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MESE MARIANO

- APOLOGIA DEL SS. ROSARIO: del Beato Maestro Alano della Rupe per il Vescovo Ferrico di Cluny, Vescovo di Tournai

- (E’ lecito) portare con sè (la Corona) del Rosario?


"O piissimo Vescovo dei Servi di Cristo:
I. si domanda: è opportuno portare con sé, alla cintola, o in mano, o altrove, la Corona del Rosario?

Rispondo che questo conviene e giova, (sia) per la labilità della memoria umana, (sia) per adoperarla prontamente davanti a tutti, sia per (dare) buon esempio, come si richiede da tutti, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento.

II. E’ meritorio questo esempio?
Rispondo: certamente un tale esempio non può che essere meritorio, se esso avviene senza ipocrisia, e con l’intenzione di accrescere la pietà, (e) per incoraggiare gli altri alla medesima Pratica Divina.
Un esempio simile si trova nelle Rivelazioni di Santa Brigida, la quale, adoperava ugualmente il SS. Rosario con meravigliosa devozione, e lo portava visibilmente.
Anch’io sono convintissimo di questa cosa.

III. Cos’è più utile: portare (la Corona del Rosario) visibilmente, oppure non portarlo, ma pregarlo in segreto?

Rispondo:
1. quanto all’esempio di edificazione, in eterno, massimamente necessario alla Chiesa: è più utile portarlo.
Ma, quanto al risultato dell’intercessione, è più utile pregarlo.
Essendo (i due) modi equivalenti, la Carità farà loro da misura e da peso.
Se uno (il Rosario) lo porta soltanto per la salvezza di moltissimi, e non lo prega, se (è mosso) da maggiore Carità, meriterà senza dubbio di più, (se è mosso) da minore Carità, meriterà di meno; (meriterà, dunque), in proporzione alla Carità da cui è sospinto).

2. Tuttavia, anche dal compito laborioso del pregare viene il frutto (del merito): il pregare (il Rosario) sarà più (utile) alla salvezza, che il solo portarlo.

IV. E’ appropriato che i signori e le signore del mondo, portino il (SS. Rosario)?

Massimamente, e più degli (altri): poiché essi sono tenuti, a motivo della loro dignità, ad essere giustamente da esempio, nelle loro azioni, ai più piccoli, dal momento che non possono, o non vogliono applicarsi, o dedicarsi alle altre opere buone.

V. E' opportuno che (il SS. Rosario) lo portino gli Ecclesiastici, i Pievani, i Religiosi?

Cosa lo vieta?
Essi, più dei laici, sono obbligati al Culto di Cristo e di Maria: essi, per la forza del loro stato (spirituale), sono tenuti ad essere di buon esempio ai laici, in qualunque realtà sacra: è evidente, che i laici non possono imitarli nella temperanza del cibo, nella modestia dei vestiti, né nella Scienza, nella Dottrina, nella Disciplina, né nelle orazioni pubbliche della Chiesa, ecc., per il differente stato (spirituale) di grado; tuttavia, il popolo può imitare il Sacro Clero nel pregare e nel portare visibilmente il Rosario, come i figli (imitano) i loro padri.

Ecco un esempio: si legge negli (scritti) del Maestro Tommaso del Tempio, compagno di San Domenico nella predicazione del SS. Rosario, che, nella Spagna del tempo, un grandissimo Vescovo, mediante (il SS. Rosario), riuscì a riportare moltissimi del popolo a lui affidato, da una vita degradata, ad una buona vita onesta, dopo aver provato ogni altro mezzo, a lungo e spesso, e anche in modo assiduo.
Infine, dopo aver sperimentato molte (iniziative), con insuccesso, ed inutilmente, sentì nel profondo del suo animo, di raccomandare il SS. Rosario, che fino ad allora non aveva mai sperimentato.

Allora, egli per primo, portava visibilmente una grande Corona (del SS. Rosario) per pregarlo, appesa al cingolo, e questo come nuovo esempio al luogo.
La novità della visibilità (della Corona), dapprima, destò ammirazione nel popolo.
Ma poi, alla visibilità, subito fece seguito la predicazione, e, con la chiave (del SS. Rosario), egli aprì le orecchie del suo popolo; con la verga del SS. Rosario, bussò agli animi degli indifferenti; con la potenza e la grazia del (SS. Rosario), a poco a poco abbattè, e in parte ruppe, i crudeli e duri cuori degli uomini; finché, finalmente, non fece crollare il robusto muro della tenace ostinazione, dopo averla abbattuta dalle fondamenta, e sbriciolata. In uno dei discorsi che questo buon pastore (tenne) al popolo, egli, sollevando con la mano, il suo meraviglioso Rosario, mostrandolo visibilmente,
disse:
"Ecco il (gioiello) di così grande splendore, ecco l’immenso aiuto di salvezza: il SS. Rosario della Gloriosa Vergine Madre, Maria SS.; ed io, che sono sia vostro Vescovo, sia Dottore di Sacra Teologia, e, insieme, di entrambi i Diritti (Civile e Canonico), lo porterò fuori casa, con me, alla cintola, in qualunque luogo sia diretto, come mia somma Gloria e Corona di Gloria del mio Sacro Episcopato, del mio Dottorato, e di tutti gli onori".

Mentre diceva queste cose, imprimeva nelle loro anime, dardi di fuoco. E in seguito lanciò frecce simili in piazza: colpendo e spegnendo, li spinse pian piano verso la devozione.
E con la stessa recita (del SS. Rosario), (li) abituò alla preghiera del SS. Rosario; così, elevò da terra la vita spirituale e morale di tutti, tanto che essi si sentivano in una nuova luce, come se fossero usciti fuori dall'inferno della vita passata. Pertanto, mutati d’improvviso in altri uomini, cambiarono ugualmente vita e abitudini.

VI. Aggiungo, ciò che ho visto:
1. vidi in Alemannia tre Vescovi, che portavano appese al collo, delle Corone del Rosario, semplici e visibili: o dignitose Catenelle!

2. ed io stesso ho consegnato a numerosi Vescovi, in diversi luoghi, delle Corone del Rosario, che essi portavano con visibile gioia ed intimo gaudio, (dando) uno splendido esempio;

3. ricordo di aver letto (negli scritti) del nostro Padre Maestro Tommaso del Tempio che, al tempo di San Domenico, il SS. Rosario era tenuto in tale venerazione, che, chiunque iniziava un nuovo stato di vita, o incominciava un incarico, era necessario che comparisse in pubblico sempre con la Corona del SS. Rosario, indice di devozione, se non voleva mettere in cattiva luce la (propria) reputazione di uomo buono!
Inoltre, era stranissimo vedere uno Sposo o una Sposa, privi della Corona del SS. Rosario, ritendosi come un presagio di cattivo augurio;

4. a chi faceva apprendistato per imparare un lavoro manuale, o a chi voleva imparare l'arte dello scrivere, veniva anche insegnato il SS. Rosario, in aggiunta al tirocinio; non si permetteva ad alcuno di accedere all’insegnamento di qualsiasi arte o delle arti accademiche, se non si dimostrava assai ragguardevole verso il SS. Rosario; chi si accingeva ad entrare in Religione, ad effettuare i commerci all’estero, ad intraprendere la vita militare, ad entrare in battaglia contro i nemici, ad imbarcarsi per mare, e ad accingersi in qualche altra cosa simile: se essi non si fossero affidati all'aiuto e alla protezione del SS. Rosario, tutte le cose (intraprese) erano ritenute infauste.
E dappertutto, gli animi erano impregnati di quella spiritualità, e, in particolare, la Spagna e l’Italia.

Di certo, essi avevano la devota convinzione che il SS. Rosario di (San) Domenico portava in sè una bellezza e una sensazione, che ciascuno sentiva nel proprio cuore:
"Per prima cosa cercate il Regno di Dio e la Sua Giustizia, e
tutte queste cose saranno date a voi in aggiunta".

Infatti, il Regno di Dio e la Sua Giustizia, sono entrati nel mondo mediante l’Ave Maria, e si mantengono mediante il Pater Noster. Ho conosciuto uomini di tarda età, di veneranda canizie, e vecchie decrepite, che attestavano, con il loro esempio, e con discorsi che riportavano dalla memoria degli avi, cose simili a queste, raccontate già in precedenza.

VII. Domanda: come deve essere la Corona per pregare?

1. Per il numero, sia di quindici decine, ed esse (siano) distinte da altrettanti globuli, o da contrassegni più grandi; oppure essa sia composta da una sola Cinquantina, la quale viene ripetuta per tre volte, per pregare il SS. Rosario (completo).

2. Per il materiale, la (Corona del Rosario) sia come la si desidera: sarebbe preferibile, comunque, che essa fosse bella, sia perché una cosa bella diletta, come uno sprazzo di entusiasmo, sia perché essa è lo strumento e la testimonianza di preghiere bellissime.

3. La ricercatezza della forma non si deve attribuire a vanagloria, ma piuttosto alla Lode di Dio, di cui lodevolmente si cerca l’innalzamento, l’aumento, il decoro delle cose che riguardano il Culto di Dio, con valore e bellezza, e anche con magnifico fasto.

4. In questo modo la Chiesa ama celebrare tutte le realtà Divine, con la maestosità più grande possibile.
Le cose deturpi deturpano il luogo, le cose belle deliziano e piacciono per le (loro) bellezze.

5. Per questo motivo, la Chiesa insegue le immagini e le pitture più insigni del Cristo, di Maria e dei Santi, e le statue colpite dalla corrosione e sfigurate, e i quadri che, ricoperti di muffa, sono divenuti marci, li distrugge, perché essi sono di impedimento alla contemplazione.
Le immagini devono essere, infatti, conformi alle realtà che essi raffigurano.

6. Credo che la Beata Vergine abbia rivelato tali cose, una volta, ad un suo devoto.

7. Questo so: che assai spesso è apparsa l’Augusta Regina, la Santa dei Santi, con nelle mani una magnifica Corona del Rosario, e ha detto:
"Sebbene alcuni mortali sono indegni di così splendide e preziose Corone del Rosario, Io, tuttavia, sono fregiata di massima Dignità, dai (Rosarianti) che mi servono in questo modo."

VIII. Riveriamo, dunque, il SS. Rosario con alcune significative attestazioni della Sacra Scrittura: i grani della Corona del SS. Rosario sono:

1. le pietre preziose, estratte dal monte della contemplazione (Dan. 2).

2. i chicchi di grandine, che cadono dai Cieli, contro i nemici della fede (Gs.10).

3. le pietre del soccorso, che vengono in aiuto contro i Filistei del mondo (1 Sam. 7,12).

4. i sassolini della fionda di Davide, che abbatterono il satanico Golia (1 Sam. 17).

5. i chicchi delle melograne, disegnate su alcuni ornamenti del Culto Sacro di Aronne (Es. 39).

6. gli occhielli dei veli del Tabernacolo, (Es. 26 e 36).

7. i Gradini della Scala di Giacobbe (Gen.28).

8. le pietre del Tempio di Salomone (1 Re 6) e delle Mura di Gerusalemme (Ap. 21).

9. gli occhielli del turibolo del Signore (Es. 26).

10. gli anelli della catena, con cui l’Angelo legò nell’Abisso il (diavolo) sconfitto.

Questo si deve sapere in modo approfondito: che, fin dalla più veneranda antichità, fino a noi, si soleva tramandare la santa consuetudine che mai si diceva il Pater Noster, senza l'Ave Maria.

IX. Domanderai, infine: che significato hanno i segni di interpunzione del Rosario?

Rispondo: come nella Scrittura e nelle parole si hanno i loro segni di interpunzione, secondo delle regole stabilite, così è in questo Salterio del Rosario del Nuovo Testamento.

1. Riguardo all'uso diffuso dei segni di interpunzione, nell’Antico Testamento, il Rabbi Mosè Salomone e il Rabbi Andrea raccontano che gli uomini e le donne ebree, nelle mani, e appesi alle cintole, erano soliti portare dei segni per contare le preghiere, di numero maggiore o minore, a seconda della devozione di ciascun fedele: così da porre al (loro) proposito (di pregare), una misura ed un limite, oltre il quale, non andavano nel pregare.
Questo è imperare su se stessi e sul tempo.

2. Dunque, non dovrà sembrare incredibile che gli stessi Apostoli di Cristo portassero dei segni per pregare, perchè secondo una disposizione e un numero, pregassero in modo assai bastevole. San Bartolomeo ne fu testimonianza esemplare, recitando quattro Cinquantine di giorno e di notte, con altrettante prostrazioni a terra, come abbiamo detto sopra.

3. Su Sant’Eligio abbiamo ricevuto tramandato, che aveva preparato per sé una mirabile Sede, composta da centocinquanta borchie d’oro e d’argento, che ugualmente erano inframmezzati da altri quindici (borchie), di grandezza maggiore.

(Le notizie) di questi segni di interpunzione nel pregare il SS. Rosario della Vergine, le ho lette nel Libro “Le cose più mirabili del mondo” a Wismaria, Ducato di Magnopoli."

(APOLOGIA DEL SS. ROSARIO:
del Beato Maestro Alano della Rupe
per il Vescovo Ferrico di Cluny,
Vescovo di Tournai.
LIBRO PRIMO: CAPITOLO XX )


www.beatoalano.it
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"... si domanda: è opportuno portare con sé, alla cintola, o in mano, o altrove, la Corona del Rosario? Rispondo che questo conviene e giova, (sia) per la labilità della memoria umana, (sia) per adoperarla prontamente davanti a tutti, sia per (dare) buon esempio, come si richiede da tutti, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento.