necessità stabilita da Dio stesso, vedi qui. Tanto è vero che nessuno di questi che vogliono il prete con la botte piena e la moglie ubriaca, ricordano mai che – in campo ortodosso – IL VESCOVO non può sposarsi e non proviene dai preti sposati…. ma questo non si dice!! E che il pope… se è celibe e diventa appunto prete NON può sposarsi in seguito, e che se sposato e poi diventa prete, non può accedere all’alta gerarchia ecclesiastica. Come mai questo non si dice? Come mai nessuno che si domandi perché, da almeno cento anni (e prima con i protestanti), SOLO la Chiesa Cattolica subisce questo duro attacco CONTRO il celibato sacerdotale? Possibile che nessuno si ponga delle domande?

La Nuova Bussola ha fatto un interessante excursus sul tema: Preti sposati, tutto iniziò col Concilio e poi in Germania, vedi qui. “Il problema pastorale legato alla mancanza di sacerdoti e al tentativo di ordinare dei laici sposati non nasce oggi. Ma affonda le radici negli anni ’60. Al Concilio, anzitutto, con le incursioni del vescovo Koop che fece arrabbiare San Paolo VI. Per proseguire con le spinte tedesche, che andarono a influenzare inegativamente l’America Latina...”

E leggiamo ancora:

Nei decenni seguenti, la crescita dell’influenza tedesca nel mondo cattolico dell’America Latina, supportato dal lavoro sul campo delle società assistenziali legate alll’episcopato e ai gruppi laicali teutonici, finì per favorire anche lì la convinzione che l’ordinazione dei viri probati fosse la migliore via percorribile per fronteggiare la carenza di sacerdoti nelle comunità più isolate.
Ma nel 1990, con la nettezza che gli era consueta, fu San Giovanni Paolo II in persona a escludere ogni possibilità di intavolare una discussione all’interno della Chiesa in merito a quest’ipotesi. Vale la pena citare per intero il passaggio del discorso pronunciato dal pontefice polacco in occasione dell’VIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi:
È vero che altre questioni, gravi, vengono poste quando la mancanza di sacerdoti è avvertita in modo tragico (…). Alcuni si sono domandati se non sia il caso, in tali circostanze, di pensare all’ordinazione di viri probati. Questa soluzione non è da prendersi in considerazione e al problema posto occorre rispondere con altri mezzi. Come è noto, la possibilità di fare appello a dei viri probati è troppo spesso evocata nel quadro di una propaganda sistematica ostile al celibato sacerdotale. Tale propaganda trova il sostegno e la complicità di alcuni mass media. Occorre quindi cercare, senza indugio, altre soluzioni a questo angoscioso problema pastorale”.
San Giovanni Paolo II non si limitò soltanto a bocciare questa soluzione, ma arrivò persino a denunciare il tentativo di chi, strumentalizzando questa questione, cerca di ‘smontare’ il celibato sacerdotale. Quello dell’ordinazione di uomini sposati apparve un argomento divisivo anche laddove calato in realtà particolari, come quella dell’Oceania che condivide con l’Amazzonia spazi immensi dove vivono comunità isolate. Nel Sinodo dedicato a questo continente, infatti, anche il cardinal Thomas Stafford Williams, presidente delegato dell’Assemblea Speciale, nella sua relazione “La Chiesa in Oceania sulle orme di Gesù Cristo, Via, Verità e Vita”, lo giudicò tale, elogiando “il desiderio” dei padri sinodali di “parlare con una voce sola” che si sarebbe espresso durante l’assise proprio superando “il tentativo di mettere a votazione proposte controverse, come ad esempio, l’ordinazione dei viri probati”.
Nel pontificato di Benedetto XVI, la Chiesa tornò a ribadire il suo ‘no’ a quest’opzione e lo fece nel Sinodo dei Vescovi del 2005 dedicato all’Eucarestia. Pur riconoscendo la “grave mancanza di clero in alcune parti del mondo”, i padri sinodali bocciarono senza tentennamenti l’opzione caldeggiata, invece, da diversi vescovi durante l’attuale Sinodo sull’Amazzonia. Nella propositio 11 del documento finale dell’Assemblea di 14 anni fa venne ribadita la posizione fino ad allora sempre sostenuta, rilevando che, nel corso dei lavori, “certuni hanno fatto riferimento ai viri probati, ma quest’ipotesi è stata valutata come una strada da non percorrere”.
La Chiesa, dunque, finora ha sempre scartato questa possibilità, non ritenendola percorribile per risolvere un problema cronico che, in alcuni luoghi come l’Amazzonia, si trascina da secoli, quello della carenza di sacerdoti. Anche perché, come fecero rilevare diversi rappresentanti delle Chiese cattoliche orientali – in cui esistono già sacerdoti sposati – durante il Sinodo del 2005, il matrimonio non comporterebbe di per sé la soluzione del problema, ma potrebbe far sì che se ne presentino dei nuovi, come quelli legati al dover conciliare la vita familiare con i compiti del ministero.

Negli anni ’70, Padre Cornelio Fabro – vedi qui – aveva già individuato l’attacco al celibato sacerdotale non solo di quegli anni, descrivendo minuziosamente i vari problemi, ma soprattutto con voce profetica aveva denunciato anche le derive che oggi stiamo subendo…. Non vogliamo aggiungere altro se non il ricordarvi di quest’altro testo: I Viri probati ?? non sono la soluzione al calo delle vocazioni….

mentre qui... suggeriamo di ascoltare il recente appello, drammatico, di mons. Atanasius Schneider….

Il punto dolente e che non si vuole ammettere è quel pericoloso richiamo AD INVENTARE qualcosa di nuovo che, con la scusa dell’Amazzonia e della carenza (falso problema) dei sacerdoti, introduca attraverso questo sinodo-falsa non solo preti sposati ma, anche, dare alle donne un RUOLO NUOVO per loro nella Chiesa, INVENTARE NUOVI RUOLI…. Sembra davvero poter udire la beata Emmerich nella sua visione di: “una chiesa STRAVAGANTE… priva di ogni regola, strana, dove TUTTI erano ammessi ma – concluse la Beata – DIO AVEVA ALTRI PROGETTI….” Ecco spiegata la scelta della nostra cover con una immagine che non vuole essere blasfema, ma vuole far capire il grave momento storico che siamo vivendo, ma in parte anche subendo…

Se tutta questa stravaganza dovesse passare… non accusateci di essere “contro il Papa”, ma dite piuttosto, riconoscendone i fatti, che si tratterebbe proprio di una … bergoglionata, l’ennesima!


Ricorda che:

CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE DECRETO GENERALE
circa il delitto di attentata ordinazione sacra di una donna


La Congregazione per la Dottrina della Fede, per tutelare la natura e la validità del sacramento dell’ordine sacro, in virtù della speciale facoltà ad essa conferita dalla suprema autorità della Chiesa (cfr. can. 30, Codice di Diritto Canonico), nella Sessione Ordinaria del 19 dicembre 2007, ha decretato:

Fermo restando il disposto del can. 1378 del Codice di Diritto Canonico, sia colui che avrà attentato il conferimento dell’ordine sacro ad una donna, sia la donna che avrà attentato di ricevere il sacro ordine, incorre nella scomunica latae sententiae, riservata alla Sede Apostolica.

Se colui che avrà attentato il conferimento dell’ordine sacro ad una donna o se la donna che avrà attentato di ricevere l’ordine sacro, è un fedele soggetto al Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, fermo restando il disposto del can. 1443 del medesimo Codice, sia punito con la scomunica maggiore, la cui remissione resta riservata alla Sede Apostolica (cfr. can. 1423, Codice dei Canoni delle Chiese Orientali).
Il presente decreto entra immediatamente in vigore dal momento della sua pubblicazione su L’Osservatore Romano.

William Cardinale LEVADA
Prefetto
L. + S.

+ Angelo AMATO, S.D.B.
Arcivescovo titolare di Sila
Segretario

In Congr. pro Doctrina Fidei tab., n. 337/02

Si legga anche: LETTERA APOSTOLICA DI GIOVANNI PAOLO II
ORDINATIO SACERDOTALIS

AI VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA SULL’ORDINAZIONE SACERDOTALE DA RISERVARSI SOLTANTO AGLI UOMINI


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