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Oggi 1 Ottobre, ha inizio,così come la Chiesa Cattolica lo ha sempre celebrato, il Mese del S.Rosario. Su questa Pagina,ogni giorno sarà scandito dalle Meditazioni Mariane tratte dall'Insuperabile Opera del Beato Alano della Rupe. Uniamoci tutti insieme nella Preghiera Prodigiosa del S.Rosario, esortati dalle Parole del B.Alano con le quali Auguriamo a tutti un Buon Mese di Maria SS.ma!

- LA VERA STORIA DELLA NASCITA DEL SANTO ROSARIO DELLA BEATA VERGINE MARIA


- Il Rosario,o Salterio di Gesù e di Maria, apparve improvvisamente nel 1212, quando a Tolouse (Tolosa) in Francia, la Madonna fece irruzione nella storia, apparendo a San Domenico di Guzmàn. Imperversava, in quel tempo, nella Chiesa di Francia, un movimento ereticale, che aveva molta presa sul popolo, il movimento degli Albigesi o Catari. Papa Innocenzo III stava preparando una Crociata per fermare la rivolta, quando la Madonna intervenne, scegliendo un giovane Sacerdote dei Canonici Regolari di Spagna, Domenico di Guzman (1170-1221), che si trovava a Tolouse, in Francia, per predicare.

Il Beato Alano della Rupe riferisce che San Domenico, afflitto per l’eresia degli albigesi, era prostrato a terra in un boschetto, poco fuori della città di Tolouse, pregando incessantemente e facendo penitenza per implorare il soccorso della Regina del Cielo, quand'ecco apparve a lui, in uno splendore di Gloria, la Madonna del Rosario.

Era, presumibilmente, la notte tra il 24 e il 25 marzo 1212, la notte dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria, che rimase per molti secoli, la festa del Rosario.

Maria SS. indossava una Tunica rossa ed era rivestita di un Manto regale verde, era seduta su un trono e indossava i calzari e sembrava con uno dei piedi volesse scendere dal Trono, per andare incontro a San Domenico.
La Madonna era accompagnata da tre Damigelle, una vestita di bianco, una di rosso, e una di giallo. Ognuna delle Damigelle, poi, aveva al proprio seguito cinquanta Vergini.
Le tre Damigelle vennero a prendere San Domenico, che era rimasto impietrito al vedere la Madonna, e lo portarono ai piedi della Regina del Rosario.

La Madonna del Rosario, porgendo a San Domenico una Ghirlanda di 15 Gigli e 150 Rose (da cui sono derivati i quindici Misteri del Rosario), disse a San Domenico: “Prendi e recita il Mio Rosario: vedrai grandi meraviglie! Tutto quello che Mi chiederai nel Rosario, otterrai”

(Sul luogo in cui apparve la Madonna del Rosario a San Domenico di Guzman, sorse l’Eglise des Jacobins, la più maestosa delle Chiese dei domenicani: di stile gotico, a forma di M di Maria, divisa al centro da 8 monumentali colonne, che, nei capitelli si dividono, ciascuna, in otto rami.
Le colonne simboleggiano l'Albero del Rosario, e sono otto, come otto sono le lettere che compongono la parola: "Rosarium".
I rami che si dipartono da ciascuna colonna sono otto, come otto sono le lettere che compongono le parole: "Ave Maria".

Al centro di questa Chiesa, nascosta dalle colonne che svettano al centro della Chiesa, sorge la Cappella dell’Apparizione
della Madonna del Rosario a San Domenico, dove si trova l’Altare maggiore, e sopra, un grande quadro che rievoca tale Apparizione, e, sull’Altare, due grandi roseti d’oro fregiano la tela della Madonna che consegna il Rosario a San Domenico.

Poco distante dall’Eglise de Jacobins, la piazza della Cattedrale, dove, la medesima notte dell’apparizione, San Domenico fu inviato dalla Madonna del Rosario ad affrontare gli eretici albigesi, con l’Arma Celeste della Corona del SS. Rosario... )


Il Beato Alano racconta che, in quella notte, quando San Domenico arrivò sulla piazza della Cattedrale di Tolouse, le campane iniziarono a suonare all'improvviso, e il popolo affollò la piazza, e, quando San Domenico intimò loro di convertirsi, mostrando ad essi il medesimo Rosario a forma di ghirlanda di 15 Gigli e 150 Rose (bianche, rosse e gialle), che la Madonna gli aveva consegnato nella visione, avvennero, all’improvviso una tempesta e un terremoto.

Mentre la terra sembrava aprirsi per ingoiarli, avvenne un grandioso prodigio: la statua della Madonna, (che si trovava presumibilmente davanti alla Cattedrale di Tolosa), sollevò improvvisamente le braccia, e gli albigesi, colpiti da tale miracolo, iniziarono a ripetere con San Domenico il Rosario.

Ed ecco, la tempesta ed il terremoto si placarono, la statua della Madonna abbassò le braccia, e gli albigesi, profondamente impressionati da quanto avevano visto coi loro occhi, si convertirono e abbandonarono l’eresia.

Due anni dopo, nel 1214, San Domenico si trovava sulle coste della Spagna, dalle parti di San Giacomo di Compostela, quando fu rapito dai pirati insieme a frà Bernardo, e, dopo sei mesi di prigionia ai remi, la vigilia dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria, ovvero la notte tra il 24 e il 25 marzo, una tempesta scosse la nave e gettò in mare i pirati.

Ed ecco, per la seconda volta, la Madonna del Rosario apparve a San Domenico e gli diede un secondo mandato, quello di fondare la Confraternita del Rosario, per gli ultimi e per coloro che più erano a rischio della salvezza, e di invitare in essa i pirati che stavano annegando, promettendo loro la salvezza, non solo dell’anima, ma anche della loro stessa vita, se avessero aderito alla Confraternita. Se avessero rifiutato, invece, sarebbero stati ingoiati dalla morte.

Essi accettarono, e, all’ improvviso la tempesta si calmò, e, all’alba del 25 marzo del 1214, la Confraternita del Rosario accolse, come suoi primi membri, i pirati.

La Confraternita del Rosario sarebbe divenuta, il novello cesto con cui Maria, la novella Spigolatrice Rut, avrebbe raccolto le spighe, ovvero le anime, che i mietitori tralasciavano o scartavano, e li avrebbe riposte nella Sua Casa della Misericordia, la Confraternita del Santissimo Rosario, perché le anime trovassero una nuova famiglia di Confratelli e di Consorelle spirituali, e, insieme, cantassero le Lodi a Gesù e Maria, con il Salterio a dieci corde del Rosario.

- Con questa Visione, la Madonna del Rosario istituì il numero sacro delle tre Corone del Rosario e dei 15 Pater Noster e delle 150 Ave Maria -

Sono tre le caratteristiche della Confraternita del Rosario, volute dalla Madonna: l’assoluta gratuità (sono vietate le questue di denaro), la partecipazione libera, e la Comunione dei meriti tra i Confratelli, ovvero i Rosari recitati, presenti e passati, diventano come un Patrimonio spirituale, a disposizione di tutti gli iscritti alla Confraternita, in vita e in morte.

Secondo Padre Riccardo Barile O.P., le antiche Confraternite del Rosario corrispondono alle antiche “Fraternità della Vergine, che conoscevano il Salterio delle centocinquanta formule di preghiere, onoravano in modo particolare la festa dell’Annunciazione e, per ovvi motivi, la memoria di san Pietro Martire e di san Domenico; infine, conoscevano e praticavano alcuni modi di pregare, legati alle gioie di Maria o ai dolori di Cristo. Troviamo confraternite simili presso i
francescani.

- Al sec. XV le confraternite mariane erano un po’ in decadenza e Alano, attraverso l’opera svolta a Douai, agisce su di esse rivitalizzandole” -

Riporta il Walz: “Le Fraternità della Beata (Vergine) Maria, nel riunirsi, diffondevano la devozione alla Gloriosa Vergine, e ad essa si dirigevano e la frequentavano dei pii laici: (esse sorsero) nel 1255 a Mantova, nel 1256 a Firenze, nel 1258 a Perugia, nel 1259 a Piacenza, nel 1288 a Urbino, ed erano chiamate: Congregazioni e Associazioni della Beata Vergine Maria e di San Domenico.

Nell’anno 1346, i (con)fratelli e le (con)sorelle della provincia Teutonica si riunirono a Basilea. Di particolare degna memoria è la Confraternita della SS. Annunziata, in onore della Beata Vergine Maria, fondata dal Cardinale Giovanni da Torquemada (1420-1498), presso la Chiesa Minerva di Roma, nell’anno 1460.

Nella Cappella della Santissima Annunziata, alla Minerva, i Papi, per cinque secoli, ogni 25 marzo presiedettero la Festa (della Confraternita del Rosario)”

Da allora, il Rosario e la sua Confraternita iniziarono ad essere propagati ovunque dal novello Ordine dei domenicani, secondo quanto disse la Madonna del Rosario a San Domenico "Eam precandi formula omnes doce" (“insegna a tutti a recitare questa preghiera”) e apparve qua e là nelle pale d'altare domenicane, negli scritti e nei monumenti funebri.

Scrisse Padre Raimondo Spiazzi O.P.: “Che il Padre S. Domenico sia stato il primo ad istituire la devozione del Rosario è opinione comune, che viene confermata nelle Bolle di Leone X, Pio V, Gregorio XIII, Sisto V ed altri Pontefici, i quali hanno scritto: “Il Rosario dell’amorevole Madre di Dio fu istituito per mezzo di San Domenico dell’Ordine dei Frati Predicatori; si ritiene che egli sia stato l’autore, ispirato dal soffio dello Spirito Santo”


(IL SANTISSIMO ROSARIO: IL SALTERIO DI GESU’ E DI MARIA
Opere complete del Beato Alano della Rupe: VOLUME I )


www.beatoalano.it
ilsantorosario
"Il Beato Alano della Rupe riferisce che San Domenico, afflitto per l’eresia degli albigesi, era prostrato a terra in un boschetto, poco fuori della città di Tolouse, pregando incessantemente e facendo penitenza per implorare il soccorso della Regina del Cielo, quand'ecco apparve a lui, in uno splendore di Gloria, la Madonna del Rosario..."