Marziale
"Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,
perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; "
Francesco I
Non dobbiamo dimenticare che sino al XI secolo dopo Cristo non vi era nessuna possibilità di "scrivere" la musica. Questa invenzione la dobbiamo a Guido d'Arezzo nato nel 990 e morto dopo il 1033. Egli insegnava i canti gregoriani ai monaci dell'abbazia di Pomposa e poi della cattedrale di Arezzo. È qui che ha modo di sperimentare il suo nuovo metodo di insegnamento e gettare le basi per la …More
Non dobbiamo dimenticare che sino al XI secolo dopo Cristo non vi era nessuna possibilità di "scrivere" la musica. Questa invenzione la dobbiamo a Guido d'Arezzo nato nel 990 e morto dopo il 1033. Egli insegnava i canti gregoriani ai monaci dell'abbazia di Pomposa e poi della cattedrale di Arezzo. È qui che ha modo di sperimentare il suo nuovo metodo di insegnamento e gettare le basi per la musica scritta che conosciamo oggi, a partire dai nomi delle note: per denotare i suoni, Guido usava le prime sillabe dei versi dell'inno a San Giovanni Battista di Paolo Diacono, e cioè “Ut, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si” (L'Ut viene sostituito con il Do qualche secolo dopo da Giovanni Battista Doni). Oltre a questo, introduce l'uso del tetragramma, diretto precursore del nostro pentagramma, quattro linee per indicare l'altezza delle note a seconda del loro posizionamento, in modo, ovviamente, più preciso rispetto al rigo unico.

Dunque anche la modalità di scrivere la musica è una invenzione tipicamente italiana e cristiana.
Stat Crux
Senza contare (si può verificare facilmente mettendo a confronto le ballate popolari) lo slancio impressionante che ha avuto la musica quando, nel periodo barocco, soprattutto, si è messa a celebrare le glorie del Cielo (Bach, Vivaldi etc.)