stingak07
È perfetta.. è l'uomo che la sta rovinando
Diodoro
Solo un paio di note, caro professore.
Una cosa è "il tutto" nel senso di un argomento, un ente, un fenomeno colti nel loro complesso e non nei singoli aspetti; un'altra cosa è "il Tutto" nel senso di una pseudo-entità totalizzante, che comprenderebbe tutto ciò che esiste in Natura: una sorta di maxigalassia posta di fronte all'uomo-osservatore.
Questo "Tutto" non esiste, anche per le contraddizi…More
Solo un paio di note, caro professore.
Una cosa è "il tutto" nel senso di un argomento, un ente, un fenomeno colti nel loro complesso e non nei singoli aspetti; un'altra cosa è "il Tutto" nel senso di una pseudo-entità totalizzante, che comprenderebbe tutto ciò che esiste in Natura: una sorta di maxigalassia posta di fronte all'uomo-osservatore.
Questo "Tutto" non esiste, anche per le contraddizioni logiche che lo contraddistinguono.
Perché "l'osservatore" (concepito come asolutamente Solo) esisterebbe fuori dal "Tutto"? In tal modo il Tutto non sarebbe tale.
Perché il "Tutto" dovrebbe possedere un'esistenza propria, e non essere semplicemente l'accostamento degli enti esistenti? Si tratterebbe chiaramente di un abuso del mirabile concetto di armonia degli enti creati: "Un uccello (canterino) non è un pesce (muto), ma entrambi cantano, secondo le loro possibilità, le lodi di Dio, insieme agli altri esseri animati e inanimati".
Il Tutto/Natura - inesistente- andrebbe a identificarsi con "il Mondo" richiuso su se stesso, semidivino, dotato della famigerata Anima Mundi. Principio sostanzialmente oscuro ("l'Oscurità da cui proveniamo e a cui torneremo"), vissuto come fascinoso e in fondo più interessante di un "Dio" semidivino, diverso da Quello realmente esistente.
Ringraziandola, concludo sottolineando che lo stesso termine "Natura" è ambiguo (l'unica accezione appropriata è quella metafisica: "La natura di una certa cosa"; "Un certo ente è così per natura"). Se faccio una passeggiata in campagna, non mi immergo nella Natura; semplicemente fruisco di luce, aria, spazio fisico e mentale sani e confortanti.
Infine vorrei dire che la scienza cartesiano/meccanicistica (nata in ambiente premassonico e ultraschematistico) è senz'altro nemica dell'uomo, sì; quella galileiana, pur nata con alcune dogmaticità irrazionali, no. Essa si è rivelata -in continuità con molte impostazioni medievali- sanamente feconda: "Osservo - Faccio un'ipotesi interpretativa - Metto la mia ipotesi alla prova dei fatti sperimentali - La conservo e perfeziono oppure la abbandono"