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IL VALORE DELL'OBBEDIENZA 18 ottobre 1973 Figli diletti, sia pace a voi, grazia ed ogni bene. Vorrei oggi farvi riflettere sulla mia fanciullezza affinché voi, facendo tesoro degli insegnamenti …More
IL VALORE DELL'OBBEDIENZA

18 ottobre 1973

Figli diletti, sia pace a voi, grazia ed ogni bene. Vorrei oggi farvi riflettere sulla mia fanciullezza affinché voi, facendo tesoro degli insegnamenti che da essa vi vengono, possiate progredire sempre più nella vostra vita spirituale.
Si dice che un bambino è buono se è obbediente e sincero. Sono due virtù che desidero tanto vedere praticate da voi. Esse distinguono l'uomo dal demonio.
Il peccato di disobbedienza fu infatti quello che cambiò gli angeli in demoni e che contribuì a rovinare i vostri progenitori.
Anche la mancanza di sincerità è caratteristica particolare del demonio, che non per nulla è chiamato padre della menzogna.
Da questi due difetti, la disobbedienza e la menzogna, vi dovete guardare sempre, se volete essere considerati dal Padre come quei fanciulli ai quali appartiene il regno dei cieli.
A chi dovrete obbedire? Osservate il mio comportamento e fate come ho fatto Io. Figlio di Dio, scesi dal Padre, facendomi uomo. Non venne meno in Me la divinità, per cui la sapienza, la bontà, l'immensità di Dio erano nel mio cuore, nonostante avessi assunto la natura umana. Nessuno avrebbe avuto diritto di comando su di Me, che potevo dire: "Chi vede Me, vede il Padre".
Eppure, con quanto amore mi sottomisi a due creature, obbedendo a ogni loro comando e assecondando ogni loro desiderio. Volli così mostrare agli uomini quant'è grande l'autorità dei genitori, simbolo in qualche modo dell'amore creatore di Dio.
È grande la responsabilità dei genitori, ma quanto è alleggerita se i figli, docili e rispettosi, obbediscono! Voi certo sapete quanto i bimbi tendono ad imitare il comportamento degli adulti, e ben potevo anch'Io, fanciullo, osservare ed imitare il rispetto vicendevole che legava Maria e Giuseppe, la fede, l'adorazione e l'obbedienza che portavano verso Dio, nell'osservanza di ogni suo comando e nella realizzazione completa della sua volontà.
Così i figli dovrebbero crescere nella fede cristiana imitando la vita vissuta dai loro genitori, che ben dovrebbero guardarsi dall'offendere Dio e dal trasgredire le sue Leggi. Come si può infatti pretendere l'obbedienza dai propri figli, quando non si obbedisce al sommo Legislatore?
Vi ho detto che i miei genitori secondo la legge erano modelli di rispetto vicendevole e di obbedienza pronta e amorosa. Maria non veniva meno a questa obbedienza, nemmeno quando obbedire poteva significare rinunciare a tutto, abbandonare la casa, ricominciare di nuovo, rimettersi alla volontà di Dio, che, nella vita di ogni giorno, si manifestava nelle scelte compiute da Giuseppe. Maria obbedì sempre e in tutto, divenendo in tal modo modello di vita per le spose: esse infatti si santificano obbedendo con generosità al loro sposo, che nella famiglia rappresenta il capo.
Il cuore della famiglia è la sposa e solo con l'amorevolezza nell'obbedienza è a lei possibile divenire padrona del cuore dell'uomo. Obbedire vuol dire prendere la propria libertà e farne dono alla persona amata. Ecco perché l'obbedienza è tanto preziosa: è la rinuncia a ciò che l'uomo ha di più caro, per andare incontro ai desideri della persona amata.
So che è un grande sacrificio. D'altra parte, obbedire fa parte di un codice che il cristiano non può rifiutare senza venir meno al cristianesimo stesso.
Vi è un altro ambito ancora, in cui vi e chiesta l'obbedienza: obbedire a Gesù nella sua Chiesa che, gerarchicamente ordinata, su suo comando svolge un servizio alla verità a beneficio di tutti. Voi ricorderete quando nella mia vita terrena, dissi: "Chi ascolta voi, ascolta Me". In questa frase vorrei che includeste in primo luogo l'insegnamento della Chiesa.
Che fare in questi momenti, in cui molti di coloro che dovrebbero sostenere e propagare la verità, diffondono l'errore?
È chiaro che voi siete tenuti ad obbedire solo in ciò che non è peccato, ossia che non è contrario alla fede e alla morale e non intacchi quindi la dottrina cattolica; siete invece tenuti ad obbedire per mantenere quell'ordine che facilita la missione della Chiesa in modo che possa svolgersi senza difficoltà.
L'obbediente in queste materie non sbaglia mai, perché la responsabilità è di chi è chiamato da Dio a guidare la sua Chiesa.
Nella vostra vita spirituale vi è poi la voce della coscienza a cui dovete obbedire e prestare ascolto, anche quando le difficoltà vi sembrano gravi e i sacrifici numerosi; vi è quella del confessore che, assieme al mio perdono, vi dona consigli atti a farvi evitare il peccato; e quella del direttore spirituale che vi aiuta nella vostra maturazione.
Ma se anche mancassero queste persone, è nel silenzio e nella preghiera che potrete trovare luce sufficiente per conoscere la volontà di Dio e la forza necessaria per compierla. Sappiate solo che generalmente la vostra volontà non coincide con quella di Dio, poiché l'uomo tende ad assecondare i propri desideri e capricci.
È per questo che leggete nel Vangelo ciò che dicevo ai farisei: "Non mi piacciono i vostri sacrifici, perché in essi cercate voi stessi". L'umiltà è la base dell'obbedienza, che fiorisce nell'armonia e nella pace, sempre e dovunque.
Figli miei, vi parlerò della sincerità in altra occasione. Per ora ricevete la mia benedizione ed il mio abbraccio!