KDYŽ TI DOCHÁZÍ SÍLY

zavři oči své duše: "Ježíši, Ty to vidíš, Ty o tom víš A POSTAREJ SE o VŠECHNO!"-pak neplýtvám sil, abych se staral o to, co bylo, ale mám sílu …
Kon-Tiki shares this
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Když ti dochází síly 😔
apredsasatoci shares this
706
🤔
dyk
Novéna Odovzdanosti sa žije, nie modlí.
TerezaK
Je třeba obojího
dyk
Ty sa ju môžeš odmodliť, ale v živote sa stále obávaš o budúcnosť čo bude, ako bude, vyjde to, nevyjde to.... Toto už je proti Novéne a neguješ modlitbu
TerezaK
JASNĚ, ne jen minulost, ale I BUDOUCNOST. To se učíme stále. Dokonalí ještě nejsme. Každá situace je nová. NA KOLIK SE JÍ (novény) DRŽÍME, NAKOLIK DŮVĚRY, natolik MŮŽE BŮH PŮSOBIT třeba, I ZÁZRAKY.
dyk
Je dobré o tom hovoriť aj kvôli ostatným
Antonia Orosova shares this
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TerezaK
PANE JEŽÍŠI, JSI PRÁVĚ SE MNOU A DRŽÍM SE TĚ ZA RUKU, JSI SE MNOU A TY TO ZVLÁDNEŠ, JÁ SAM/A NE, ALE S TEBOU ANO.
TerezaK
Zuzana Schlosserova shares this
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Metod
Tak, Pán sa postará, len vieru a pokoru s modlitbou! Fiat voluntas tua!
TerezaK
Zdroj: Verita' sull'inferno
"... La carità più bella perciò è sempre quella spirituale: rivelare la Verità a chi la ignora, far conoscere Dio, farlo amare e liberare le creature dalle illusioni del mondo, del demonio e della carne..."
-La carità spirituale-
Per ispirare questo amore nel cuore dei suoi apostoli, Gesù affermò di riguardarli come amici, solo a patto che avessero praticato la …More
Zdroj: Verita' sull'inferno

"... La carità più bella perciò è sempre quella spirituale: rivelare la Verità a chi la ignora, far conoscere Dio, farlo amare e liberare le creature dalle illusioni del mondo, del demonio e della carne..."

-La carità spirituale-
Per ispirare questo amore nel cuore dei suoi apostoli, Gesù affermò di riguardarli come amici, solo a patto che avessero praticato la carità, e mostrò loro come Egli li aveva amati: "Voi siete miei amici se farete quello che io vi comando." E soggiunge: "Ora non vi chiamerò più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone. Vi ho chiamati invece amici, perché tutto quello che ho udito dal Padre mio l'ho fatto sapere a voi." Egli voleva dire: "Ora che vi ho rivelato il precetto della carità, vi ho fatto conoscere il grande segreto della Redenzione, ch'è opera di carità, e non vi chiamo più servi ma amici. Chiamandovi così, vi do l'esempio, perché voi riguardiate i poveri ed i sofferenti come amici e, rivelandovi quello che ho udito dal Padre mio, v'insegno un altro atto di carità, quello di comunicare agli altri i beni spirituali, aiutandoli a conoscere la Verità, ed a camminare verso il Cielo". È questa infatti, parlando strettamente, la vera carità, secondo l'esempio che Gesù stesso ci ha dato.
Egli ci ha rivelato la Verità, ha dato la Vita per salvarci, ha confortato le nostre angustie, ma non ci ha liberati interamente dalle pene della vita presente. È una cosa che fa pensare. Il Signore ci ha dato la pienezza della carità spirituale e non di quella temporale. Avrebbe potuto far ritornare l'Eden, ma per nostro stesso bene non lo ha voluto, perché un paradiso terrestre avrebbe fatto dimenticare quello eterno alla povera creatura decaduta dal suo stato di giustizia originale.
Egli ha sottoposto la carità temporale a quella spirituale, e soccorrendo il corpo ha voluto principalmente soccorrere l'anima. Ci ha redenti, ma l'applicazione dei suoi meriti e, diremmo, il compimento dell'opera sua continua sino al termine dei secoli nella Chiesa e per la Chiesa. Il peccato, per l'umana libertà, dolorosamente imperversa ancora sulla terra, e con esso le grandi tribolazioni di cui è causa. Ci sono ancora, e in gran numero, gli uomini preda di satana, e continua nelle anime sante e nella Chiesa la Passione e Morte di Gesù Cristo; di conseguenza continuano le grandi pene e tribolazioni della vita, quelle che sono castigo delle colpe, e quelle che ne sono riparazione.
La carità più bella perciò è sempre quella spirituale: rivelare la Verità a chi la ignora, far conoscere Dio, farlo amare e liberare le creature dalle illusioni del mondo, del demonio e della carne. Chi fa la carità corporale senza quella spirituale è come colui che compassiona un malanno, magari vi applica qualche pomata refrigerante, ma non lo cura. Chi ha la possibilità di fare la carità spirituale e non la fa, o la trascura per quella temporale, è simile a chi ha premura di sistemare il letto all'infermo, ma non pensa a dargli le medicine, s'affanna a fasciare le piaghe ma non ne elimina il pus che le alimenta e le ingrandisce.
Nell'esercizio della carità si può trovare un grande ostacolo nell'indegnità di quelli che la ricevono. Essi o sono ingrati o sono duri, e ci fanno sentire o ripugnanza nell'aiutarli o scoraggiamento nel curarli. Gesù Cristo previene questa difficoltà delicatamente, mostrando agli apostoli che la loro dignità e quello che da Lui hanno ricevuto non è stato frutto dei loro meriti o della loro elezione, ma frutto della sua Misericordia: "Non siete voi che avete eletto me, ma io ho eletto voi, e vi ho costituiti perché andiate e facciate frutto, e il vostro frutto sia durevole." Se io vi ho eletti senza vostro merito, anche voi dovete andare alle anime e cercarle per beneficarle spiritualmente, affinché portino un frutto di eterna Vita. Che se vi doveste trovare innanzi alle difficoltà dell'apostolato, non vi turbate per la vostra insufficienza, ma pregate, perché vi dico che "qualunque cosa domanderete al Padre mio in mio nome ve lo accorderà".
Gesù Cristo non dice che otterranno tutto quello che vorranno, "ma qualunque cosa domanderanno in suo nome", per superare le difficoltà dell'apostolato della carità, e per questo soggiunge subito: "Questo v'ingiungo: che vi amiate l'un l'altro".

Dal commento al Vangelo di San Giovanni del Sacerdote Dolindo Ruotolo

Fonte Pensieri dei Padri, Dottori, Beati, Santi e Mistici della Chiesa