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Fatima.

STOP AL SOSTEGNO DELLE AZIENDE ZOMBIE: LA BCE MINACCIA LA FINE DEGLI AIUTI

9 Aprile 2021
Michele Crudelini

C’è un fantasma che si aggira negli uffici della Banca Centrale Europea e si chiama tapering.
La voce dei falchi della BCE
Si tratta dell’intenzione di interrompere il programma di acquisto dei titoli del debito pubblico da parte della BCE e che potrebbe compromettere in maniera definitiva la tenuta delle economie dell’eurozona.
Diversi sono i segnali che stanno arrivando in questo senso da parte di alcuni esponenti dell’istituto di Francoforte. Come Robert Holzmann, governatore della banca centrale austriaca, che in una recente intervista ha aperto alla possibilità di chiudere i rubinetti della BCE entro settembre:
La decisione per il terzo trimestre sarà presa entro la fine del secondo trimestre e auspicabilmente per allora ci sarà la possibilità di ridurre nuovamente gli acquisti.
Un’intenzione confermata da Klaas Knot, governatore della banca centrale olandese:
Sarà per me chiaro che dal terzo trimestre in poi potremo iniziare a diminuire gradualmente gli acquisti emergenziali pandemici.
Questi due banchieri fanno parte del gruppo dei cosiddetti falchi all’interno della BCE, i fautori del rigore e dell’austerity che considerano l’attuale azione della BCE alla stregua di un’operazione di carità nei confronti delle economie deboli e che quindi andrebbe interrotta il prima possibile.
“Evitare la zombificazione dell’economia”
Nella BCE c’è poi l’altro gruppo, quello più moderato e guidato dalla stessa Presidente Christine Lagarde. Tuttavia anche da parte di questa fazione sembrano ora esserci convergenze con l’ala più rigorista. Come confermato dalle recenti dichiarazioni di Luis De Guindos, vice presidente della BCE:
Gli stimoli monetari e fiscali devono essere revocati gradualmente, ma mantenendo queste misure per troppo tempo si rischia di incorrere in una zombificazione dell’economia.
Si tratta di parole chi ricalcano quanto era stato già espresso da Mario Draghi sia nel documento pubblicato dal Gruppo dei 30 e poi ribadite davanti al Senato. In pratica secondo l’élite economica europea esistono determinate aziende, definite zombie, che non meritano il sostegno perché non avrebbero saputo riadattarsi al nuovo contesto economico.
La scelta politica dell’élite europea
Una narrazione decisamente discutibile perché se centinaia di migliaia di attività come ristoranti, bar, palestre, mercati rionali, e hotel rischiano oggi il fallimento non è di certo per colpa di loro improbabili inefficienze o mancanza di iniziativa.
Si tratta invece del risultato di precise scelte politiche che negli ultimi mesi hanno portato alla chiusura indiscriminata di queste attività economiche, falsando quindi il mercato. Perché ad ogni ristorante chiuso per legge, corrisponde un fatturato più alto per le multinazionali del delivery.
Ad ogni restrizione per i mercati rionali, corrisponde un guadagno per le grandi catene del supermercato. Non sembra quindi trattarsi di un’incapacità all’adattamento, ma di un preciso disegno di riorganizzazione del sistema economico. E adesso la BCE vorrebbe dare il colpo di grazie interrompendo i pochi aiuti che negli ultimi mesi sono arrivati a queste imprese.