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ARMI DELLA GUERRA SPIRITUALE

Con quali armi va affrontata questa guerra spirituale: la cui più acuta sofferenza sarà per noi quella di non esser capiti né sostenuti dall’affetto delle persone care, anzi di essere da loro rigettati come pazzi e presuntuosi?

di

Francesco Lamendola

Abbiamo sostenuto più volte il concetto che quella in corso è essenzialmente una guerra spirituale. Prima di essere una guerra dei multimiliardari contro le persone comuni, dei padroni della grande finanza contro la gente che lavora e che produce, ciò a cui stiamo assistendo è un assalto del demonio e dei suoi alleati contro la creazione, contro la Redenzione di Cristo e contro le nostre anime. E quindi è una guerra che si sta combattendo soprattutto con le armi dell’intelligenza e della volontà e non, come le guerre del passato, con le armi materiali. Quelle, infatti, erano mosse principalmente dalla cupidigia di territori e di ricchezze; questa, invece, è mossa essenzialmente dall’invidia feroce dell’antico nemico nei confronti dell’uomo, e ha per posta il destino eterno di quest’ultimo. Perciò, non esiste la più piccola possibilità, per noi, di vincere una guerra del genere, se non ne riconosciamo il vero carattere metafisico e la vera portata totale. Per le guerre del recente passato, specie per le due guerre mondiali, gli storici hanno coniato l’espressione guerra totale, intendendo con ciò che tutto il potenziale delle nazioni coinvolte, industriale, finanziario, psicologico, morale, veniva mobiliato e gettato nella mischia, senza permettere che sopravvivesse alcun settore della società che potesse dirsi estraneo alla lotta. La guerra in corso per mezzo del Great Reset, e il cui obiettivo è l’instaurazione imminente e definitiva del Nuovo Ordine Mondiale (nulla sarà più come prima, ci veniva detto e ripetuto fin dalle prime settimane della cosiddetta emergenza sanitaria, quattordici mesi fa) è, molto più di quelle, una guerra totale: non solo coinvolge ogni aspetto della vita sociale, ma anche di quella privata; e mentre il soldato in licenza poteva scordare, per qualche giorno, la triste realtà del conflitto, o i cittadini di un piccolo Stato neutrale potevano guardare dall’esterno la tragedia che stava sconvolgendo il resto dell’umanità, oggi non esiste un solo angolo del pianeta e un solo momento della nostra vita, anche quella più intima, che non debba subire i riflessi, diretti o indiretti, delle direttive assurde e criminali imposte dalle autorità e avvalorate da una pubblica informazione totalmente asservita ai padroni. In altre parole, da questa guerra coloro che l’hanno scatenata si ripromettono il sorgere di una nuova umanità: decimata, sottomessa, abbrutita, priva di lavoro e di denaro, priva di proprietà privata se non quella assegnata dallo Stato, priva di qualunque forma di autonomia, compresa la semplice libertà di andare a far la spesa, frequentare una biblioteca o una palestra, servirsi di un autobus o di un treno, a meno di aver ricevuto un passaporto sanitario, o vaccinale, comprovante l’avvenuta sottomissione mentale e l’avvenuta marchiatura materiale dell’uomo-capo di bestiame ai voleri del nuovo governo totalitario mondiale.

L’asprezza della lotta è resa più grande dalla consapevolezza che la frode mondiale è di tale portata, che ben difficilmente potrà essere dimostrata e sventata: perché ciò avvenisse, sarebbe necessario un processo che portasse direttamente alla messa in stato d’accusa per alto tradimento dell’intera classe politica nella maggior parte degli Stati; e per corruzione o incompetenza dolosa, per la maggior parte del personale sanitario. Inoltre sarebbe necessario un radicale repulisti della stampa e delle televisioni, ovviamente con il passaggio delle rispettive proprietà in altre mani. Ma soprattutto sarebbe necessario trascinare davanti ad un tribunale speciale i vertici delle Nazioni Unite, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dell’Unicef, dell’Unesco, nonché tutti i consigli di amministrazione delle multinazionali del farmaco e quelli delle maggiori banche mondiali: cose tutte che appaiono al di là di ogni ragionevole aspettativa, quantomeno sul piano umano e prescindendo da un possibile intervento diretto di Dio. Quale giudice oserebbe aprire un’inchiesta penale a carico dei capi del sistema politico, economico e finanziario attuale? Quale generale delle forze armate oserebbe rifiutarsi di obbedire agli ordini del proprio governo, e rivolgere le forze dell’ordine non contro i pacifici cittadini, come ora sta avvenendo, ma contro i vertici dello Stato, venduti ad interessi anti-nazionali per vilissime ragioni di denaro, prestigio e carriera?

Eppure, qualche segnale incoraggiante, qua e là, si comincia a registrare. In Francia, qualcosa si muove proprio nel seno delle forze armate: una ventina di generali in pensione hanno rivolto un appello al presidente Macron affinché cambi radicalmente la propria politica in fatto d’immigrazione, politica che, a loro dire, sta portando il Paese dritto verso una guerra civile in cui l’elemento islamico cercherà di affermarsi con la forza delle armi. In alcuni Stati degli USA, come la Florida, i governatori hanno dichiarato da tempo la fine del lockdown e hanno annunciato che chi le volesse protrarre, anche il singolo cittadino che si ostinasse a girare per la strada indossando l’inutile e dannosa mascherina, verrà sottoposto ai rigori della legge. In Russia, Putin non ha mai abbassato la guardia e il popolo russo, nonostante le molte provocazioni della NATO, appare unito e compatto dietro il proprio leader, e fortemente motivato dal sentimento cristiano della famiglia, della patria e della religione. Nella Chiesa cattolica si è levata, forte e coraggiosa, la voce dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, divenuto un’autorevole guida morale non solo per i cattolici, ma per tutti gli uomini di buona volontà, in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo. Il merito principale delle acute analisi di monsignor Viganò è di aver mostrato la connessione esistente fra le diverse facce del processo di globalizzazione, dalla politica dei migranti che equivale, di fatto, a una graduale sostituzione delle popolazioni europee con quelle afro-asiatiche, alla falsa pandemia proclamata al preciso scopo di ingabbiare la popolazione in una bolla di terrore mediatico, distruggere il benessere e l’autonomia economica dei ceti medi, procedere alla vaccinazione di massa della popolazione con un siero genico il cui vero scopo non è ancora chiaro, ma che probabilmente va messo in relazione col dichiarato obiettivo delle oligarchie finanziarie e massoniche di giungere a una drastica riduzione della popolazione mondiale, eliminando alcuni miliardi di “bocche inutili”. Forse che le inquietanti Georgia Guidestones, misteriosamente apparse nel 1980, non recano inciso una sorta di decalogo del Nuovo Ordine Mondiale, al primo posto del quale spicca l’affermazione che la popolazione mondiale deve essere contenuta entro il limite massimo di 500 milioni di persone? Ciò significa, se la matematica non è un opinione, che gli oligarchi della grande finanza, i Soros, i Bill Gates, i Rotschild, i Rockefeller, i Warburg, i Klaus Schwab, i Zuckerberg, i Bezos, hanno deciso che sette miliardi di abitanti del pianeta terra sono in esubero e pertanto devono venire eliminati. Questo è quanto la ragione naturale ci mostra, di tutte le vicende degli ultimi mesi e anni; questo è quanto qualsiasi persona di buona volontà, di retto giudizio e dotata di sufficiente spirito critico, riesce a comprendere degli avvenimenti mondiali che, altrimenti, appaiono un inestricabile guazzabuglio di decisioni assurde, incomprensibili, totalmente illogiche e fuori dalla realtà. Perché mai si dovrebbero contrastare le cure di una malattia, della quale si dichiara e si esagera la pericolosità, puntando tutto, sin dall’inizio, sulla fabbricazione d’un apposito vaccino, quando ciò è in contrasto con secoli di esperienza della scienza medica? E perché bisognerebbe imporre delle misure “sanitarie” che isolano le persone, distruggono le piccole attività economiche, impoveriscono tutti e creano danni permanenti dalla psiche di moltissime persone, specialmente i bambini, fra le altre cose costringendo all’utilizzo di una mascherina che non protegge affatto dal virus, ma che, in compenso, reca gravi danni alla salute, costringendo chi la porta a respirare per ore, per settimane, per mesi, la propria anidride carbonica e inalare micro particelle tumorali? Queste cose le vede e la capisce chiunque sia dotato di una media intelligenza e sappia andare a consultare i dati ufficiali relativi alle morti nel 2020, dai quali emerge che non vi è stato affatto un picco della mortalità, prova sicura e incontrovertibile che non è in atto alcuna terribile pandemia, ma solo un’influenza virale, come ce ne sono ogni anno, e non più pericolosa di altre - benché sia stata malvagiamente fabbricata in un laboratorio a Wuhan, dove Anthony Fauci andava e veniva - se non per una ristrettissima fascia della popolazione, peraltro già indebolita dalla pratica scriteriata delle vaccinazioni antinfluenzali, che hanno distrutto gli anticorpi nell’organismo delle persone anziane.

All’evidenza di ciò che ci mostra la ragione naturale si aggiungono le certezze provenienti dalla Rivelazione. Queste cose, infatti, erano state annunciate e ogni cristiano avrebbe dovuto saperle, e dunque riconoscerle per tempo, al loro manifestarsi. Il cristiano infatti sa bene che tutto quanto sta accadendo e che ha dell’incredibile oltre che del mostruoso – alcune centinaia di persone impegnate a dare vittoriosamente l’assalto contro l’intera umanità – è stato annunciato dalla Scrittura e dalla Tradizione, confermato da numerose rivelazioni private e ricordato in molti documenti del magistero. Si pensi solo, per fare un esempio, all’acuta e drammatica descrizione del capitalismo finanziario, scatenato ai danni dei comuni cittadini e lavoratori, contenuta nell’enciclica Quadrigesimo anno di Pio XI, del 15 maggio 1931, concepita e scritta sulla scia della Grande Crisi del 1929. Ma è nella Bibbia che si trovano i riferimenti più precisi: il problema è che ormai molti sedicenti cristiani non hanno mai letto la Bibbia, non la conoscono, non vi hanno mai meditato sopra, non sono abituati a pregare per mezzo di essa. Ma soprattutto si sono scordati di riflettere sul significato complessivo della Rivelazione: che la vita ci viene data per conoscere, amare e servire Dio; che l’antico avversario vi si oppone con tutte le forze, cercando di sviarci e allontanarci da Lui; che pertanto siamo tutti chiamati, ogni singolo giorno e ogni singola ora, a un combattimento spirituale che non conosce tregue, perché la più piccola distrazione può consentire al nemico d’insinuarsi nella nostra anima e farci suoi schiavi, noi che siamo chiamati invece ad essere figli della luce, ossia figli di Dio. Nella Lettera ai Galati di san Paolo, ad esempio, si legge (4, 13-26):

13Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. 14Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso. 15Ma se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!

16Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; 17la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.

18Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la legge. 19Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, 20idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, 21invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come gia ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio. 22Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; 23contro queste cose non c'è legge.

24Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri. 25Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. 26Non cerchiamo la vanagloria, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.


E ancora San Paolo, nella Lettera agli Efesini (6, 10-18):

10 Per il resto, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. 11 Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. 12 La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. 13 Prendete perciò l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. 14 State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, 15 e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. 16 Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; 17 prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. 18 Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi…

Ma la sofferenza più acuta, in questa guerra spirituale, sarà, e per molti è già ora, quella di non esser capiti, né sostenuti dall’affetto degli amici e dei parenti più stretti, anzi di essere da loro rigettati come pazzi e presuntuosi. Questa è la prova più dura: la totale solitudine nei confronti delle persone care. E tuttavia non siamo soli: Colui che ha promesso: Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo (Mt 28,20) ci dà forza e consolazione. E se Lui è con noi, chi ci potrà resistere o vincere?

Del 01 Giugno 2021

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Christoforus78
Vero la parte più dura di questa lotta è il parlare al vento, dopo essere stati contrastati ed ostracizzati ormai si è passati alla totale indifferenza. Tutti sono tornati ad immergersi nelle piccolezze delle loro vite individuali, a pianificare cene fuori, ferie estive, crogiolandosi nell'illusione di riprendere la vita di sempre, mentre uno prova inutilmente ad avvertirli che non siamo alla …More
Vero la parte più dura di questa lotta è il parlare al vento, dopo essere stati contrastati ed ostracizzati ormai si è passati alla totale indifferenza. Tutti sono tornati ad immergersi nelle piccolezze delle loro vite individuali, a pianificare cene fuori, ferie estive, crogiolandosi nell'illusione di riprendere la vita di sempre, mentre uno prova inutilmente ad avvertirli che non siamo alla fine ma solo al principio della lotta. Chi ha pianificato tutto questo non si fermerà a questo primo traguardo chiederà molto di più ma la gran parte dell'umanità dorme profondamente.