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Fatima.

Comandamenti sono i dieci NON e sopra splende l'oro del precetto santo: Ama il tuo Dio e ama il tuo prossimo

Valtorta - Evangelo 132.1

«Figli miei nel Signore, la festa della Purificazione è ormai imminente e ad essa Io, Luce del mondo, vi mando preparati con quel minimo necessario a ben compierla. Il primo lume della festa da cui trarrete fiamma per tutti gli altri.

Perché ben stolto sarebbe colui che pretendesse accendere molti lumi non avendo come accendere il primo.

E ancora più stolto sarebbe colui che pretendesse iniziare la sua santificazione dalle cose più ardue, trascurando ciò che è la base dell'edificio immutabile della perfezione: il Decalogo.

Si legge nei Maccabei (1Maccabei 4,36-61) che Giuda ed i suoi, avendo con la protezione del Signore ripreso il Tempio e la Città, distrussero gli altari agli dèi stranieri e i tempietti e purificarono il Tempio.

Poi alzarono un altro altare e con le pietre focaie suscitarono il fuoco, offersero i sacrifizi, fecero ardere l'incenso, posero i lumi e i pani della proposizione e poi, prostrati tutti a terra, supplicarono il Signore a non farli più peccare o, se per loro debolezza venissero di nuovo al peccato, che venissero trattati con divina misericordia.

E questo avveniva il venticinque del mese di casleu.
Consideriamo e applichiamo il racconto a noi stessi, perché ogni parola della storia d'Israele, essendo di popolo eletto, ha un significato spirituale.

La vita è sempre insegnamento. La vita d'Israele è insegnamento non solo per i giorni terreni, ma per la conquista dei giorni eterni.

"Distrussero gli altari e i tempietti pagani" (1 Maccabei 4, 45)

Ecco la prima operazione.

Quella che Io vi ho indicato di fare col nominarvi gli dèi individuali che sostituiscono il Dio vero: le idolatrie del senso, dell'oro, dell'orgoglio, i vizi capitali che portano alla profanazione e morte dell'anima e del corpo e al castigo di Dio.

Io non vi ho schiacciati sotto le innumerabili formole che ora opprimono i fedeli, e sono di baluardo alla vera Legge, oppressa, nascosta da cumuli e cumuli di proibizioni tutte esteriori, che con la loro oppressione conducono il fedele a perdere di vista la lineare, chiara, santa voce del Signore che dice:

"Non bestemmiare.

Non idolatrare.

Non profanare le feste.

Non disonorare i genitori.

Non uccidere.

Non fornicare.

Non rubare.

Non mentire.

Non invidiare le cose altrui.

Non appetire la moglie altrui".

Dieci "non". E non uno di più.

E sono le dieci colonne del tempio dell'anima.

Sopra splende l'oro del precetto santo fra i santi: "Ama il tuo Dio. Ama il tuo prossimo. È il coronamento del tempio.

É la protezione delle fondamenta. È la gloria del costruttore.

Senza l'amore uno non potrebbe ubbidire alle dieci regole e cadrebbero le colonne, tutte od alcuna, e il tempio rovinerebbe o totalmente o parzialmente.

Ma sempre sarebbe rovinato e non più atto ad accogliere il Santissimo. (…)