Francesco I
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“In viaggio” di Gianfranco Rosi: come trasformare il Papa in un santino rosso senza citare mai Gesù

6 Ott 2022 9:05 - di Francesco Indelicato
Il tutto nel contesto di un sincretismo religioso per cui Dio è Salām, non importano le differenze con le altre religioni quanto il volersi bene, l’essere in pace. Basti pensare che durante gli 80 minuti di proiezione non viene mai nominata la parola “Gesù” e l’unico accenno alla persona di Cristo viene rappresentato attraverso la scena di papa Francesco che guarda la croce nel vuoto della piazza San Pietro del 27 marzo 2020.

Quindi nel documentario “In Viaggio” largo spazio ai temi dell’immigrazione, della guerra, della povertà, senza mai guardare a riflessioni spirituali o a temi trascendentali quali la resurrezione, la vita eterna.

Imbarazzanti alcuni silenzi ripresi durante gli incontri del Papa con le autorità locali. Silenzi che potrebbero voler evidenziare l’aspetto meramente umano riflesso negli sguardi dei vari leader religiosi e politici, contrastando con il clamore delle folle dovuto talvolta all’entusiasmo di tali visite, talvolta alle proteste dovute alle evidenti ingiustizie subite dai popoli ascoltati nei rispettivi viaggi.

E, infine, l’accento marcato sulle colpe della Chiesa cattolica riguardo la pedofilia e le scuole residenziali del Canada, sempre a dimostrare che questa istituzione non ha niente di più delle altre, anzi è spesso mancante e debitrice proprio verso l’uomo, dimenticando quanto di positivo la Chiesa ha fatto attraverso i missionari nel mondo intero anche in questi ultimi dieci anni.

*Direttore per l’Ufficio Pastorale del Tempo libero, Turismo e Sport della Diocesi di Roma

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N.S.dellaGuardia
Il cardinal martini sarebbe molto orgoglione...