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Maria Valtorta. La vera tomba di San Pietro 6.

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QUADERNETTI CAPITOLO 749

13-14-15 novembre 1948


Ancora S. Pietro.
Ma in un luogo solitario, direi secondario delle catacombe. O almeno, se non secondario, nascosto, quasi per celare ancor più e meglio le venerabili spoglie.
Un ambiente largo m. 3, o 3,50 x 5 [corretto in 6?] al massimo, poco alto: direi 3 metri circa, con un altare semplicissimo in uno dei lati stretti, nessun graffito o pittura o altro. Unica nota chiara le quattro colonnine di marmo che sorreggono la Mensa eucaristica. La solita porta a fianco dell'altare e vicino a questa un loculo (aperto certo per farmi vedere cosa contiene) con entro la salma incorrotta, ma ridotta ad una pelle simile a scura pergamena stesa sullo scheletro.
È tanto prosciugato (o essiccato) che le mani raccolte sull'addome, e che nella visione della prima deposizione si intuivano congiunte per il rilievo che appariva sotto il drappo porpureo (vedere visione del 18-9-48), ora, sprofondate nell'incavo di un addome essiccato, non sollevano che impercettibilmente il manto prezioso.
Il corpo non ha più stesa sotto di esso la sindone bianca, ma un drappo prezioso rosso cupo con simboli e fregi, non so se tessuti o ricamati, colore su colore (c'è poca luce, e non di lampada o altro, ma luce extranaturale per permettermi di vedere in questo ambiente sotterraneo che non riceve luminosità da nessun punto).
È vestito di bianco e con sopra il manto porpureo messo come ho descritto il 18-9-48. Al collo il pallio. Lo vedo bene ora che il corpo è così scarnificato.
La testa, congiunta al corpo da un collo ridotto alle vertebre coperte di pelle simile a vecchia pergamena, poggia su un cuscinetto basso coperto di bisso, e spicca con la finezza di una testa scolpita in marmo cipollino (per il colore) sullo sfondo della parete oscura.
La fronte appare più alta e convessa di quand'era vivo, perché l'orbita è profondissima e le tempie ridotte a puro osso. Il naso, ossia il setto nasale, sporge affilato come una lama da sotto la lieve copertura della pelle essiccata, un naso ridotto ad uno spessore di pochi millimetri anche nella punta.
Gli zigomi, piuttosto forti e rilevati nel Simone di Giona ai tempi di Galilea, si disegnano fortemente, e così pure la parte mascellare inferiore, e fra questa e quelli è la buca delle guance che non esistono più che come strato di pergamena.
Il mento appare aguzzo mentre le labbra [si] avvallano, ridotte ad una linea, là dove forse i denti incisivi, per l'età, non erano più a sostenere le labbra.
Non vedo altri loculi. E non c'è neppure l'altra uscita in fondo all'ambiente e di fronte all'altare. Non so dove sono, vedendo solo quanto è sotterra.
Tutte le volte che mi viene mostrato questo, mi viene detto dal Signore: «E così non potrai dire di più». Infatti! Non vedendo nessun punto di riferimento sulla superficie terrestre, non posso dire di più.
alda luisa corsini
L'ultimo capitolo di questo straordinario viaggio nelle visioni di Maria Valtorta fotografa l'ambiente in cui è deposto San Pietro all'interno della catacomba ad duos lauros sulla via Labicana e che si contraddistingue dalla Mensa Eucaristica. La mancanza di riferimenti della cripta sul suolo non permette a Maria Valtorta né a noi, a questo punto, l'identificazione del punto esatto in cui si …More
L'ultimo capitolo di questo straordinario viaggio nelle visioni di Maria Valtorta fotografa l'ambiente in cui è deposto San Pietro all'interno della catacomba ad duos lauros sulla via Labicana e che si contraddistingue dalla Mensa Eucaristica. La mancanza di riferimenti della cripta sul suolo non permette a Maria Valtorta né a noi, a questo punto, l'identificazione del punto esatto in cui si trova.
Marziale
Tutte queste minuziose descrizioni confermano, a mio parere, che la spoglia mortale del santo sarà in qualche modo ritrovata, magari per caso, e mostrata al mondo intero.
Mi sarei messo già da anni alla ricerca, ma vivo lontano da Roma: è compito suo e dei lettori valtortiani romani! :-)
alda luisa corsini
😇
alda luisa corsini
Il mondo dell'archeologia è composto spesso da studiosi gelosissimi delle loro aree di tutela, degli scavi e dei dati da essi derivati che spesso rimangono nel cassetto di questo o quell'archeologo sotto forma di studi che, come sequestrati, non vengono ceduti ad altri studiosi più solerti e attivi. Questi argomenti quindi non vedranno mai la luce per pigrizia e ignavia, per una naturale …More
Il mondo dell'archeologia è composto spesso da studiosi gelosissimi delle loro aree di tutela, degli scavi e dei dati da essi derivati che spesso rimangono nel cassetto di questo o quell'archeologo sotto forma di studi che, come sequestrati, non vengono ceduti ad altri studiosi più solerti e attivi. Questi argomenti quindi non vedranno mai la luce per pigrizia e ignavia, per una naturale propensione a rimandarne la pubblicazione, che è un'attività che fa parte integrante dei loro compiti ma che per molti è ritenuta assai gravosa.
Memorare
Sono molto ignorante scusate la domanda,ma negli anni 90 ascoltai una testimonianza della studiosa che partecipò agli scavi sotto il vaticano perché li c'erano segni che Pietro fosse stato sepolto.Non è vero?😳
alda luisa corsini
La sua è una asserzione molto contestata sin da quei tempi da esimi colleghi archeologi. La invito a leggere il testo di M. Valtorta riguardo alla sua visione della vera deposizione di San Pietro e i miei modesti commenti sottostanti (si vedano i post numerati dall'1 al 7), che spiegano la topografia delle 3 aree dove il corpo di San Pietro fu deposto, compresa l'ultima che ancora lo conserva.
alda luisa corsini
Dimenticavo, clicchi sul mio nome per trovarli più agevolmente in successione. 😇