Clicks1K
simone
3

Baldisseri:«Quello dei sacramenti ai divorziati risposati è un tema da affrontare con un …

«Quello dei sacramenti ai divorziati risposati è un tema da affrontare con un approccio nuovo». L'arcivescovo Lorenzo Baldisseri è il prelato che il Papa ha nominato segretario generale del Sinodo dei vescovi. Toscano di San Pietro in Campo, classe 1940, per quasi quattro decenni diplomatico vaticano, da fine settembre ha il compito di svecchiare l'istituto del Sinodo chiamato a discutere in due riprese - nel 2014 e nel 2015 - il tema della famiglia, dopo la capillare diffusione di un questionario in proposito.

Francesco nell'«Evangelii gaudium» non cita esplicitamente il tema dei sacramenti ai divorziati risposati. Scrive però che l'eucaristia «non è un premio per i perfetti ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli». Come leggere queste parole?

«Sottolineiamo anche la frase successiva: "Queste convinzioni hanno anche conseguenze pastorali che siamo chiamati a considerare con prudenza e audacia". Il Papa mette insieme questi due elementi. Significa che vuole che si studino questi problemi con la prudenza e dunque con attenzione alla dottrina. Ma anche con audacia, che per me equivale a "senza paura", guardando alle situazioni concrete delle persone».

Dunque cambierà qualcosa?

«Il magistero non è ingessato, è l'accompagnamento della dottrina al popolo. C'è un approfondimento continuo e ci sono le applicazioni ai vari casi. La Chiesa deve saper trovare l'applicazione della dottrina nel caso concreto delle persone. Questo approccio non deve farci immaginare subito conclusioni generali, norme per tutti. Dobbiamo partire dai casi concreti. E lì si può anche sviluppare una maniera nuova di poter considerare la dottrina. In fondo, anche con le dichiarazioni di nullità matrimoniali noi interveniamo caso per caso. La pastorale è questo, non è uno schema».

È giusto perciò dedurre che il tema dei sacramenti ai divorziati risposati è aperto?

«Se è stato messo nella lista del Questionario vuol dire che si intende trattarlo. E se ne vuole parlare senza tabù, altrimenti non sarebbe stato citato. Questo mi sembra evidente».

Nell'intervista sul volo di ritorno da Rio, Bergoglio a questo proposito ha ricordato - senza prendere alcuna posizione - la via ortodossa, che prevede in certi casi la benedizione di una seconda unione...

«L'esperienza della Chiesa ortodossa può esserci di aiuto, non solo per quanto riguarda la sinodalità e la collegialità, ma anche nel caso di cui stiamo parlando, per illuminare il cammino. Ma ora non è il momento di discutere quale sia la soluzione migliore, sono temi che saranno trattati nel Sinodo. Abbiamo cominciato adesso a parlarne, in maniera nuova rispetto al passato, con una richiesta di informazioni e riflessioni alla base, alle diocesi e alle parrocchie, e questo ci aiuterà molto, insieme all'esperienza di altre Chiese, come di quelle orientali. Come lei ha ricordato anche il Papa ha fatto un riferimento a quella prassi ortodossa».

Il questionario che avete inviato è un sondaggio?

«No, non lo è, va ribadito. Non è un sondaggio così come lo si intende oggi, e nemmeno un referendum. È stata invece la volontà di conoscere direttamente dalle persone quella che è la loro esperienza non solo individuale ma anche di gruppo, per raccogliere dati statistici, riflessioni, elaborazioni. Così i vescovi del Sinodo avranno il polso della situazione senza doverla trarre dai libri o dalle indagini sociologiche. Il nostro questionario è molto di più di un'indagine sociologica. È una riflessione anche ecclesiale e spirituale. E le domande sono aperte...».

Può spiegare la novità di questo Sinodo in due tempi, con due riunioni sullo stesso tema a distanza di un anno?

«È una novità che risponde alla nuova dinamica voluta dal Papa e in qualche modo si ispira a quella conciliare. Francesco vuole un sinodo dinamico e permanente, non come organismo strutturato, ma come azione, come osmosi tra il centro e la periferia. E lo vuole aperto a tutti i temi, per accogliere suggerimenti che arrivano dalle Chiese locali. Il consiglio di segreteria, composto attualmente da 15 persone acquisterà maggiore importanza, e questo vuol dire che il Papa avrà anche qui la possibilità di consultare un consiglio permanente per il suo governo».
Gloria Dio Padre
LA PAROLA DI DIO NON SI PUO' DISCUTERE NESSUNO HA IL POTERE DI FARLO E' UNICA PER SEMPRE E NON CI SONO ECCEZZIONI PER DARE COMUNIONE AI DIVORZIATI E CONVIVENTI (MATRIMONIO IN COMUNE NON VALE NIENTE DAVANTI A DIO). DIVORZI? RIMANI SOLO NON SI MUORE DI CASTITA' CRISTO PRIMA DI TUTTO, I TIEPIDI LI VOMITO PAROLA DI DIO
Maurizio Muscas
I Papisti anche. "Estote parati"! E' scritto in un testo sconosciuto ai Modernisti d'Oltre Tevere.
simone
Riflettiamo:
Baldisseri è un uomo di fiducia del Papa.
Il Papa ha detto che vuol dare più spazio alle conferenze episcopali.
I vescovi tedeschi hanno capito il segnale.
I papisti anche?????????????????????????????